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il piano di risanamento finanziario del Comune di Catania

COMUNE DI CATANIA PIANO DI RISANAMENTO FINANZIARIO PREMESSA

La situazione finanziaria del Comune di Catania, come si può evincere dalle tabelle predisposte dalla Ragioneria Generale allegate alla presente relazione, presenta preoccupanti livelli di criticità. Alcuni dati sono particolarmente allarmanti.
A solo titolo esemplificativo se ne evidenziano alcuni che, tuttavia, sono in fase di ulteriore approfondimento da parte degli uffici:
• Debiti verso fornitori circa 133 milioni di euro;
• Debiti fuori bilancio, già verificati da ripianare circa 80 milioni di euro;
• Debiti per erogazioni agli operatori dei settori sociali, circa 10 milioni di euro (trattasi di fatto di stipendi la cui erogazione
è ferma mediamente ai mesi di settembre – ottobre 2007);

• Esposizione bancaria per aperture di credito in conto operazione immobiliare attraverso società comunale, circa 100 milioni di euro;
• Disavanzi esercizi 2003 e 2004, complessivamente 83 milioni di euro circa. Un ulteriore indicatore, ritenuto particolarmente significativo può essere qui menzionato: l’agenzia di rating ha ritirato il giudizio di valutazione sull’affidabilità finanziaria dell’Ente; in altri termini il Comune di Catania viene considerato insolvibile, con i conti non in ordine e non in grado di essere valutato, quindi prossimo al default. Non è oggetto di questa relazione ricercare le cause che hanno portato il Comune a questo stato di sofferenza pur tuttavia non può non rilevarsi che dette cause sono da ricercarsi nella gestione degli anni passati come per altro hanno messo bene in evidenza gli Ispettori del Ministero dell’Economia nella loro relazione (che si allega alla presente ed alla quale si rimanda). Può, comunque, affermarsi che la causa principale è da ricercare nella mancanza della normale prudenza del buon padre di famiglia nella gestione degli anni passati, per cui si è cercato in tutti i modi possibili (entrate iscritte per un importo maggiore di quanto poi riscosso, spese sottostimate o addirittura non contabilizzate, avanzi determinati pur in presenza di residui attivi con scarsa probabilità di riscossione, ecc.) di far fronte a sempre maggiori esigenze e alle conseguenti spese pur in assenza di reale copertura finanziaria.

Tutto ciò ha provocato problemi sia in termini di squilibrio strutturale di competenza che evidenti e conseguenti problemi di liquidità. La presente relazione, pur non offrendo un quadro completo della reale situazione economico – finanziaria dell’Ente, tuttora in corso di valutatone da parte di un team di funzionari comunali e regionali offre, tuttavia, un quadro chiaro sull’esigenza improcrastinabile di un intervento complessivo ed unitario che coinvolga tutta la struttura del Comune e che, a parere dello scrivente, deve basarsi su almeno quattro direzioni: 1. Interventi per fronteggiare la persistente crisi di liquidità che impedisce al Comune di far fronte con prontezza e regolarità alle proprie obbligazioni correnti (debiti commerciali e diversi quali ad esempio debiti verso fornitori, stipendi arretrati, contributi, ecc), nonché per eliminare tutte le posizioni di debito ormai consolidate nei confronti dei medesimi soggetti; 2. Interventi per riportare in equilibrio le entrate e le uscite del Comune; 3. Conseguente predisposizione dei documenti finanziari nei termini previsti da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale; 4. Razionalizzazione della “macchina Comune” attraverso una riorganizzazione delle direzioni e dei servizi ed un radicale mutamento dei comportamenti e degli atteggiamenti dell’intera “macchina comunale”. A parere dello scrivente Commissario, nell’ambito delle direzioni di intervento sopra indicate e dall’analisi degli elementi fin qui assunti, risulta improcrastinabile porre in essere tempestive attività sui mercati finanziari che possano consentire al Comune di acquisire il funding indispensabile per far fronte alle esigenze più immediate. Per tali finalità, nel corso della scorsa settimana, sono stati condotti mirati incontri con diverse e primarie banche d’affari internazionali che hanno consentito in questa prima fase -certamente non unica – di individuare le seguenti aree di intervento, ritenute percorribili in tempi ragionevolmente ristretti, che tuttavia implicano il gradimento degli operatori finanziari, secondo logiche di mercato e soprattutto un ampio processo di condivisione con il Ministero dell’Economia, con cui esiste già uno stretto rapporto interlocutorio, per il quale è stato possibile fissare un meeting operativo per il prossimo giovedì 3 aprile.

Nell’ambito degli interventi di cui al primo punto sono state individuate le seguenti aree:

Finanziamento Società ” Sviluppo e patrimonio s.r.l. “.- Il ripiano dei disavanzi di amministrazione 2003 e 2004, pari ad € 83.386.911,02, è strettamente legato all’operazione finanziaria di trasferimento del patrimonio immobiliare alla società
“Sviluppo e patrimonio s.r.l.” (ex “Catania Risorse s.r.l”), atteso che la mancata acquisizione delle connesse risorse finanziarie implicherebbero l’automatica dichiarazione dello stato di dissesto. La valorizzazione dei beni immobili di proprietà del Comune, parzialmente avviata nel 2006, ha presentato sin da subito criticità che l’Ente, da ultimo con la deliberazione Consiliare n. 2 del 9 febbraio 2008, ha cercato di superare seppure vincolato alla “difesa” del titolo giuridico (contratto con la Società) nel quale trova fondamento I ’accertamento del credito comunale che attribuisce copertura finanziaria ai disavanzi. Il valore del trasferimento patrimoniale è oggi stimato in € 145.467.350,00 e su tutto o parte di esso potrà essere deliberato il conferimento alla Società di diritti reali parziali (usufrutto trentennale). Per l’acquisizione delle risorse finanziarie si profilano due ipotesi, non necessariamente alternative: 1. Cessione delle quote sociali di “Sviluppo e patrimonio s.r.l.” nel limite del 49% ad una banca o gruppo di banche; 2. Rifinanziamento della Società. Nell’ambito della prima ipotesi, la cessione delle quote avverrebbe nel rispetto dei principi di evidenza pubblica, con conseguente dilazione dell’arco temporale di conclusione dell’operazione. La seconda ipotesi prevede il rifinanziamento della Società attraverso la cessione dei crediti, derivanti dai fitti attivi pagati dal Comune sugli immobili ad essa ceduti. Da tale operazione è ragionevole ritenere di potere acquisire risorse finanziarie per circa 110/145 min di Euro, sufficienti alla copertura dei disavanzi di amministrazione 2003 e 2004 e, in termini di liquidità, al rimborso delle anticipazioni su futura alienazione di patrimonio (circa 100 min Euro) già concesse al Comune con apertura di credito negli anni pregressi. E’ appena il caso di evidenziare che, oggi, è indispensabile portare a compimento l’operazione intrapresa dalla precedente amministrazione con le sostanziali modifiche di cui sopra, al solo ed esiziale scopo di non far scattare l’automatica dichiarazione di dissesto finanziario per la mancata copertura dei deficit 2003 e 2004. Appare, però,

“altrettanto evidente che nel medio periodo, a parere del Commissario, invece, dovrà valutarsi con maggiore approfondimento il processo cognitivo e di valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune anche attraverso sinergie e collaborazioni ed il coinvolgimento di altre istituzioni pubbliche (la Regione, ad esempio) che hanno una maggiore e più lunga esperienza nel settore. Soluzioni alternative più efficaci, infatti, potevano per tempo essere attuate: si pensi, ad esempio, alla costituzione di fondi immobiliari con la “governance” del Comune o la partecipazione a fondi immobiliari pubblici già costituiti. Cessione di crediti vantati dai fornitori di beni e servizi.- La presenza di consistenti arretrati nei pagamenti dei fornitori, di debiti fuori bilancio da riconoscere, il rimborso obbligato delle aperture di credito, la liquidità di cassa azzerata, il reintegro degli accantonamenti delle entrate a destinazione specifica, sono tutte condizioni che rendono urgente una strategia di recupero di risorse anche per scongiurare sospensioni nelle forniture di beni e servizi essenziali. E’ noto che i due tentativi, con evidenza pubblica, di cessione pro soluto dei crediti vantati dai fornitori, per diverse ragioni sono risultati inefficaci. Si ritiene, che possa essere più conducente agevolare un percorso mirato alla cessione dei crediti commerciali da parte dei fornitori ad una istituzione finanziaria, offrendo una preventiva disponibilità all’accettazione della cessione, con delegazione di pagamento, concordando con l’istituto finanziatore un piano di rientro finanziario a medio termine. In altri termini, si ritiene che la sostituzione di più debiti commerciali – ampiamente scaduti – con un unico debito finanziario, consenta di contenere i maggiori oneri derivanti dalle procedure legali in corso e dagli interessi di mora determinati con maggiorazione di 7 punti-percentuali sull’euribor, come previsto dal 2004 dalla legislazione comunitaria. In realtà, seppure la norma (art. 1, comma 739, della legge 296/2006) qualifica come “debito” la cartolarizzazione e la cessione di crediti vantati dai fornitori, recependola nell’alveo del sistema giuridico italiano, l’operazione non comporta acquisizione di nuovi flussi finanziari, ma rappresenta una novazione sostanziale della passività originaria che produce il cambiamento di natura della passività stessa, da debito commerciale in debito finanziario. A fronte della realizzazione dell’operazione finanziaria suddetta, il Comune vedrebbe appesantita la propria posizione debitoria per rimborso prestiti che, alla luce dei vantaggi m acquisirli con immediatezza non rappresenta un aspetto di particolare criticità in quanto, pur essendo rilevante in valori assoluti, il debito registra un’incidenza percentuale degli interessi sulle entrate correnti del 9% che risulta ben inferiore al limite massimo consentito pari al 15%. Il positivo esito dell’operazione potrebbe consentire il soddisfo immediato dei crediti scaduti per circa 100 milioni di euro. E’ bene evidenziare che tale operazione ha senso solo se intesa come parte di una manovra complessiva che mira a mettere in ordine i conti del Comune e che, in ultima analisi, non crei ulteriori squilibri strutturali alla già precaria situazione finanziaria dell’ente. Tale operazione assume, quindi, significato solo se vengono attivati anche gli altri interventi previsti nel presente piano di risanamento e, particolarmente, la successiva ipotesi di ristrutturazione del debito finanziario residuo che, riducendo l’impatto del servizio del debito sul bilancio del Comune, può liberare le necessarie risorse per rimborsare il nuovo debito relativo all’operazione in argomento. Ipotesi di ristrutturazione dei debito.- Sul debito del Comune per mutui e prestiti (€.665,9 milioni come da allegato), composto per oltre il 70% (pari a €.468.924.018,06), da mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, ritenuti rinegoziabili per un ammontare di € 217.360.387,11 pari al 40,24%, è stata avviata una preliminare verifica tecnico – giuridica con il principale istituto finanziatore, finalizzata ad un’eventuale ristrutturazione tendente al conseguimento dei seguenti obiettivi:

alleggerimento degli oneri finanziari attraverso l’estensione della durata dei mutui, nel rispetto dei vincoli normativi;
 minor impatto annuale per il servizio del debito. Corre l’obbligo di evidenziare che, sulla quota non erogata e non utilizzata, complessivamente pari a 131 milioni, il Comune subisce un onere derivante dal differenziale tra il tasso passivo applicato sul mutuo ed il tasso attivo riconosciuto dalla CDP. Inoltre, su tale ammontare, per le procedure relative ai prestiti CDP, il Comune si trova nella singolare posizione di rimborsare quote di ammortamento per finanziamenti in parte ancora non utilizzati, trovandosi cosi’ ad anticipare risorse anziché ottenerle.

Parallelamente, sono in corso trattative con altre Banche d’affari internazionali, che possano consentire la realizzazione degli obiettivi che il Comune si è prefissato, qualora si dovesse registrare l’impossibilità per la CDP di procedere alla ristrutturazione del debito. In atto non si dispone di elementi che possano consentire una quantificazione esatta dell’impatto positivo della ristrutturazione sul bilancio dell’Ente, ma si ritiene che possa essere sufficiente a coprire i maggiori oneri della cessione di crediti vantati dai fornitori di beni e servizi. Cessione crediti per monte multe e credito IVA.- Al fine di trovare soluzioni alla attuale situazione di illiquidita’, si sta verificando anche la possibilità di realizzare altre operazioni, mirate a monetizzare i crediti preesistenti. L’ analisi di fattibilità è condotta sulle singole macroaree di credito, al fine di identificare le possibili opportunità e la configurabilità delle stesse in transazioni da realizzare sul mercato (“operazioni bancabili”). Tra le aree di rilievo si possono anticipare attualmente i seguenti comparti:
 cessione credito IVA;
 cessione crediti derivanti da ammende ed oblazioni per contravvenzioni.

Cessione Credito IVA L’operazione consiste nella monetizzazione dei crediti IVA (cessione prò solvendo), evidenziati dalla richiesta di rimborso secondo la procedura ordinaria. Il Comune di Catania ha in essere attualmente crediti IVA oltre 12 milioni di euro. Cessione Crediti derivanti da Ammende ed Oblazioni per Contravvenzioni Lo stock attuale è pari a circa 150 milioni di euro. E’ opportuno effettuare una complessa “due diligence”, data la parcellizzazione di tale ammontare e l’eventuale iscrizione a ruolo, nonché un’analisi di carattere legale ed economico finanziaria al fine di verificare la praticabilità di tale operazione.

ACCELERAZIONE PROCEDURE SANATORIA EDILIZIA.-
Si è avuto modo di riscontrare una ulteriore criticità: nei bilanci precedenti è stata iscritta una posta in entrata (gli uffici comunicano un importo di 50 milioni di euro) corrispondente ai presunti introiti derivanti dalla definizione delle pratiche ancora non definite della sanatoria edilizia. E’ appena il caso di evidenziare che le somme iscritte in bilancio e non incassate sono servite, in parte, a coprire spese che invece sono state regolarmente effettuate e ciò a maggiore aggravio della situazione di liquidità del Comune. In effetti, gli uffici hanno in corso un progetto per la definizione delle pratiche che prevede il coinvolgimento di tecnici interni (tutor) e tecnici esterni all’amministrazione (ai sensi della legislazione regionale vigente). Tale progetto, come si è avuto modo di verificare in una riunione immediatamente convocata non appena lo scrivente è venuto a conoscenza della problematica in argomento, è oggi in uno stato di stallo per motivi assolutamente banali e, quindi, facilmente superabili. Si ritiene che nel brevissimo tempo potranno essere attivate tutte quelle iniziative tendenti a rimuovere tutti gli ostacoli e a definire il maggior numero possibile di pratiche con il conseguente incasso che avrà benefici per la cassa del Comune. E’ bene evidenziare che l’ufficio competente non ritiene plausibile un introito di così elevata entità nell’anno e, pertanto, si è richiesto una stima dell’importo che si prevede di incassare nell’esercizio corrente.

TRANSAZIONE PIANO DI RISANAMENTO QUARTIERE SAN BERILLO.-
Già all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, è presente una proposta di deliberazione riguardante il completamento del piano di risanamento del rione San Berillo. Collegata a tale deliberazione è, com’è noto ai signori Consiglieri, una proposta di transazione per definire positivamente per il Comune un contenzioso con i soggetti privati concessionari che dura ormai da molti anni e che ha già visto l’amministrazione soccombente (è stato già pagato un importo di circa 25 milioni di euro). A parere dello scrivente la definizione del contenzioso mediante un accordo transattivo potrà avvenire solo e soltanto se il Comune, oltre al vantaggio finanziario dell’operazione legato al mancato esborso di ulteriori somme collegate al contenzioso ancora in corso (in atto sono stati richiesti circa 200 milioni di euro) nonché all’importo che si otterrebbe dai concessionari, avrà vantaggi per l’intera collettività attraverso la destinazione ad uso pubblico delle aree e degli spazi liberi da edificazione. Si rimanda per un maggiore dettaglio alla documentazione allegata alla proposta di deliberà.

DEVOLUZIONE MUTUI.-
Come sopra evidenziato, il Comune di Catania ha richiesto nell’anno 2004 mutui alla Cassa Depositi e prestiti per la realizzazione di manutenzione edifici scolastici ed edifici di proprietà comunale per l’ammontare complessivo di €. 16.952.500,00. Il mutui sono stati concessi ma non ancora utilizzati in quanto le opere previste non sono ancora in corso di realizzazione. L’amministrazione ha già predisposto apposita proposta di deliberazione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale per destinare tali mutui ad altri investimenti già cantierabili o addirittura in fase di avanzata realizzazione (completamento metanizzazione). In effetti tali investimenti avrebbero un immediato ritorno economico in termini di nuove utenze servite dal metano e quindi nuovi ricavi per la società che gestisce il servizio. Il Commissario ritiene, comunque, che tale devoluzione sia indispensabile indipendentemente da quali opere saranno finanziate se, come relazionato dagli uffici, la realizzazione delle originarie opere è ancora lontana nel tempo e ciò, evidentemente, per evitare il perdurare di una situazione che, come sopra evidenziato, comporta un evidente esborso finanziario del tutto ingiustificato configurabile come danno erariale. Si è ritenuto, comunque, di contattare la Cassa DD.PP. per verificare la possibilità della devoluzione, nonché la possibilità di ottenere un nuovo mutuo per finanziarie le originarie opere non appena si supereranno gli ostacoli che finora ne hanno impedito la realizzazione. Sarà cura dello scrivente verificare quali sono stati gli ostacoli e attivare ogni utile iniziativa per rimuoverli. E’ appena il caso di evidenziare che anche tale deliberazione per quanto sopra esposto è da inserire nel piano di risanamento.

Con riferimento ai punti 2 e 3 del piano, è necessario che, subito dopo la definizione in termini operativi di quanto previsto al punto 1 per superare la crisi di liquidità e, comunque, entro il 31 maggio 2008, il Comune approvi il bilancio di previsione 2008. Il rispetto dei termini consentirebbe alla nuova amministrazione di confrontarsi con un documento contabile definito che può essere inteso come punto di partenza per attivare nuovi e più virtuosi processi di programmazione, che mantenga anche nel futuro in equilibrio i conti senza per questo diminuire il livello dei servizi erogati. Anzi, è parere dello scrivente che una razionalizzazione della spesa determina, nel medio – lungo periodo, un aumento ed un miglioramento dei servizi erogati.

L’approvazione del bilancio nei termini è altresì indispensabile atteso che in tale documento dovranno trovare collocazione le manovre di riequilibrio finanziario strutturale di medio e lungo periodo. E’ intenzione del Commissario procedere ad una netta inversione di tendenza anche nel metodo di definizione dei contenuti del bilancio che, pur essendo un insieme di poste contabile numeriche, è la sintesi di comportamenti e di rapporti che l’amministrazione comunale intrattiene, nello svolgimento dei propri fini istituzionali, con il “territorio” circostante e con le altre istituzioni pubbliche. Pertanto, innanzitutto, verranno ascoltati tutti i responsabili dei centri di spesa al fine di evitare quanto avvenuto in passato, come si evince dalla citata relazione degli ispettori, la sottostima delle spese. Ed, inoltre, sarà utilizzato un approccio di tipo anglosassone: si cercherà di avvicinare il più possibile la “competenza” con la “cassa”. Ciò potrà ottenersi solo partendo da un’analisi puntuale dei flussi di cassa positivi (entrate) per procedere, successivamente, alla determinazione delle spese da inserire nel bilancio. L’eventuale squilibrio (che dai dati oggi in possesso forniti dagli uffici non è trascurabile) dovrà essere affrontato con manovre sia sulle entrate che, soprattutto, sulle spese del bilancio. E’ appena il caso di evidenziare che, comunque, già l’attuazione delle misure previste nel primo punto del presente piano, pur fronteggiando essenzialmente l’emergenza, avranno influenza anche nella predisposizione del documento contabile. Si pensi, ad esempio, alla riduzione degli oneri per ritardati pagamenti o alla riduzione degli interessi relativi alle aperture di credito ottenute in conto aperazione immobili di cui si è precedentemente detto.

Con riferimento al quarto punto, si ritiene opportuno evidenziare che, se pur nei pochi giorni trascorsi dall’insediamento quale Commissario, si è avuta netta la sensazione di una macchina amministrativa che, pur avendo notevoli potenzialità, marcia ad un ritmo e con un impegno lontani da quanto sarebbe auspicabile aspettarsi. Si è avuta la sensazione di direzioni ed uffici scollegati tra loro non in grado di individuare ed affrontare i problemi con la collaborazione dei vari servizi interessati. Questa incapacità a fare “squadra” appare ancora più evidente nei rapporti tra tutte le direzioni e la Ragioneria Generale, che spesso si trova ad affrontare da sola i gravi problemi finanziari pur non essendo ordinatore di spesa.

Non è facile individuare in così poco tempo le cause di tale situazione, però un motivo è sicuramente da ricercare nella diffusa perdita di motivazioni conseguente alla crisi in cui versa il Comune ormai da diverso tempo. Ma non solo: una scarsa informatizzazione è sicura causa della mancata circolazione delle informazioni oltre che dell’allungamento dei tempi per lo svolgimento di ogni attività ripetitiva. E’ ovvio che il problema della razionalizzazione della macchina amministrativa e della realizzazione di un vero sistema informativo non può essere affrontato in un periodo di tempo così breve, ma si è già intervenuti e si cercherà di intervenire dove si verificheranno le più evidenti disfunzioni e si cercherà di svolgere con gli uffici a ciò preposti un’analisi più approfondita ed accurata.

DEBITI FUORI BILANCIO.-
Un’altra emergenza da affrontare (sicuramente non la meno critica) è quella dell’individuazione del reale ammontare dei debiti fuori bilancio non portati a conoscenza; ad oggi, alla Ragioneria Generale del Comune. La presenza di debiti di ammontare elevato ai quali non corrisponde una appropriata e necessaria copertura finanziaria potrebbe rendere vano ogni tentativo di risanamento finanziario del Comune. A tale proposito il Commissario ha disposto la costituzione di un apposito team di funzionari interni ed esterni (Regione) per la individuazione di tali partite e per la conseguente valutazione delle attività da intraprendere (revoca in autotutela di procedure, ricerca di eventuali responsabilità, riconoscimento di debito, ecc).

CONCLUSIONI.-
Alla fine di questa breve analisi tendente soprattutto ad illustrare sinteticamente quali siano gli interventi che si ritiene improcrastinabile adottare, sembra indispensabile condividere quanto espresso dagli ispettori del Ministero dell’Economia che pur rilevando la gravita della situazione finanziaria, hanno ritenuto che si possa – ed io aggiungo si debba – trovare soluzioni tendenti ad evitare il dissesto finanziario del Comune. In effetti, alla luce di quanto verificato in questi faticosi ma produttivi giorni, appare chiaro allo scrivente commissario che il Comune potrà uscire dalla crisi nel medio periodo a condizione che il piano che oggi vi viene sottoposto sia condiviso da tutti e che tutti collaborino, ognuno nell’ambito delle proprie attribuzioni, alla realizzazione degli interventi sopra presentati. E’ evidente che la certezza di uscire dal “tunnel” si potrà avere solo dopo l’approvazione del bilancio e dopo aver individuato tutti i debiti fuori bilancio, nella speranza che non siano di entità non gestibile. Ma è altrettanto indispensabile mutare alcuni comportamenti che, come più volte affermato, sono alla base dei numeri che hanno trovato allocazione sia nei bilanci di previsione ma soprattutto nei consuntivi e che hanno generato lo squilibrio strutturale. E a tal riguardo dovrà valutarsi attentamente il mantenimento di tutte le società comunali che gestiscono i servizi essenziali ma che sembrano lontani, ad una prima analisi, da una gestione economicamente vantaggiosa per il Comune. Forse, sarebbe opportuno pensare ad una razionalizzazione di tale settore magari con la riduzione del numero di società, cercando di concentrare i servizi in un’unica struttura al fine di sfruttare le economie di scala e di dimensione pur perseguendo una gestione più efficace ed efficiente. Ma questo argomento sarà affrontato dal Commissario nei prossimi giorni. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i componenti del Consiglio per l’attenzione che hanno prestato e per quanto vorranno suggerire per facilitare l’arduo compito che vede il sottoscritto impegnato con spirito di abnegazione e certo di dare il massimo possibile. Sentiti ringraziamenti vanno poi a tutta la struttura del Comune che mi ha collaborato sin dal primo giorno con lo spirito di chi vuole cambiare l’opinione dei cittadini nei confronti di una categoria di lavoratori che hanno tutto l’interesse a dimostrare che dalla crisi si può venir fuori.

IL COMMISSARIO STRAORDINARIO dr. Vincenzo EMANUELE

Situazione finanziaria (debiti commerciali) Disavanzi di amministrazione Rendiconto 2003 € 40.611.228,01 Rendiconto 2004 ” 42.775.683.01 € 83.386.911,02 Rendiconto 2006 (TARSU inesigibile) ” 11.625.000.00 € 95.011.911,02 Rendiconto 2006 ” 4.551.061.54 Totale € 99.562.972.56 Debiti fuori bilancio e A.M.T. Debiti fuori bilancio iscritti nel bilancio 2005 € 2.520.608,97 Debiti fuori bilancio iscritti nel bilancio 2007 ” 53.037.000,00 Debiti fuori bilancio iscritti nel bilancio 2007 (interessi) ” 4.000.000,00 Disavanzo anno 2003 A.M.T. ” 13.039.878,00 Disavanzo anno 2004 A.M.T. ” 7.265.000,00 Disavanzo anno 2005 A.M.T. ” 21.416.000,00 Disavanzo anno 2006 A.M.T.(in bilancio 2008) ” 19.929.109.00 Totale € 121.207.595.97 Debiti ripianati Alienazione patrimonio disponibile
 disavanzo di amministrazione 2003 € 7.020.789,58 Catania Risorse 2006 (fino a 65.496.830,00)
 disavanzodi amministrazione2003 € 33.590.438,43
 disavanzodi amministrazione2004 ” 31.906.391,57 Sviluppo e Patrimonio 2007 (fino a 133.467.350,00 compreso Catania Risorse)
 disavanzo di amministrazione 2004 ” 10.869.291,44
 disavanzi A.M.T ” 40.763.843,80
 debiti fuori bilancio ” 4.712.384,76
 disavanzo di amministrazione 2006 11.625.000.00 Totale € 140.488.139.58

Debiti da ripianare Disavanzo di amministrazione 2006 € 4.55L061,54 Debiti fuori bilancio da riconoscere ” 50.845.224,21 Debiti fuori bilancio ( interessi) ” 4.000.000,00 Disavanzo anno 2005 A.M.T ” 957.034,20 Disavanzo anno 2006 A.M.T. ” 19.929.109.00 Totale € 80.282.428.95
 
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