Evidentemente ritengono che trattandosi di un’isola
di piccole dimensioni
sarà più facile evitare la contestazione
dei soliti “facinorosi”.
Sembra incredibile che i nostri governi, sia nazionale
che regionale, considerino questa scelta un evento storico
di grande importanza, addirittura un risarcimento
per i danni subiti dai maddalenini nel corso di questi decenni.
L’ipotesi che l’organizzazione del G8 a La Maddalena
consentirà l’uso di risorse da destinare alla crescita dell’occupazione
è ingannevole: gli investimenti di cui si parlasaranno
finalizzati alla riconversione turistica dell’intero arcipelago, mentre
in tutta l’isola le attività legate all’agricoltura,
alla pastorizia e all’industria subiranno un ulteriore ridimensionamento.
Le nuove possibilità di lavoro saranno poche
e limitate nel tempo, e quando sarà terminata la costruzione
degli alberghi a 5 stelle ci troveremo con una nuova
area della nostra isola sottratta all’uso dei cittadini sardi
e consegnata ai signori delle speculazioni edilizie.
L’estensione della Costa Smeralda arriverà
così sino all’arcipelago maddalenino.
La nostra critica al G8 non si esaurisce nella opposizione
politica a un sistema di governo planetario inaccettabile.
Progettiamo perciò, per la Sardegna e per i
cittadini sardi, un’area di pace con politiche di sviluppo sostenibili
e non compatibili con i progetti dei protagonisti
delle guerre e delle speculazioni.
Per queste ragioni riteniamo indispensabile che tutte
le forze che si oppongono a questa iniziativa (partiti, movimenti,
associazioni ecc.) trovino al più presto un’occasione
di incontro per definire un programma di lavoro puntuale ed efficace.
La creazione di una rete che metta in collegamento
le diverse realtà che operano nel territorio isolano
ci sembra una prima tappa di questo lavoro che noi
Comitato per il No G8 stiamo iniziando.
Prime adesioni:
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