LEGAMBIENTE CIRCOLO CHICO MENDES ONLUS

Siracusa Via F. Crispi 88, Tel/Fax 0931.21674, E-Mail: [email protected]

OGGETTO: comunicato stampa

Ripristinare la piena funzionalità della tubazione entro la quale è stato momentaneamente incanalato il fiume Cassibile mantenendone la piena efficienza durante l’intera durata del cantiere; rimuovere l’accumulo di materiale adagiato sulla sponda sud dell’alveo del fiume prima della fine della stagione estiva o in caso di precipitazioni estive adottare tutte le precauzioni necessarie per salvaguardare il limitrofo Mulino Toscano; garantire il pieno deflusso dei corsi d’acqua a nord del fiume Cassibile interessati dalla opere del cantiere.
Sono questi gli impegni assunti dall’Impresa Appaltatrice e dalla Direzione dei Lavori che stanno realizzando il viadotto per attraversamento dell’alveo del fiume Cassibile nell’ambito dei lavori di costruzione dell’autostrada Siracusa – Gela.
Com’è noto i lavori in questione ricadono all’interno dell’area di pre-riserva della Riserva Naturale Orientata “Cava Grande del Fiume Cassibile” e la realizzazione di opere di così grande impatto in un ecosistema così delicato nei mesi scorsi aveva destato l’allarme di numerosi cittadini.
La Legambiente di Siracusa aveva raccolto tali segnalazioni inoltrando alla Sovrintendenza di Siracusa e all’Azienda Foreste Demaniali la specifica richiesta di verificare se le opere realizzate dalla stessa impresa compromettessero il delicato equilibrio geologico, geomorfologico e paesaggistico della riserva. Alla richiesta era seguito un sopralluogo della Sovrintendenza sulle aree oggetto dei lavori relativi al viadotto sul fiume Cassibile al quale partecipavano la Direzione Lavori del cantiere, l’Impresa Appaltatrice e la Legambiente, nel corso del quale trovavano riscontro alcune delle ragioni di preoccupazione della Legambiente circa l’effettiva salvaguardia del corso d’acqua e dell’adiacente Mulino Nuovo. Di qui l’esigenza di impegnare, in un verbale sottoscritto agli inizi di luglio, le imprese interessate ad adottare tutte le precauzioni adeguate alla bellezza dei luoghi e alla loro salvaguardia e una volta ultimati i lavori, al ripristino dei luoghi nella zona del fondovalle, in conformità con le prescrizioni autorizzative della Sovrintendenza.

In ogni caso, rimangono ancora irrisolti (ma non certo per volontà delle citate imprese che anzi ne subiscono i danni) i problemi di sicurezza idrogeologica connessi all’ostruzione delle numerose cave dal Fiume Cassibile verso Avola da parte di laterizi e altri rifiuti di ogni tipo abbandonati da cittadini irresponsabili. Speriamo che questa segnalazione possa trovare risposta nell’intervento delle Autorità Competenti, al fine di garantite la sicurezza e la salvaguardia di aree di grande pregio naturalistico.

                                             *****

“Chi siete? da dove venite? … sì, ma quanti siete?….. TRE EURO!!

Sempre in tema di gestione e tutela della Riserva di Cava Grande, speriamo, infine, che l’Azienda Foreste Demaniali riveda l’inopportuna decisone di imporre un biglietto d’ingresso per accedervi.

Si tratta di un vero e proprio pedaggio, assolutamente non giustificato; a fronte del quale l’Ente Gestore non offre al visitatore nulla né si impegna a garantire una migliore fruizione della riserva attraverso l’apertura e la segnalazione adeguata di nuovi percorsi.

Altra cosa sarebbe incoraggiare l’offerta di servizi (anche a pagamento!) finalizzati a una migliore e più consapevole fruizione dei luoghi come visite guidate, centri d’informazione, punti vendita di prodotti tipici e così via; tale scelta agevolerebbe l’auspicata crescita di un’economia sostenibile attorno alla riserva.

Il risultato che si otterrà invece sarà quello di incoraggiare l’ingresso nella riserva attraverso i numerosissimi punti di accesso non sorvegliati che si trovano lungo tutta la sua estensione, con prevedibili problemi di sicurezza per tutti i visitatori.

L’imposizione del biglietto è dunque una scelta culturalmente sbagliata, destinata a fallire anche dal punto di vista economico.

Una scelta che rischia di vanificare il lavoro di promozione di una fruizione responsabile della riserva portato avanti in questi anni dalle associazioni ambientaliste attraverso escursioni naturalistiche, convegni e incontri pubblici e che auspichiamo non venga estesa alle altre riserve gestite dall’Azienda Foreste Demaniali, ma venga presto riveduta.

Siracusa, lì 22/07/03
Per la Legambiente Siracusa
Dott. Geol. Luciano Arena Avv. Paolo Tuttoilmondo