16 maggio 2008 Giù le
mani dal Tg3
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha votato
all’unanimità il piano di redistribuzione degli spazi informativi
sulle tre reti. E a rimetterci, guarda caso, è il Tg3. L’edizione
delle 23 e Primo Piano, lo storico programma di approfondimento della testata,
vengono fatti fuori senza pietà. Al posto loro si dovrebbe dare
spazio all’intrattenimento colto di Serena Dandini, giusto per non far
gridare allo scandalo. Un colpo al cerchio e uno alla botte.
La redazione dichiara guerra. E per fare in modo che il comunicato sindacale non venga quasi sentito dai telespettatori, stretto tra le notizie in breve e i saluti di fine tg, ha scelto una forma innovativa: il video-comunicato. Un filmato di pochi minutiin cui si ripercorrono i volti che hanno accompagnato chi prima di andare a letto vuole sentire la voce del Tg3 sui fatti del mondo.
Insomma, il ritorno di Berlusconi al potere sembra
aver già fatto sfaceli nel mondo dell’informazione in tv. Nel giro
di poco più di due settimane si è aperto il caso Santoro,
reo di aver dedicato troppo spazio a Beppe Grillo, il caso Fazio-Travaglio,
con tanto di scuse dovute al presidente del Senato
Schifani, infine le teste tagliate al Tg3.
«Da ottobre Tg3 e Primo Piano che da 10 anni
occupano la seconda serata di Raitre – denuncia il comitato di redazione
– saranno spostati a notte fonda». Chiedono «il congelamento
del progetto», ma la decisione sembra essere bipartisan, visto
che il Cda Rai l’ha votata all’unanimità. «Chiediamo
– dicono ancora dal Cdr – di ridiscutere tutti gli spazi informativi della
nostra testata, come chiede anche il nostro direttore. Non siamo disposti
ad abbandonare i cittadini del servizio pubblico
che da sempre ci chiedono nuovi spazi per raccontare
i fatti e i misfatti di questo paese. Anche questa è democrazia.
Non siamo assolutamente disposti – concludono – a
delegare a nessuno il nostro diritto dovere di fare informazione».
Il comunicato si chiude con
un «Dateci una mano a difendere il Tg3».
Se non ci saranno novità
sono in cantiere tre giorni di sciopero.
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