25 Aprile, festa della Liberazione dal regime nazi-fascista.
Questa data sia il compimento del sogno risorgimentale, culminato nell’unificazione nazionale.
 

«Ho chiara nella mente un’idea dell’Italia, che so condivisa dai miei compatrioti, negli anni del mio settennato ho esortato gli italiani a sentire e a esprimere con forza la propria identità nazionale. È un sentimento che proviamo con particolare intensità in una giornata come questa».
 

«La Resistenza si espresse in molti modi. Ne furono primi protagonisti gli operai che scesero in campo contro la dittatura nel marzo del ‘43, astenendosi dal lavoro; i militari che dopo l’8 settembre si opposero alle forze che volevano sopraffarli, e i civili che in tante città si unirono a loro. Fu Resistenza quella delle centinaia di migliaia di militari deportati, che preferirono una durissima prigionia al ritorno in Italia al servizio della dittatura. Fu Resistenza la spontanea mobilitazione di popolo per salvare e proteggere militari e civili alla macchia, ebrei minacciati dallo sterminio, fu punta avanzata della Resistenza la lotta armata delle unità partigiane nelle città, nelle pianure, nelle montagne, e quella combattuta dalle unità ricostituite del nostro esercito: esse riscattarono l’onta dell’8 settembre. Oggi vorremmo che i nomi di tutti i caduti, di tutte le vittime delle stragi compiute dalle forze di occupazione o della violenza della dittatura venissero ricordati, in ogni comune d’Italia, da lapidi che ne consacrino la memoria, a memento per le generazioni future».

25 Aprile, Ciampi: «Costituzione, la mia Bibbia civile»
 Resistenza, Liberazione, Risorgimento, Costituzione. Ecco le pietre fondanti dell’Italia. È il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in occasione del 25 Aprile, festa della Liberazione dal regime nazi-fascista. Ricordando, forse per l’ultima volta in questo settennato, di essere «garante della libertà dei cittadini e dell’unità della Patria», Ciampi ha sottolineato come questa data sia il compimento del sogno risorgimentale, culminato nell’unificazione nazionale.

«Ho chiara nella mente un’idea dell’Italia, che so condivisa dai miei compatrioti», ha spiegato il Capo dello Stato prendendo la parola nella cerimonia con cui, nel Cortile d’Onore del Quirinale, sono stati ricordati i 61 anni dalla Liberazione, «negli anni del mio settennato ho esortato gli italiani a sentire e a esprimere con forza la propria identità nazionale. È un sentimento che proviamo con particolare intensità in una giornata come questa».

«La Resistenza si espresse in molti modi. Ne furono primi protagonisti gli operai che scesero in campo contro la dittatura nel marzo del ‘43, astenendosi dal lavoro; i militari che dopo l’8 settembre si opposero alle forze che volevano sopraffarli, e i civili che in tante città si unirono a loro. Fu Resistenza quella delle centinaia di migliaia di militari deportati, che preferirono una durissima prigionia al ritorno in Italia al servizio della dittatura. Fu Resistenza la spontanea mobilitazione di popolo per salvare e proteggere militari e civili alla macchia, ebrei minacciati dallo sterminio», ha spiegato Ciampi, «fu punta avanzata della Resistenza la lotta armata delle unità partigiane nelle città, nelle pianure, nelle montagne, e quella combattuta dalle unità ricostituite del nostro esercito: esse riscattarono l’onta dell’8 settembre». Oggi «vorremmo che i nomi di tutti i caduti, di tutte le vittime delle stragi compiute dalle forze di occupazione o della violenza della dittatura venissero ricordati, in ogni comune d’Italia, da lapidi che ne consacrino la memoria, a memento per le generazioni future».

«La lotta di Liberazione – ha continuato Ciampi – pose fine all’infausto ventennio della dittatura fascista, complice la monarchia. Quando gli italiani tornarono a votare liberamente, il 2 giugno del 1946, scelsero la Repubblica la nostra società era solcata da profonde divisioni e da antagonismi ideologici tra forze politiche diverse. Fu merito e gloria dei padri della Repubblica di aver dato vita, con spirito concorde, alla Costituzione, la Carta che ancora oggi stabilisce le regole del nostro vivere insieme.

È nel dettato della Costituzione che un Presidente della Repubblica, eletto come supremo garante delle istituzioni e delle libertà di tutti, trova le parole illuminanti, i principi, i valori,
le regole che gli indicano con chiarezza quali debbano essere le sue scelte».

«La Costituzione è stata e rimane la mia Bibbia civile, il testo su cui ho riflettuto in ogni momento difficile», che ancora oggi stabilisce le regole del nostro vivere civile” come di un grande esempio di concordia. “La nostra società nell’immediato dopoguerra, era solcata da profonde divisioni e da antagonismi ideologici, tra forze politiche diverse. Fu merito e gloria dei Padri della Repubblica di aver dato vita alla Costituzione con spirito concorde”. “Io, che non sono mai stato un uomo politico, ma soltanto un cittadino a servizio dello Stato, quando ero già avanti negli anni ho avuto compiti politici che mi sono sforzato di assolvere avendo sempre per sicuro riferimento la Costituzione l’Europa unita è libera non meno dell’Italia libera e unita, è la stella polare, la stella su cui ho basato il mio cammino”.