26 novembre 2007, Trovati i poliziotti delle frasi al G8 di Genova
«Speriamo che muoiano tutte quelle zecche» e «Tanto è già uno a zero per noi».
Si parlava di del G8 di Genova e della morte di Carlo Giuliani.
A parlare, due poliziotti nella notte dell’irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 nel capoluogo ligure.
Ora le indagini li ha individuati: sono una donna in servizio a Genova e un toscano in rinforzo.

Una poliziotta in servizio a Genova e un agente toscano. Sono loro le due persone che, nelle concitate ore dei disordini
a Genova durante il vertice G8 del luglio 2001 inneggiarono alla morte di Carlo Giuliani, autori delle telefonate choc
(tra la sala operativa e gli agenti in strada) emerse con la pubblicazione delle registrazioni di alcuni scambi di battute
dalla sala radio della questura alla strada.
Lo ha scoperto l’indagine interna avviata per volere del capo della polizia Antonio Manganelli.

La notizia è stata anticipata dal quotidiano genovese «Il secolo XIX». Tra le frasi pronunciate dai due agenti:
«Speriamo che muoiano tutte quelle zecche» e «Tanto è già uno a zero per noi» in riferimento all’uccisione di Giuliani.

L’agente donna è in questo momento è in congedo per motivi personali, il poliziotto, invece,
era a Genova come “rinforzo” ai colleghi liguri. Entrambi saranno sottoposti all’indagine della questura genovese,
per la quale in quei giorni prestavano servizio: si occuperà della vicenda il questore di Genova Salvatore Presenti
che richiederà alla procura della Repubblica le registrazioni delle telefonate.

A portare alla luce i responsabili di quelle frasi vergognose, un’indagine interna voluta dal capo della polizia Antonio Manganelli che, spiega, aveva sentito «la necessità di una verifica urgente e accurata su quelle telefonate».
Si riconferma così, la posizione di Manganelli su quanto avvenne in quei giorni del 2001, per nulla innocentista.
Nella sua deposizione come testimone nel 2002, l’attuale capo della polizia aveva raccontato di aver risposto così
a un De Gennaro soddisfatto di come si era svolta l’irruzione alla scuola Diaz: «Io credo che tu abbia visto un altro G8,
gli dissi… Noi ne usciamo male e insomma, a me non sembrano pregresse, quelle ferite.
Io ne ho viste tante – aveva detto – mi spiace dirlo al registratore, ma ne ho anche fatte tante… ma la bustina
in tasca allo spacciatore… insomma, l’avevo vista nei film, ma non credevo potesse succedere».