Il “primo compito di questo Parlamento
è lavorare alla valorizzazione del Paese” ha detto Bertinotti, è
“una necessità storica”, e l’assemblea può e deve “concorrere
alla rinascita e allo sviluppo delle forze democratiche”. Nel discorso
di insediamento,
il neopresidente della Camera
ha sottolineato “il rischio di una separazione tra il Paese reale e le
istituzioni”, che potrebbe portare all’emarginazione delle fasce più
deboli della società.
“Io sono un uomo di parte – ha
aggiunto – non temo il conflitto, la politica chiede scelte, opposizioni
e contrapposizioni”.
Ma, ha chiarito, “vorrei fosse
bandito da quest’aula il rischio di scivolare nella coppia politica amico-nemico.
Mi rivolgo a voi direttamente
– ha proseguito – per sottolineare con un piccolissimo gesto il senso di
apertura, di confronto
e dialogo che vorrei prevalesse
in questo Parlamento”. Bertinotti ha precisato di rivolgersi anche a chi
“comprensibilmente
mi ha negato il suo voto”: “Riconosco
la pari dignità politica di ognuno in questa aula, del governo,
dell’opposizione, maggioranza e della minoranza. Vorrei che ognuno di voi
potesse contare sul rispetto di questo principio”.
Per il neopresidente della Camera,
la strada da seguire è chiara: la Costituzione: “Vorrei che facessimo
tutti, tutti insieme
un pellegrinaggio, il pellegrinaggio
che Calamandrei indicava ai giovani”.
E lo cita: “Il pellegrinaggio
dove è nata la Costituzione, dove caddero i partigiani,
dovunque è morto un italiano
per riscattare la libertà.
Lì è nata la nostra
Costituzione, la nostra irriducibile scelta di pace, lì c’è
l’origine delle nostre radici”.
Scatta un lungo applauso nell’aula
di Montecitorio e Bertinotti conclude: “Vorrei che questo fosse il viatico
per i lavori
di quest’assemblea in cui ognuno
si riconosca”. Su questa stessa linea, poco prima aveva indicato Marzabotto
come il luogo dove “idealmente vorrei si tenesse quest’assemblea, in quella
collina annegata nel verde in cui si ricorda l’orrore”.
Quelli, insiste, sono i luoghi
dove “c’è l’origine della nostra Repubblica, e dove dobbiamo trovare
le radici e la forza
per progettare il futuro dell’Italia,
dell’Europa e del mondo.
Il presidente parla anche della
scuola, sulla quale “dobbiamo contare come parte fondamentale per la costruzione
della convivenza”, ricorda “il lavoro prezioso degli insegnanti che sono
un patrimonio per il paese”
e cita l’esempio “di una grande
coscienza civile e riformatrice del paese: don Lorenzo Milani”.
Al termine dell’intervento, un
abbraccio fra Bertinotti e il presidente uscente, Pier Ferdinando Casini.
La Camera è convocata
per giovedì prossimo, 4 maggio 2006, alle 10.30 per procedere all’elezione
del suo ufficio di presidenza.
Nel frattempo verranno formati
i gruppi parlamentari e nella giornata di mercoledì si terrà
la prima riunione della conferenza dei capigruppo della XV legislatura.
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