«Le loro condizioni di
vita – dicono i responsabili dell’associazione – sono lontane persino dagli
standard minimi
dei campi profughi fissati dall’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati».
È per questo che i responsabili
di Medici Senza Frontiere hanno iniziato a costruire latrine, docce, un
sistema di smaltimento dei rifiuti e ha distribuito agli immigrati
taniche per la raccolta dell’acqua e kit per l’igiene personale.
Una decisione che è costata,
ai rappresentanti dell’organizzazione internazionale, una denuncia
per aver montato una tenda per
le consultazioni mediche su un suolo privato.
«In un campo, all’ingresso
di Cassibile, i nostri volontari hanno individuato circa 300 immigrati
accampati
con capanne di fortuna senza
acqua o bagni – dice Guilhem Molinie, coordinatore dei progetti in Sicilia
per MSF –
Si tratta di stranieri
che arrivano qui per essere impiegati nella raccolta delle patate come
lavoratori stagionali.
Molti di loro sono richiedenti
asilo e rifugiati che arrivano da zone di guerra».
«Per il quarto anno consecutivo
– continua – siamo testimoni di questa realtà degradante. Ad oggi
solo l’ASL locale
ha risposto alle nostre sollecitazioni
attivandosi per fornire un servizio ambulatoriale per gli stagionali. Stanchi
delle
mancate risposte da parte delle
autorità abbiamo deciso di avviare un intervento di emergenza».
«Ci troviamo per l’ennesima volta di fronte all’arrivo massiccio
di straneri che lavorano alla raccolta di primizie», ha detto Andrea
Accardi, coordinatore dei progetti italiani di MSF. «Le condizioni
in cui vivono gli stagionali qui sono indescrivibili, – ha concluso – per
questo MSF si è vista costretta ad avviare un intervento di emergenza
con le stesse modalità che usa nei campi profughi.
Chiediamo che le autorità
preposte si assumano immediatamente le loro responsabilità».
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