Dio dell’inferno, guarda il padre ucciso: sii custode della mia salvezza nel ritorno alla mia terra. Qui , sul tumulo della tomba del padre, mi rivolgo a te, Dio, e te mi ascolterai. Una ciocca di capelli ho dedicato al Dio che mi ha allevato, e questa a te Dio del dolore.
Io, padre mio, su te non ho cantato il canto dei morti, non ti ho dato l’ultimo addio, quando ti hanno trasportato fuori dalla casa.
Ma ora? Che cosa e’ quella fila di donne, laggiu’, che vengono avanti, chiuse nei loro panni neri? A che dolore devo pensare? che disgrazia tormenta ancora quella casa?
Ma, forse, tutte quelle donne stanno salendo, alla tomba di mio padre, per pregare. E’ la sola ragione… Ecco Elettra, mia sorella, che trascina quassu’ la sua passione.
Necessita’, che per volere di Dio, attui cio’ che e’ giusto! "A parola di odio si risponda parola odio"
Padre, povero padre, che parola, che atto, mi e’ necessario per riaspirare l’anima tua dal fondo della terra?
E allora ascolta, padre, il mio canto: due figli qui sulla tua tomba danno in pietosi gemiti.
Un giorno un dio, se lo vorra’, voci di gioia fara’ tramandare da questa ora di angoscia. Non piu’ gemiti allora, sulla tomba, ma canti, per la casa e sorsi di vino nuovo.
Infinite cose orrende, nere visioni, la terra crea…..
Il mare partorisce mostri mortali….
La giustizia ha colpito la stirpe di Priamo, e con che impeto a punirla, a guidarla. E ha colpito la casa di Agamennone, due volte piu’ feroce, due volte piu’ mortale.
