Sulla strada statale 124, quella cioè che conduce a Floridia,
il Comune costruirà un centro «multifunzionale» in cui
dovranno sorgere: un’area di attendamento idonea, anche, a ricevere i containers;
la sede della protezione civile, vista l’inidoneità di quella attuale
allocata in contrada Pantanelli; infine, un centro di accoglienza e di
prima identificazione.
A tal proposito esiste già un progetto su cui è confluito,
tra l’altro, il parere positivo del ministero degli Interni che ha promesso
un suo congruo finanziamento.
Un impegno, quello formulato dal Comune, che non può andare
oltre, prevedendo, ad esempio, la realizzazione di un centro all’interno
della cinta urbana, tanto per l’esiguità delle finanze a disposizione,
quanto per l’irreperibilità di idonee strutture.
Inoltre, il Comune ha già in «carico» i poveri
della città, di cui allevia ogni tipo di sofferenza.
Frattanto, la richiesta di vettovaglie e mobilia da cucina inoltrata
da Padre Carlo, che sta pensando ad attrezzare un centro presso la sua
parrocchia, al Comune ha trovato parere favorevole.
Il vice – sindaco Vinciullo recuperato il predetto materiale da
talune scuole, provvederà, prossimamente, alla fornitura.
La Provincia ha, poi, annunciato la disponibilità di alcuni
locali di sua proprietà, destinati, in prima istanza, ad un’altra
categoria di disagiati: i barboni.
Trattasi di alcuni bassi, di pertinenza di un’ex scuola, ubicati
in via Bonanno e che, nelle intenzioni dell’assessore, sarebbero dovute
divenire un centro notturno per clochard, così da proteggerli dalle
insidie della notte, offrendo, al contempo, un comodo giaciglio.
L’ipotesi del centro di accoglienza in via Bonanno non va giù,
però, ai residenti della zona preoccupati per la loro incolumità.
Scevri da ogni pregiudizio, i residenti, la cui voce di protesta
si è già levata, temono l’incremento di episodi di microcriminalità
e ogni genere di atto violento.
Il problema comunque va affrontato e risolto. Una città che
ha fra le sue priorità il problema dell’accoglienza deve tirare
diritto con le sue scelte, naturalmente facendo sì che tali scelte
non siano penalizzanti della collettività o di parte di essa.
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