Le “perle” di Borghezio
Il “nostro”, mlitante della Lega nord, razzista imperituro, già fascista nell’orbita di Ordine Nuovo,, Ordine nero. ed altro ancora, gia nei tempi addietro si dilettave in treni, aggressioni, piagnistei e interrogazioni parlamentari.
Parlamento italiano, Camera, Seduta n. 431 del 5/11/1998
(Autorizzazione alla manifestazione degli autonomi in concomitanza della manifestazione leghista del 4 ottobre 1998 a Torino)

PRESIDENTE. Passiamo all’interpellanza Comino n. 2-01411 (vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti sezione 5).
 
Allegato A Seduta n. 431 del 5/11/1998(Sezione 5
Autorizzazione alla manifestazione degli autonomi in concomitanza della manifestazione leghista del 4 ottobre 1998 a Torino)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’interno, per sapere – premesso che:
in occasione della manifestazione federale indetta a Torino il 4 ottobre 1998 dalla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania contro l’immigrazione selvaggia, alcuni pullman provenienti dalla provincia di Como su cui avevano viaggiato alcuni dei manifestanti sono stati bersagliati con lanci di mattonelle che hanno distrutto completamente i finestrini con gravi rischi anche per uno dei conducenti che si trovava all’interno, ad opera dei cosiddetti «autonomi» dei centri sociali; 
agli «\uautonomi» è stato consentito dal questore di Torino di organizzare un raduno provocatorio nelle adiacenze della stessa piazza della Repubblica in cui si è conclusa la manifestazione della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania -: 
per quale motivo sia stata autorizzata la manifestazione degli autonomi, visti i gravissimi precedenti dell’assalto, da parte dei medesimi, del Palagiustizia di Torino con danni per centinaia di milioni a carico della collettività, non impedito dalle forze dell’ordine massicciamente presenti, e per quale motivo, analogamente, le forze dell’ordine ugualmente presenti in tutta l’area della manifestazione del 4 ottobre non abbiano provveduto a tutelare l’incolumità dei conducenti e i pullman parcheggiati in corso San Maurizio, secondo le indicazioni avute dal personale di polizia presente sul posto. 
(2-01411)«Comino, Borghezio». 

L’onorevole Borghezio, cofirmatario dell’interpellanza, ha facoltà di illustrarla.

MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, poche parole sono necessarie per illustrare i motivi per i quali il gruppo della lega nord per l’indipendenza della Padania ha presentato un’interpellanza urgente su questo episodio, finalizzato ad accertare le motivazioni e le responsabilità di un fatto che risale esattamente ad un mese fa.
Poco fa, nell’ambito di un circostanziato j’accuse del collega Boato su cause e responsabilità attinenti ad un fatto rilevante, sicuramente grave, il collega si lagnava di una tardiva risposta ad un’interpellanza presentata il 22 ottobre.
Noi abbiamo presentato questa interpellanza il giorno stesso o il giorno dopo la nostra manifestazione del 4 ottobre per segnalare all’esecutivo il fatto intollerabile che una manifestazione, regolarmente autorizzata e su richiesta del nostro gruppo politico avanzata con congruo anticipo e con accordo con la locale questura per definirne i termini e il percorso del corteo e svoltasi tenendo conto delle partecipazioni di decine di migliaia di persone provenienti da tutta la Padania, nel massimo ordine e nel rispetto assoluto della legalità e degli accordi assunti con la locale autorità, è stata caratterizzata da un episodio inaudito e cioè dall’aggressione subìta da alcuni pullman che avevano trasportato da altre province padane i manifestanti a Torino ed erano stati parcheggiati nei siti predisposti dall’amministrazione civica in accordo con la locale autorità di polizia. Tali pullman sono stati oggetto di un’aggressione di una improvvisa aggressione di non più di una trentina di giovani manifestanti, presumibilmente appartenenti a quei centri sociali, i quali molto stranamente avevano ricevuto l’autorizzazione ad una manifestazione a poche centinaia di metri, addirittura poche decine di metri, da quella regolarmente autorizzata per il nostro movimento, a seguito di una richiesta presentata pochi giorni prima della manifestazione stessa.
C’è un precedente molto grave a Torino; io non voglio parlare delle aggressioni e dei fatti di natura intimidatoria, delle manifestazioni contro il nostro movimento, uno stillicidio di atti incresciosi, teppistici e violenti posti in essere da questi crepuscoli che nella nostra città occupano da tempo ormai immemorabile una serie di immobili appartenenti alle pubbliche amministrazioni, che hanno devastato e continuano a devastarli nell’assoluto disinteresse delle pubbliche autorità. Mi riferisco al precedente, molto grave, della devastazione del costruendo – è infatti in corso di costruzione – nuovo palazzo di giustizia di Torino, di cui tutto l’ambiente giudiziario torinese, con una pronuncia molto recente, chiede l’ultimazione. Sono stati devastati tutti i vetri, che dovevano essere infrangibili, di questo palazzo perché, in occasione di un assalto di questi gruppi autonomi, le forze dell’ordine non hanno ritenuto di opporre loro alcuna resistenza. È un precedente molto significativo che ha ferito profondamente l’anima tipicamente legalitaria dei miei concittadini torinesi.
Questo secondo episodio, in un certo senso ancora più grave perché va a costituire un’intimidazione specifica e lesiva nei confronti di uno dei diritti fondamentali riconosciuto dalla nostra Costituzione, quello della libertà di riunione, è un campanello d’allarme molto grave. Vanno sottolineati, per dirla in tutta chiarezza, il mancato intervento, il mancato ruolo in funzione preventiva, la singolare, rapidissima concessione dell’autorizzazione ad una manifestazione in zona confinante con quella di un grande movimento politico che, non a caso, ha radunato non le poche decine di manifestanti riunite dai cosiddetti autonomi dei centri sociali ma qualcosa come 25 mila – 30 mila manifestanti contro l’immigrazione selvaggia a Torino. Ecco, questo atteggiamento così singolare tenuto dall’autorità dipendente dal Ministero dell’interno lascia adito al dubbio che si vogliano utilizzare questi autonomi dei centri sociali come truppe mercenarie per sbarrare il passo delle forze di liberazione della Padania , di un movimento democratico rappresentato nei due rami del Parlamento e che, tra l’altro, doveva svolgere quella manifestazione con la presenza del suo segretario federale e del capogruppo, onorevole Comino, oltre alla partecipazione di una dozzina di parlamentari, che vi hanno preso parte.
Abbiamo dovuto presidiare il luoghi dell’attentato; abbiamo dovuto tener compagnia alle decine e decine di brave e oneste persone arrivate dalla provincia di Como con quei pullman; abbiamo dovuto confortarle di fronte allo spettacolo, che avrebbe portato all’esasperazione chiunque, di mezzi devastati da un vero e proprio tiro a segno (probabilmente a Torino, in vista delle auspicate manifestazioni olimpioniche, si vogliono fare le esercitazioni di tiro a segno contro gli automezzi delle manifestazioni della lega nord)!.
L’atteggiamento pilatesco, più che permissivo, degli organi dipendenti dal Ministero dell’interno dà adito, a nostro avviso, alle peggiori delle ipotesi, ai più cattivi pensieri. Ritengo che oggi sia lecito aspettarsi dal sottosegretario, che saluto, delle spiegazioni e, soprattutto, delle parole chiare in ordine all’accertamento delle responsabilità interne ed esterne su questo episodio che mi pare di una gravità inaudita.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l’interno, ha facoltà di rispondere.

ADRIANA VIGNERI, Sottosegretario di Stato per l’interno. Con l’interpellanza iscritta all’ordine del giorno di oggi i deputati Comino e Borghezio lamentano atti di violenza nei confronti di partecipanti a una manifestazione della lega nord, svoltasi a Torino lo scorso ottobre, ad opera dei cosiddetti autonomi dei centri sociali, ai quali sarebbe stato consentito, dall’autorità di pubblica sicurezza, di tenere un raduno asseritamente provocatorio nelle adiacenze di piazza della Repubblica, luogo in cui si è conclusa la manifestazione stessa.
Gli interpellanti chiedono quindi di conoscere per quale motivo sia stata autorizzata la manifestazione degli autonomi e le forze dell’ordine non abbiano provveduto a tutelare l’incolumità dei conducenti e dei pullman parcheggiati in corso san Maurizio.
Ai quesiti rispondo sulla base degli accertamenti disposti tramite gli organi responsabili, premettendo che sostituisco, in questa occasione, il collega Sinisi, che non può essere presente.
In occasione della manifestazione nazionale contro l’immigrazione, indetta dalla lega nord e svoltasi a Torino il 4 ottobre scorso, con la partecipazione di 7 mila simpatizzanti provenienti, in massima parte, da altre province del nord, si svolgeva in corso Giulio Cesare, davanti all’ingresso della stazione ferroviaria Torino-Ceres, un raduno di circa 200 persone promosso da alcuni centri sociali di estrazione autonoma, dall’associazione «3 febbraio» e da «Socialismo rivoluzionario».
La manifestazione, autorizzata a norma dell’articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, si svolgeva a circa 500 metri dal raduno della lega nord.
In merito ai rilievi mossi dagli interpellanti, chiarisco che la vigente normativa attribuisce al questore il potere di vietare le riunioni in luogo pubblico soltanto quando da esse, valutata la concreta situazione, possano prevedibilmente derivare gravi pericoli per la moralità, la sanità e l’ordine pubblico. Ciò non risulta essersi verificato nelle circostanze cui fanno riferimento gli onorevoli interpellanti. Sta di fatto che sia la manifestazione della lega nord sia l’iniziativa degli autonomi si sono concluse regolarmente senza che durante il loro svolgimento si verificassero turbative dell’ordine pubblico.
In realtà gli unici incidenti sono accaduti ai margini delle due manifestazioni: il primo durante il comizio finale della manifestazione, il secondo a manifestazione ormai conclusa. Infatti, mentre era in corso, in piazza della Repubblica, il comizio conclusivo della manifestazione contro l’immigrazione, un giovane, anch’esso asseritamente simpatizzante della lega nord, a seguito di un dissidio, veniva allontanato dalle adiacenze del palco e percosso da alcuni esponenti della cosiddetta «guardia nazionale padana», tanto da riportare lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.
Alle 14 circa – naturalmente dello stesso giorno – dopo due ore dalla conclusione del presidio antirazzista, alcuni giovani, presumibilmente appartenenti ai centri sociali autogestiti, irrompevano improvvisamente in corso san Maurizio, angolo via Rossini, dove erano parcheggiati i pullman dei partecipanti alla manifestazione della lega nord. Nella circostanza, alcuni dimostranti scagliavano cubetti di porfido contro i finestrini di due autobus infrangendoli. Il contingente della forza pubblica presente nell’area interveniva immediatamente scongiurando ulteriori danni e ponendosi all’inseguimento degli autori del danneggiamento, senza peraltro riuscire a raggiungere gli stessi, che si disperdevano nelle vie adiacenti.
L’episodio provocava il risentimento dei passeggeri dei pullman, i quali, giunti successivamente sul posto, in segno di protesta, invadevano la sede stradale. La situazione si normalizzava in seguito al sopraggiungere di due autobus sostitutivi messi a disposizione da locali autolinee private.
Su entrambi gli episodi di violenza denunciati all’autorità giudiziaria sono tutt’ora in corso accertamenti per identificare i responsabili.
La sequenza degli avvenimenti impone alcune considerazioni. Le due manifestazioni si sono svolte e concluse, come ho già detto, regolarmente e senza contatti tra i diversi gruppi. L’episodio cui hanno fatto riferimento gli interpellanti è avvenuto invece due ore dopo il termine del presidio dei centri sociali, in un momento in cui l’attività di vigilanza era comprensibilmente attenuata. Inoltre, i responsabili dei disordini hanno agito in piccolo numero uscendo all’improvviso da via Rossini senza poter essere avvistati in tempo utile.
Non faccio commenti, signor Presidente – e mi rivolgo naturalmente anche all’interpellante – sul resoconto che è stato redatto dagli uffici perché sostituendo il collega Sinisi non ho potuto fare verifiche personali dirette e più approfondite. Dall’esposizione del prefetto di Torino e di altri uffici non sembra che il comportamento delle forze di polizia sia stato imprudente né nell’aver consentito lo svolgimento in sedi diverse di entrambe le manifestazioni, né per quanto riguarda la vigilanza nel periodo successivo alla manifestazione.

PRESIDENTE. L’onorevole Borghezio ha facoltà di replicare per l’interpellanza Comino n. 2-01411, di cui è cofirmatario.

MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, il rappresentante del Governo ci ha letto una smilza relazione, estremamente deludente, della quale non possiamo non dichiararci assolutamente insoddisfatti. Si tratta di un fatto che a nostro avviso meritava maggiore attenzione nell’accertamento delle responsabilità interne ed esterne. Va detto con chiarezza che respingiamo nella maniera più assoluta l’interpretazione data all’episodio di aggressione politica preordinata, preorganizzata, violentissima, quale quella posta in essere nei confronti dei due automezzi i cui vetri sono stati completamente distrutti. Non si è trattato, quindi, di un assalto e di qualche «pietrata», si è trattato di un assalto ben organizzato durante il quale gli autonomi, che hanno dato luogo ad un vero e proprio atto di guerriglia urbana, hanno potuto con tutta comodità distruggere accuratamente tutti i finestrini. Rilevo tra l’altro che gli uffici non hanno riferito al signor sottosegretario che, al momento dell’assalto, uno degli autisti si trovava all’interno del pullman e solo miracolosamente si è salvato perché con prontezza di spirito si è gettato a terra ed è riuscito ad evitare la pioggia di cubetti di porfido e mattonelle che erano stati portati sul posto e dei quali abbiamo avuto possibilità di fare mostra agli operatori dell’informazione e alle autorità di pubblica sicurezza.
Quello che la relazione non dice al sottosegretario è che nel sito appositamente predisposto per il parcheggio dei pullman sui quali avevano viaggiato le numerose rappresentanze esterne – ho detto trentamila, probabilmente erano quaranta o cinquantamila i manifestanti che però la stampa ha valutato nell’ordine di trentamila – la vigilanza delle forze di polizia è stata assolutamente inesistente. Il sottosegretario ci parla di un intervento avvenuto due ore dopo il termine del comizio. Questo è assolutamente esatto ma pur sempre in un arco temporale nel quale i manifestanti si trovavano ancora nelle adiacenze del luogo della manifestazione. Fra l’altro, avendo ancora le bandiere innalzate, erano ben visibili. Si sono fermati ovviamente a desinare, a scambiarsi dei saluti e durante tutto questo periodo il questore e il prefetto di Torino non avevano predisposto alcun servizio di prevenzione degli incidenti. Da un lato avevano autorizzato un presidio a poche centinaia di metri dalla prefettura (a me risultano 100 o 200 metri mentre in questura dicono a 500 metri, ed è praticamente la stessa cosa) dall’altro non avevano predisposto un adeguato servizio di controllo e di prevenzione degli atti di violenza nei confronti dei mezzi parcheggiati nei luoghi indicati dalle autorità di pubblica sicurezza. A me è sembrato quasi un invito, rivolto in maniera che potrei definire pilatesca, ai manifestanti da qualcuno che aveva voluto riprodurre quasi nell’identica fattispecie quello che era avvenuto pochi anni prima in occasione del grande raduno sul Po, la prima manifestazione per l’indipendenza della Padania. In quella circostanza proprio a Torino – guarda caso – le autorità locali di pubblica sicurezza permisero ad un cordone di autonomi di infiltrarsi tra i manifestanti, di provocare e minacciare alcune centinaia tra le decine di migliaia di manifestanti. Fu soltanto l’efficienza ed il senso di responsabilità del servizio d’ordine interno al nostro movimento ad impedire il tramutarsi della manifestazione in qualcosa che probabilmente era nei desiderata di coloro che avevano consentito l’infiltrazione stessa. Si è riprodotto lo stesso meccanismo, signor sottosegretario; mi chiedo come mai durante tutta la manifestazione il personale dipendente dal suo ministero ha consumato chilometri di rullini fotografici per immortalare e arricchire i fascicoli del suo ministero delle istantanee di tutti noi (alcune delle nostre fisionomie sono ormai stranote), dei dirigenti o dei semplici iscritti e simpatizzanti, mentre nessuna di queste persone ha pensato bene di seguire, controllare e magari filmare i partecipanti dell’altra manifestazione, quelli cioè che hanno dato luogo a queste aggressioni. Come mai lo stesso zelo non è stato utilizzato in altri casi? Per inciso voglio ricordare che abbiamo preso l’abitudine anche noi di fotografare i signori della Digos in modo da avere la «fotografia dei fotografi» e possiamo disporre della documentazione per costituire un futuro archivio fotografico padano perché tutto ciò resti a futura memoria e utilizzazione.
Stupisce che una polizia così efficente, un servizio così tradizionalmente capace, come quello del Ministero dell’interno italiano, si trovi in tali difficoltà quando si tratta di individuare 20 o 30 persone in un parco che dovrebbe essere molto noto alle autorità preposte alla vigilanza ed alla sicurezza e, soprattutto, alla prevenzione dei reati. Questo assalto, questo atto assolutamente antidemocratico e illiberale, questo tentativo di intimidazione – che puzza tanto di regime nei confronti della gente onesta venuta a Torino a proprie spese per manifestare contro l’immigrazione selvaggia – che piace tanto a voi che fate parte di questo Governo, a noi suona, appunto, come un tentativo di intimidazione intollerabile.
Riteniamo che le mancate risposte di oggi da parte del Governo ci confermano i peggiori sospetti: che voi vogliate utilizzare questa manovalanza delinquenziale travestita da organizzazioni politiche per intimidire la gente che liberamente manifesta in situazioni di questo tipo.
Possiamo, allora, solo trarre la conseguenza che è necessario organizzare un presidio in proprio per le prossime manifestazioni; bisognerà privatizzare anche la polizia! D’altronde a Torino in piazza Castello, la piazza principale della città, i commercianti, data l’incapacità dei responsabili che dipendono dal suo ministero, si sono dovuti tassare per istituire un servizio di vigilanza privata per impedire gli atti di microcriminalità. Anche noi, come dicevo, faremo la stessa cosa e privatizzando il servizio di vigilanza per le nostre manifestazioni.