Primo. Il
tribunale di Milano ha accertato che sono riconducibili a Silvio Berlusconi
i 434mila dollari provenienti dai conti Fininvest e versati, attraverso
Cesare Previti, al giudice Squillante, ex capo dei gip romani.
Secondo. Per questo
reato, infamante, che si chiama corruzione di un magistrato, Silvio Berlusconi
non sconterà pena alcuna. Il premier, infatti, si è salvato
dalla condanna perché, ancora una volta, gli sono state concesse
le attenuanti generiche che hanno reso possibile la prescrizione del reato.
Terzo. Per altri
reati di cui era accusato, l’aggiustamento della sentenza Sme, Silvio Berlusconi
è stato assolto per non aver commesso il fatto.
Per un altro reato ancora, i 200 milioni versati per la corruzione
di un secondo magistrato, è stato assolto per insufficienza di prove.
Quarto. Come si
vede la sentenzadel tribunale di Milano getta delle pesantissime ombre
sull’immaginedel presidente del Consiglio e non giustifica per nulla le
dichiarazionidi giubilo rilasciate dal corruttore prescritto e dai suoi
sodali.
Tra costoro spiccano per festoso zelo, i presidentidelle Camere
Pera e Casini ei due vicepresidenti del Consiglio Fini e Follini, ormai,
dopo qualche sbandata giovanile, perfettamente allineati e coperti. Oltre
ai numerosi ministri che desiderosi di ben figurare agli occhi del capo
lo celebrano per un’assoluzione definitiva e completa che non esiste.
Gli avvocati di Berlusconi,
Ghedini e Pecorella che, esperti nel ramo, hanno subito compreso quanto
ci fosse poco da essere soddisfatti e che, infatti, annunciano appello.
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