Junio Valerio Borghese e il Fronte Nazionale

Neofascisti, fascisti, paracadutisti, ex repubblichini, destra parlamentaree extraparlamentare, campeggi paramilitari, squadre d'azione, attentati, complotti in Valtellina, armi, finanziamenti industrialli, rapporti con le forze armate, coi servizi segreti italiani e stranieri, coi fascisti greci, riunioni riservate alla vigilia delle bombe del 12 dicembre, un uomo che scompare qualche giorno dopo (Armando Calzolari).

Se c'e' una persona in Italia che, silenziosa, spettrale, muovendosi discretamente dietro le quinte, sembra tenere in mano i fili della complessa ragnatela che collega i vari punti di forza e d'azione della destra, questa personae' Junio Valerio Borghese, il principe nero, presidente del Fronte Nazionale.

Ha 63 anni, ' pluridecorato perle azioni svolte contro la flotta inglese ad Alessandria, Malta e Gibilterra durante l'ultima guerra, nei diciotto mesi della Repubblica Sociale e' stato il comandante della Decima Mas (rastrellamenti, massacri di partigiani e popolazione civile, fianco a fianco con le SS: 800 omicidi secondo la sentenza pronunciata nel 1949 dalla Corte Speciale d'Assise) condannato come criminale di guerra nel 1946 rimesso in liberta'dall'amnistia il 18 febbraio 1949.

Uno dei primi presidenti onorari dell'MSI. Al tempo della crisi di Trieste raduno' un migliaio dei suoi ex maro' nei pressi di Treviso armati e pronti a marciare per l'"azione Fiumana".

Borghese ha sempre cercato di dimostrare che i suoi rapporti con il Movimento Sociale erano autonomi anche se, nella campagna elettorale del 1958, quando la FNCRI (Federazione Nazionalle Combattenti Repubblica Sociale Italiana) invito' i suoi aderenti a votare scheda bianca per polemica contro il MSI che giudicava "borghese e reazionario", egli accorse in aiuto di Arturo Michelini fondando la UNCRSI (Unione Nazionale Combattenti Repubblica Sociale Italiana) suu posizioni ortodosse rispetto al partito.

Nel 1967 Junio Valerio Borghese ha fondatoil Fronte Nazionale con i soci del Circolo dei Selvattici (Roma Via dell'Anima 55). Il circolo era stato sino allora lacopertrra culturale del Fronte Grigioverde un'associazione che comprendeva, come ancora oggi il Fronte Nazionale, ex ufficiali della Decima Mas, della Monterosa e dela Etnea, piu' altri, in pensione e in servizio, di armi e corpi diversi.

Il programma politico del Fronte Nazionale: "I partiti non devono piu' essere protagonisti attivi della politica, essi vanno esclusi da ogni partecipazione di governo". "Costituzione di uno stato forte...liberta' dei cittadini intesa come osservanza assoluta e immediata delle leggi...critica concessa se qualificata ed espressanel quadro degli interessi nazionali". "Assemblea legislativa nazionale formata dai rappresentanti di categoria... ..nonche' da cittadini chiamati a tale funzione per meriti eccezionali.

Valerio Borghese non ama la propaganda politica esplicita e ha sempre cercato di crearsi una fama di uomo al di sopra della mischia, evitando la grossolana apologia del fascismo e di rimanere invischiato nelle beghe che tradizionalmente dilaniano il MSI e i vari gruppi di estrema destra. Questa riservatezza del "principe nero" ha degli scopi ben precisi. Ad essa si adeguano anche i principali sostenitori del Fronte Nazionale, molti dei quali non sono neppure conosciuti.

Tra quuelli noti ci sono Benito Guadagni industriale, ex repubblichino, segretario del Fronte Nazionale e finanziatoredel bollettino interno che, in dicembre, quallche giorno dopo gli attentati, ha litigato violentemente con Borghese, e, almeno ufficialmente, ha abbandonato l'associazione facendo cessare la pubblicazione del bollettino; l'aiutante di campo di Borghese, Arillo, il comandante Bianchini e il vice comandante Santino Viaggio (i due che avvicinarono Evelino Loi proponendogli di compiere delle "azioni"). Nella seconda meta' di dicembre anche Viaggio ha abbandonato il Fronte Nazionale, o almeno cosi' ha dichiarato. Poi c'e' il comandante Marzi, ex repubblichino, residente a Milano: l'11 dicembre e' andato a Roma e' c'e' rimasto sino alla sera del giorno dopo. E c'era, infine, anche Armando Calzolari, l'uomo scomparso la mattina di Natale e ritrovato un mese dopo, cadavere, in fondo a un pozzo della periferia romana.

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