L’Associazione Nazionale Magistrati è stata più volte costretta a deplorare attacchi ai magistrati, giunti spesso al livello della denigrazione e dell’insulto. Nelle ultime settimane si è aggiunto un ulteriore motivo di gravissima preoccupazione. Il Ministro della Giustizia, che all’inizio del suo mandato aveva dichiarato di volersi attenere alla regola di non commentare le decisioni dei giudici, è intervenuto ripetutamente e pesantemente sul merito di decisioni giudiziarie con la pretesa di farsi interprete del “sentimento popolare”. In un ordinamento democratico, tutti hanno il diritto di commentare, in senso positivo o negativo, le decisioni dei magistrati e quando il dibattito si sviluppa nei limiti dell’esercizio della critica esso costituisce un arricchimento per la società e per la giustizia. Peraltro nel difficile compito di applicazione della legge nel caso concreto, il magistrato deve poter decidere in piena indipendenza e serenità senza la preoccupazione di adeguarsi alla cultura ed ai desideri del Ministro. L’ANM sottolinea e ribadisce che al Ministro della giustizia la Costituzione attribuisce l’iniziativa disciplinare e proprio in ragione di ciò ogni intervento sul merito dei provvedimenti giudiziari è del tutto inappropriato e sconveniente.
Roma, 20 marzo 2005 Approvato all’unanimità
Associazione Nazionale Magistrati
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