Guardia Nazionale Italiana: torna la milizia parallela.
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Le ronde “nere” dell’ex maresciallo
Mer, 01/04/2009 - 12:35 
Così, nell’epoca della sicurezza “fai da te”, l’ex investigatore diventa comandante generale di un gruppo
la cui missione è la “promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane
con particolare riferimento all’Impero Romano”.

Se si scorrono storia e curriculum di Augusto Calzetta, maresciallo e poi capitano, maggiore, tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri, si va dalle indagini sul Mostro di Bargagli alla soluzione dell’omicidio di Roberto Trebino (Uscio, 1985), a quelle sugli attentati ai tralicci compiuti dagli anarchici negli anni Novanta, allo strano arresto di Ovidio Bompressi nel 2002, mentre l’ex terrorista del caso Calabresi stava già andando a costituirsi. Ora, arrivata l’età della pensione (anzi, della “riserva”), Calzetta ha un nuovo incarico. Nell’era delle ronde, dei cittadini organizzati che vogliono vigilare sulla sicurezza, è diventato generale. Anzi, “comandante generale della Guardia Nazionale Italiana”. Della quale, assicura un comunicato, ha assunto “il Comando operativo su tutto il territorio nazionale”La divisa della G.N.I.? “Camicia color kaki con effigie dell’aquila imperiale romana, giubbotto tre quarti in pelle nera, cinturone, cravatta e stivali neri”. E già che la Guardia Nazionale Italiana non vuol proprio farsi mancare nulla, il portavoce Maurizio Monti assicura che «abbiamo già anche un piccolo aereo, a Novara». E persino l’immancabile presenza su Facebook, con già 225 simpatizzanti tra cui spiccano sezioni di Forza Nuova, de La Destra, de La Gioventù Italiana, di Italia Nera, contornati da qualche busto mussoliniano e un numero cospicuo di fanciulle di gradevolissimo aspetto. Calzetta abita da tempo a Massa, dove prima ha aperto un’agenzia di investigazioni, poi è stato coinvolto (ed è finito anche in galera) per una brutta vicenda di vestiti e gioielli sottratti alle salme da cremare. Lui si difende: «Io non c’entravo nulla, spero che questa storia sia ormai finita, io ho solo fatto un piacere innocente a degli amici che evidentemente tanto amici non erano». A Massa il l'abbiamo raggiunto. Sul suo nuovo “incarico” non la vuole buttare in politica: «In realtà è l’idea di un gruppo di amici,sono venuti a trovarmi, mi hanno fatto questa proposta, io ho accettato». Il peso di un’organizzazione che annuncia di essere presente “su tutto il territorio nazionale”? «In realtà stiamo muovendo i primi passi, nei prossimi giorni partiremo con una conferenza stampa». Dove sarà anche presentata la divisa indossata dai volontari, che è già annunciata su Facebook. E che tra Aquile Imperiali, “ruota solare incandescente” e motto “Domine dirige nos” non sembra nemmeno voler mascherare l’ispirazione ideologica. Se in più ci si aggiunge che una delle ”missioni” è la “promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane con particolare riferimento all’Impero Romano”, il quadro è completo.
Di certo, l’armamentario dei “volontari” non sembra rispondere a quella iconografia tranquillizzante che ci si aspetterebbe da un pacioso gruppo di sorveglianti. Una formazione paramilitare? Macché, sostengono gli ideatori: solo una onlus. In piena adesione allo spirito della legge sulle ronde, che viene peraltro richiamata in testa allo statuto, “Concorso delle associazioni volontarie al presidio del territorio”. Disegno di legge, già approvato da un ramo del Parlamento, che sembra già dare la stura alle inquietudini: il metter cappello da parte di gruppi connotati politicamente e ideologicamente sulle ronde.«Vogliamo fare - insiste Maurizio Monti - tutto per bene, contattare gli enti locali, stringere accordi, comportarci secondo tutti i crismi». E “i mezzi stradali, navali e aerei, dotati dei sistemi di emergenza visivi e sonori” di cui si parla su internet? «In realtà serve tutto a garantire la sicurezza dei cittadini. L’aereo, ad esempio, potrà essere utile per l’avvistamento di incendi boschivi in zone difficili da raggiungere a piedi o in macchina». E Calzetta? Insiste: «Ho solo accettato la proposta di amici». Nel 2005 il suo nome finì anche nell’indagine sulla “polizia parallela” di Gaetano Saya, organizzazione neofascista dalle velleità paramilitari poi smantellata dalla procura di Genova. Ma Calzetta ne uscì pulito: «Volevano cooptarmi, darmi il comando di una delle divisioni del loro Dipartimento studi strategici antiterrorismo. Ma io quella volta rifiutai».


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La G.N.I. cerca veri Italiani Nazionalisti e Patrioti, gente che sappia portare degnamente e con orgoglio l'uniforme, e per tutto ciò che essa rappresenta servire la nostra terra ed il popolo Italiano, con regolare mandato e in piena legalità.
La Guardia Nazionale Italiana e' l'unica ufficiale depositaria di una divisa composta da:
•pantaloni neri con banda gialla laterale
• cappello rigido con visiera nero - kepi nero, o kaki,
entrambi con aquila Imperiale Romana in alto e sottostante bottoncino tricolore, altresì, ruota solare

camicia color kaki - senape con l'effigie dell'aquila Imperiale Romana sul braccio sinistro, bandiera Italiana sul braccio destro, ruota solare incandescente con fascia sul braccio sinistro, sull'avambraccio sinistro fascia divisionale con ricamata la scritta individuale dei vari gruppi di appartenenza.
Sul pettorale destro scudetto con sovra impresso - GUARDIA NAZIONALE ITALIANA - PER SERVIRVI E PROTEGGERVI - Giubbotto in pelle nero ¾, altresì giacca a vento color nero - kaki modello sahariana- Cinturone nero con spallaccio- Cravatta nera- Scarponcini neri – stivali- Tessera di riconoscimento di appartenenza all’ente- Tessera di Riconoscimento con placca esclusivamente per gli appartenenti alle G.P.G.

La Guardia Nazionale Italiana viene dotata di mezzi stradali, navali e aerei, dotati dei sistemi di emergenza visivi e sonori, previsti dalle vigenti leggi e/o normative.
I colori d'istituto sono il grigio, il grigio-verde, il nero e il bianco. Il nostro impegno è finalizzato alla salvaguardia, tutela ed assistenza dei cittadini Italiani. Per far questo ci siamo strutturati in diversi settori di attività:

  • protezione civile;
  • protezione eco-ambientale;
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  • protezione zoologica;
  • promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane; con particolare riferimento all'Impero Romano.
  • promozione e coordinamento di iniziative di responsabilizzazione civica, di moralizzazione e di convivenza tra gli Italiani, anche prestando la propria assistenza ai cittadini al fine di garantire agli stessi la possibilità di partecipazione democratica a manifestazioni pubbliche, convegni e congressi organizzati da movimenti, partiti ed associazioni;
  • agevolare la partecipazione e l'aggregazione dei cittadini alla vita civile, sociale e culturale, contribuendo alla formazione dei progetti di sviluppo civile e sociale della comunità Italiana attraverso la partecipazione attiva dei suoi soci;
  • svolgere attività di protezione civile nelle forme e nei modi previsti dalla L. 24 febbraio 1992 n. 225 ed ai sensi del D.P.R. 21 settembre 1994 n. 613, in casi di pubblica calamità;
Per le finalità e gli scopi di cui all'articolo 3, l'organizzazione può organizzarsi in raggruppamenti regionali-provinciali per il raggiungimento di particolari scopi, e cioè in:
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b) organizzazioni per i servizi socio-assistenziali;
c) organizzazioni culturale per la divulgazione della lingua Italiana e delle tradizioni Italiane, dalle origini dell'Impero Romano ai giorni nostri;
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e) gruppi sportivi per promuovere ed attuare le discipline sportive riconosciute dal C.O.N.I.;
f) organizzazioni di vigilanza, antincendio, protezione boschivo-forestale, eco-ambientale, ittica, zoofila, beni culturali, con rilascio da parte del Prefetto e/o Presidente della Provincia di Decreto di Guardia Particolare Giurata;
g) servizio ambulanze e soccorso stradale, elisoccorso;
h) supporto enti istituzionali per varie tipologie di attività;
i) costituzione e organizzazione di gruppi cinofili;
l) gruppi operativi mobili.
m) Gli Agenti, Ufficiali, Funzionari e Dirigenti della Guardia Nazionale nominati dal Presidente nei gruppi di vigilanza, sono Guardie Particolari Giurate Volontarie da non ritenersi come Istituti di Vigilanza o Organi di Polizia Statale. Le guardie munite degli appositi decreti e porto d’armi, per l’espletamento dell’attività di vigilanza volontaria nelle materie ittiche, venatorie, ambientali e zoofile operano nel rispetto delle Leggi locali e Nazionali in stretta collaborazione con la Polizia Locale e le Forze dell’Ordine e, nei casi previsti dalle normative vigenti assumono le funzioni di Agenti e Ufficiali di Polizia Giudiziaria come previsto dagli Art. 55 e 57 del Codice di Procedura Penale e dalle altre Leggi e Normative di riferimento.Tramite i riconoscimenti rilasciati dalle Province e dalle Prefetture delle città in cui si operano i servizi, le Guardie acquisiscono la nomina a Guardia Particolare Giurata con funzioni di Polizia Giudiziaria previste dagli Artt. 55 e 57 comma 3 del Codice di Procedura Penale e dal R. D. 8 ottobre 1931 n. 1604. Diventare Agente di Polizia Giudiziaria, sebbene limitato all’esercizio di determinate funzioni, significa anche conoscere i propri diritti e doveri, sia nei confronti del cittadino che delle forze di Polizia correlate. La preparazione delle Guardie viene effettuata all’interno delle sedi dell’ente durante le assemblee settimanali, da personale preparato sia a livello giuridico che didattico (studi legali), in quanto, vengono effettuati servizi nei quali sono previsti verbali amministrativi, sequestri amministrativi di beni e in qualche caso la possibilità di effettuare fermi, in base a quanto previsto dalle leggi applicate di nostra competenza. La G. P. G. abilitata alle funzioni sopraccitate,è direttamente responsabile delle proprie azioni sia nei confronti della collettività che di quelli dell’ente, pertanto punito ai termini di legge in caso di dichiarazioni mendaci, o violazione degli articoli previsti dallo Statuto Nazionale, dal Regolamento Nazionale, dal Codice Penale e da tutte le altre leggi vigenti in materia.

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