Cassibile, Provincia di Siracusa, terzo mondo 12 maggio 2006:
Lavoro, sfruttamento, immigrati: Stagionali in Sicilia, Medici senza frontiere denuncia condizioni disumane
Vivono in tende di fortuna, fatte con sacchi dell’immondizia, o tra lamiere arrugginite. La fontana più vicina dista oltre
un chilometro dal loro accampamento. Non hanno servizi igienici. Sono partiti dall’Africa per lavorare come stagionali
nel siracusano, a Cassibile. Quest’anno l’organizzazione Medici Senza Frontiere ne ha contati più di 300.

«Le loro condizioni di vita – dicono i responsabili dell’associazione – sono lontane persino dagli standard minimi
dei campi profughi fissati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati».
È per questo che i responsabili di Medici Senza Frontiere hanno iniziato a costruire latrine, docce, un sistema di smaltimento dei rifiuti  e ha distribuito agli immigrati taniche per la raccolta dell’acqua e kit per l’igiene personale.
Una decisione che è costata, ai rappresentanti dell’organizzazione internazionale, una denuncia
per aver montato una tenda per le consultazioni mediche su un suolo privato.
«In un campo, all’ingresso di Cassibile, i nostri volontari hanno individuato circa 300 immigrati accampati
con capanne di fortuna senza acqua o bagni – dice Guilhem Molinie, coordinatore dei progetti in Sicilia per MSF –
Si tratta  di stranieri che arrivano qui per essere impiegati nella raccolta delle patate come lavoratori stagionali.
Molti di loro sono richiedenti asilo e rifugiati che arrivano da zone di guerra».
«Per il quarto anno consecutivo – continua – siamo testimoni di questa realtà degradante. Ad oggi solo l’ASL locale
ha risposto alle nostre sollecitazioni attivandosi per fornire un servizio ambulatoriale per gli stagionali. Stanchi delle
mancate risposte da parte delle autorità abbiamo deciso di avviare un intervento di emergenza». «Ci troviamo per l’ennesima volta di fronte all’arrivo massiccio di straneri che lavorano alla raccolta di primizie», ha detto Andrea Accardi, coordinatore dei progetti italiani di MSF. «Le condizioni in cui vivono gli stagionali qui sono indescrivibili, – ha concluso – per questo MSF si è vista costretta ad avviare un intervento di emergenza con le stesse modalità che usa nei campi profughi.
Chiediamo che le autorità preposte si assumano immediatamente le loro responsabilità».