Dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri, avrà
luogo una discussione congiunta delle comunicazioni e delle mozioni presentate.
Ricordo che l’intervento del Presidente del Consiglio e quelli dei
rappresentanti dei gruppi e delle componenti del gruppo misto nella discussione
generale saranno oggetto di ripresa televisiva diretta.
Onorevoli colleghi, per una singolare coincidenza della storia, nella
giornata odierna l’Italia ha dato l’estremo saluto al caporale maggiore
dei lagunari Matteo Vanzan (Prolungati applausi – Il Presidente si leva
in piedi e con lui l’intera Assemblea ed i membri del Governo), tragicamente
caduto in terra irachena (Prolungati applausi).
Nelle stesse ore, a Roma, le istituzioni si sono raccolte, insieme
alla moglie Olga Di Serio, nostra collega in Parlamento, nel ricordo del
professor Massimo D’Antona (Prolungati applausi), barbaramente ucciso cinque
anni fa dalle brigate rosse (Prolungati applausi).
Desidero rinnovare alle famiglie di questi due italiani, così
diversi e così distanti, anche anagraficamente, gli stessi sentimenti
di cordoglio e di sincera riconoscenza della Camera dei deputati (Prolungati
applausi).
(Intervento del Governo)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente del Consiglio
dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, innanzitutto mi preme dire che il Governo, tutto il Governo, si associa alle parole con cui ella ha ricordato due personaggi che sono entrati nella nostra storia e a cui tutto il popolo italiano porterà ricordo e un affetto, da parte di tutti gli italiani, è certamente garantito nei fatti alle loro famiglie.
Signor Presidente, signori deputati, sono qui per riferire al Parlamento sui miei colloqui di queste ultime ore con il Segretario generale dell’ONU e con il Presidente degli Stati Uniti d’America sull’attuale situazione irachena e sulla posizione del Governo.
La politica estera di questo Governo è sempre stata guidata da principi fermi e non certo dall’opportunismo ed è ai principi che sempre ispiriamo la nostra azione anche e soprattutto nei momenti più critici.
Il primo di questi principi si fonda sulla Carta delle Nazioni Unite
e sancisce il diritto di tutti i popoli a disporre di se stessi: è
il diritto all’autogoverno.
Sin da quando il Parlamento ha solennemente deciso che l’Italia non
poteva restare alla finestra e aveva il dovere di intervenire in Iraq con
una missione pacificatrice, il Governo ha rispettato alla lettera la volontà
del Parlamento, affidando alle forze armate compiti umanitari volti a contribuire
alla ricostruzione dell’Iraq.
Contemporaneamente, il Governo, sulla linea stabilita dal Parlamento,
ha operato per conseguire un obiettivo politico fondamentale: creare le
condizioni affinché il popolo iracheno al più presto potesse
darsi un proprio Governo, scelto, come recita la Carta dell’ONU all’articolo
primo, nel rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione.
Abbiamo agito ogni giorno nella convinzione – a cui restiamo fedeli
– che il principio dell’autogoverno, sancito nella Carta dell’ONU, si fondi
effettivamente sulla possibilità che ogni popolo sia libero di scegliere
il proprio Governo attraverso il metodo della democrazia.
La coalizione internazionale, che ha battuto il regime dispotico e
sanguinario di Saddam Hussein, ha agito per rendere praticabile quel principio.
Il regime di Saddam Hussein si fondava proprio sulla negazione dei diritti
e della libertà del popolo iracheno. Aveva scatenato due guerre
offensive nell’arco di dieci anni e altre poteva intraprenderne.
Se questi sono i principi cui si è ispirato il Governo italiano,
è bene comprendere cosa stia avvenendo in questi giorni: si sta
avvicinando il raggiungimento di obiettivi decisivi a cui tutta la comunità
internazionale sta dando il suo contributo responsabile, lasciandosi alle
spalle le divisioni sulle operazioni militari in Iraq e guardando, invece,
al futuro per vincere la battaglia della democrazia e della pace.
Si è ormai configurata una precisa strategia, che ho avuto modo
di discutere più volte nelle ultime settimane con molti colleghi
dei paesi amici, anche islamici; una strategia che si è ormai consolidata,
che è stata discussa dal ministro degli esteri con gli altri suoi
colleghi al recente G8, e che ho avuto modo
di approfondire e ho contribuito a precisare negli ultimi colloqui con
il Segretario dell’ONU Kofi Annan, con Tony Blair e con il Presidente Bush.
Questa strategia – ripeto – ormai certa e consolidata prevede il rispetto
delle seguenti tappe. Entro due settimane da ieri, quindi probabilmente
entro il corrente mese, la designazione di un nuovo Governo iracheno, credibile
e autorevole, da parte dell’inviato del Segretario generale delle Nazioni
Unite, Lakhdar Brahimi. Questo Governo sarà guidato da un validissimo
personaggio, che speriamo accetti (ancora non ha dato la sua accettazione);
altrimenti c’è un altro personaggio (Commenti dei deputati dei gruppi
dei Democratici di sinistra-L’Ulivo e di Rifondazione comunista) con cui
Brahimi è da tempo in contatto e che …
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego! Abbiamo già avuto modo di parlare tra di noi!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. …ha ricevuto
attenzione e approvazione da parte di molti degli Stati che sono presenti
oggi in Iraq.
Entro le prime tre settimane di giugno, avrà luogo una nuova
risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, che dia legittimità
internazionale al nuovo Governo, che cambi il regime giuridico della presenza
delle truppe straniere in Iraq decretando la fine dell’occupazione, che
definisca il ruolo dell’ONU in Iraq, che definisca il mandato della forza
multinazionale a comando unificato, la sua durata ed il suo rapporto con
il Governo interinale iracheno e con le forze di sicurezza e di difesa
irachene, che auspichi in questo contesto l’impegno di altri paesi, in
particolare di quelli islamici.
Dal 1o luglio, il trasferimento dei poteri al nuovo Governo interinale;
entro luglio, l’entrata in funzione di una commissione elettorale delle
Nazioni Unite per dare assistenza al processo di formazione delle liste
elettorali in vista delle votazioni da tenersi entro la fine di gennaio
2005.
Entro settembre, la costituzione di un’assemblea rappresentativa di
tutte le componenti della società irachena (si pensa ad un’assemblea
molto numerosa, data la complessità di questa società; si
prevede che tale assemblea sarà costituita da oltre mille cittadini
iracheni), che dovrà eleggere nel suo seno una assemblea più
piccola di cento persone, che dovrà essere organo di consulenza
per il Governo interinale.
Sesta tappa: entro la fine dell’anno, la convocazione di una conferenza
internazionale che sostenga il processo di stabilizzazione democratica
dell’Iraq, coinvolgendo costruttivamente anche i paesi della regione.
Su questi punti ho impegnato il ruolo dell’Italia.
Dunque, tutta la comunità internazionale è oggi al lavoro
per costruire le condizioni per una pace solida e duratura in Iraq, completando
in tempi rapidi il processo di transizione alla democrazia che è
la condizione non eludibile per raggiungere la pacificazione. È
comprensibile, quindi, che in questo scenario i nemici della democrazia
e della pace scatenino tutta la loro potenza di fuoco nel tentativo di
sabotare il processo avviato.
Non siamo di fronte, come qualcuno sbagliando sostiene, alla rivolta
del popolo iracheno nei confronti delle forze della coalizione. Siamo di
fronte all’azione militare di piccole minoranze, siano esse sciite o sunnite,
che cercano di imporre con la forza delle armi un loro dominio sul popolo
iracheno. Siamo di fronte al tentativo del terrorismo internazionale di
trasformare l’Iraq in un avamposto della guerra al mondo libero. Sono costoro
i nemici della pace, della democrazia e della libertà del popolo
iracheno che la comunità internazionale ha il dovere di disarmare
al più presto, per assicurare all’Iraq la possibilità di
scegliere liberamente, attraverso le elezioni, il proprio futuro.
I nemici della pace sanno di avere i giorni contati. È per questo
che, in questi giorni, l’offensiva della minoranza sciita che fa capo ad
Al Sadr ha raggiunto il suo massimo livello di attacco militare nei confronti
dei nostri soldati. È per questo che da minoranze sunnite viene
l’appello a colpire l’Italia. È per questo che il terrorismo internazionale
attacca i civili iracheni con attentati nei mercati. È per questo
che bande armate di varia estrazione si accaniscono sui cittadini stranieri.
Tutti costoro sanno che, se il piano Brahimi si realizzerà, non
potranno imporre all’Iraq una nuova tirannia. Il loro obiettivo è
molto evidente: è quello di impedire alla comunità internazionale
di raggiungere una nuova e più solida compattezza intorno al progetto
di pacificazione e di costruzione della democrazia in Iraq che si sta realizzando,
è quello di impedire la nascita del Governo provvisorio iracheno,
di impedire le libere elezioni, di instaurare con la violenza una nuova
dittatura. Altrettanto chiara è la loro strategia.
Essi, con la violenza delle armi, dei sequestri, delle decapitazioni
diffuse via Internet e degli inviti ad uccidere i soldati della coalizione,
puntano a far crescere paure e disorientamento nella pubblica opinione
dei paesi che oggi sono presenti in Iraq, come di quelli che sostengono
l’azione dell’ONU e il piano Brahimi e si accingono ad assumersi responsabilità
importanti nel processo di pacificazione e di costruzione dell’Iraq democratico.
Essi cercano una sponda politica anche in Italia.
Gli attentati di Madrid dell’11 marzo, le conseguenze politiche che
essi hanno avuto e la decisione del nuovo Governo spagnolo di ritirare
le proprie truppe dall’Iraq, li hanno convinti che sia possibile costringere
altri a cedere, a disinteressarsi della sorte dell’Iraq, ad abbandonare
quel paese e i suoi cittadini al tragico destino di una guerra civile dalle
dimensioni incalcolabili.
Per questo, sono personalmente incredulo di fronte alle parole che
si levano in questi giorni dall’opposizione. Non riesco a comprendere come
forze che non fanno mistero di volersi candidare al Governo del nostro
paese non avvertano alcun senso di responsabilità delle loro azioni
(Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L’Ulivo –
Vivi e prolungati applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di
Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici
di centro, della Lega Nord Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici,
Repubblicani, Nuovo PSI).
GIOVANNA MELANDRI. Smettila!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Mi domando:
cosa significa chiedere il ritiro dei nostri soldati se non ci sarà
una svolta entro oggi? Che cosa sarebbe dovuto accadere oggi? Che senso
ha dare da parte dell’opposizione italiana, un ultimatum all’ONU, fissare
una scadenza che non ha nulla a che vedere con i tempi previsti dalla stessa
ONU e dal piano Brahimi? Come è possibile che da parte dell’opposizione,
che per tanto tempo ha invocato un forte coinvolgimento dell’ONU, si proponga
il ritiro dei nostri soldati proprio ora che l’ONU diventa protagonista
dell’azione di pacificazione in Iraq (Prolungati applausi dei deputati
dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici
cristiani e dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana
e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI)?
Per questo, rimango incredulo alla lettura delle mozioni presentate
dall’opposizione, e non sono solo incredulo, ma anche preoccupato per la
mancanza di responsabilità che queste prese di posizione esprimono.
Mi chiedo se l’opposizione sia consapevole di come queste proposte, prive
di alcuna logica politica e del tutto aliene all’evoluzione dello scenario
internazionale, possano essere avvertite dai signori della guerra in Iraq.
Mi chiedo se non vi rendiate conto del fatto che esse già appaiono…
FRANCESCO RUTELLI. Ancora!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. …come un segnale di debolezza e di cedimento (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI – Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo, della Margherita, DL-L’Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-L’Ulivo).
ROBERTO GIACHETTI. Pensa per te!
PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, per cortesia!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Vorrei perciò chiedere ai leader dell’opposizione che dimenticassero per un attimo la campagna elettorale, che abbandonassero la facile demagogia e si rendessero conto, in coscienza, di che cosa accadrebbe se noi dessimo loro retta (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo, della Margherita, DL-L’Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-L’Ulivo – Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI).
ALFONSO GIANNI. Vergogna!
PRESIDENTE. Onorevole Alfonso Gianni, per cortesia!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Il Governo italiano (Commenti del deputato Alfonso Gianni)…
PRESIDENTE. Onorevole Alfonso Gianni…
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. … il Governo degli Stati Uniti, tutti i Governi della coalizione sono certi che dopo il 30 giugno il Governo iracheno di transizione farà proprie le ragioni di principio che hanno guidato la coalizione sia nella sua fase militare, alla quale l’Italia non ha partecipato (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo, della Margherita, DL-L’Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-L’Ulivo – Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Rimango incredulo davanti a tanta capacità di affermare il falso (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo, della Margherita, DL-L’Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-L’Ulivo) … sia nella successiva fase di stabilizzazione e avvio della ricostruzione. (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo, della Margherita, DL-L’Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-L’Ulivo)…
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi…
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. … e chiederà
alla forza multinazionale, che sarà allora messa in campo grazie
all’ONU, di portare a termine il suo lavoro, con l’obiettivo ultimo di
costruire la pace nella regione, la libertà dell’Iraq e la sua prosperità
e di ottenere un ulteriore arretramento del terrorismo internazionale.
Il Governo ritiene che le relazioni internazionali debbano uniformarsi
ai principi della Carta dell’ONU; ritiene che l’ONU debba assumere gradualmente…
MAURA COSSUTTA. Gradualmente…!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. …
il ruolo di unico interlocutore del nuovo Governo iracheno, fino al momento
in cui questo avrà il pieno controllo della situazione e consentirà
all’Iraq di essere un membro dell’ONU in grado di soddisfarne i requisiti
(I deputati del gruppo Misto-Verdi-L’Ulivo abbandonano l’aula – Commenti
dei deputati del gruppo di Forza Italia). Per tale ragione, il Governo
italiano appoggia senza riserve ogni decisione volta ad attribuire all’ONU
maggiori responsabilità dirette ed è pronto, conformemente
alla Carta dell’ONU, a dare il suo contributo.
I Governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, del Giappone e degli
altri Stati membri della coalizione stanno onorando con i fatti l’impegno
preso con il loro ruolo di membri delle Nazioni Unite e il Governo italiano
ritiene che il nostro dovere e il nostro onore sia restare fino in fondo
dalla parte di chi, assumendosi sacrifici e rischi, difende i principi
della Carta dell’ONU (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi di Forza
Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani e
dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici,
Repubblicani, Nuovo PSI).
TITTI DE SIMONE. Vai là tu!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Arretrare oggi significherebbe rinunziare a quei principi e lasciare credere che i diritti dell’uomo possano essere calpestati impunemente (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo, della Margherita, DL-L’Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Socialisti democratici italiani). Anche oggi, a maggior ragione oggi, non possiamo dimenticare che non abbiamo ancora sconfitto il nostro nemico: il terrorismo internazionale, che vuole abolire tutte le regole civili che la storia, con fatica, ha fatto emergere nella coscienza universale, per sostituirle con la sola regola del fanatismo nichilista, che uccide in ogni essere umano la speranza.
Il mondo è inorridito per l’esecuzione di un giovane americano,
ma quell’esecuzione era già stata compiuta l’11 settembre, simultaneamente
su più di 3 mila esseri umani di tutte le nazionalità, con
lo stesso grado individuale di terrore e di orrore (Prolungati applausi
dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione
dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega Nord
Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI
– Deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione
dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega Nord
Federazione Padana si levano in piedi).
Non confondiamo chi ha deciso di abolire tutte le regole della civiltà
con chi – mi riferisco agli abusi e alle umiliazioni inflitte ai prigionieri
iracheni – è andato oltre rispetto alle regole delle convenzioni
internazionali (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia) ed ha
prontamente deciso di tornare a rispettarle e di giudicare, con severità,
chi le aveva violate (Commenti dei deputati dei gruppo dei Democratici
di sinistra-L’Ulivo e Misto-Comunisti italiani – Applausi dei deputati
dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici
cristiani e dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana
e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. La
differenza non è marginale: per questo, rifiutiamo di classificare
gli Stati Uniti come un paese torturatore e l’Italia come un paese alleato
dei torturatori (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza
nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro,
della Lega Nord Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani,
Nuovo PSI).
Gli Stati Uniti sono e restano una grande democrazia fondata sulle
regole, una democrazia che è pronta a farle rispettare appena prende
consapevolezza della loro violazione. Gli Stati Uniti sono una grande democrazia
(Commenti del deputato Maura Cossutta)…
PRESIDENTE. Onorevole Maura Cossutta!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. …che ammette pubblicamente i propri errori e che considera la responsabilità individuale come un principio di civiltà (Commenti del deputato Maura Cossutta).
MARCO RIZZO. Affari di famiglia!
PRESIDENTE. Onorevole Rizzo!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Gli
errori di pochi non possono ricadere su tutti (Applausi dei deputati del
gruppo di Forza Italia).
Il Governo italiano ha condannato con fermezza gli abusi, e nel mio
incontro con il Presidente Bush ho condiviso lo sgomento per questi fatti
e la ferma determinazione nel punire, con severità chi si è
reso responsabile di quei fatti, nonché le misure tempestive ed
adeguate per evitare che episodi del genere possano ripetersi (Commenti
del deputato Russo Spena).
Ma, con altrettanta determinazione, siamo e restiamo al fianco della
più grande democrazia del mondo, che combatte in prima linea il
fanatismo terrorista che, come un cancro, vorrebbe distruggere i principi
della dignità umana (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi
di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani
e dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici,
Repubblicani, Nuovo PSI).
Chi proclama la pace, ma non fa nulla per costruirla, non aiuta la
pace: aiuta i nemici della pace (Applausi dei deputati del gruppo di Forza
Italia). Il terrorismo ha dichiarato guerra alla civiltà fondata
sui diritti umani. Noi ci stiamo difendendo da una guerra che ci è
stata dichiarata, ed avremo bisogno di tempo, di impegno e di saldezza
nei nostri principi.
L’Italia è il sesto paese più industrializzato, la sesta
economia del mondo (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di
sinistra-L’Ulivo e Misto-Comunisti italiani)…
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi…
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. … il terzo contributore dell’Unione europea, il terzo paese per impegno nelle operazioni internazionali di costruzione…
ALFONSO GIANNI. Pure per gli evasori fiscali!
PRESIDENTE. Onorevole Alfonso Gianni, per cortesia, la richiamo all’ordine!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. …della pace (Commenti dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
ALFONSO GIANNI. Ma è un dato statistico!
PRESIDENTE. Onorevole Alfonso Gianni, la richiamo all’ordine per la seconda volta!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. È un paese che, negli ultimi tre anni, ha rappresentato un punto di riferimento importante in Europa e nel mondo (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI – Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo e di Rifondazione comunista). È il paese che ha rafforzato l’Alleanza atlantica con l’accordo tra la NATO e la Federazione russa. È il paese che si è battuto per mantenere, insieme alla Gran Bretagna (Commenti del deputato Alfonso Gianni)…
PRESIDENTE. Onorevole Alfonso Gianni, la richiamo all’ordine: non può interrompere ogni due secondi!
EMERENZIO BARBIERI. Piantala Alfonso Gianni!
PRESIDENTE. Mi scusi, signor Presidente del Consiglio.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Mi
spiace che ci sia questa specie di masochismo nei confronti del nostro
paese (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale,
dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della
Lega Nord Federazione Padana e del gruppo Misto-Liberal-democratici, Repubblicani,
Nuovo PSI – Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo
e di Rifondazione comunista)!
Il nostro è il paese che si è battuto per mantenere,
con la Gran Bretagna di Tony Blair, un solido rapporto tra Europa e Stati
Uniti ed è, nella presente situazione, un paese che si impegna,
e si impegnerà, con tutte le sue forze per sostenere il piano di
pace dell’ONU in Iraq.
Per queste ragioni, per la libertà del popolo iracheno, per
il senso di responsabilità verso la comunità internazionale,
per la costruzione di un futuro di pace per tutti, il Governo non intende
far dimettere l’Italia dalle sue responsabilità e rivendica, con
orgoglio, quanto ha fatto fino ad oggi, come ha riconosciuto, proprio ieri,
il Segretario generale dell’ONU, che ha voluto tributare un pubblico elogio
all’Italia ed nostri soldati di pace (Prolungati applausi dei deputati
dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici
cristiani e dei democratici di centro, della Lega Nord Federazione Padana
e del gruppo Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI – I deputati
dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale si levano in piedi).
In tale situazione, che è certamente nuova e che noi abbiamo
contribuito a costruire, l’Italia resterà in Iraq. Resterà
fedele agli scopi della sua missione militare di pace ed alle sue alleanze,
finché non saranno sconfitte le bande armate che hanno ucciso ventuno
nostri concittadini, diciotto dei quali erano soldati inviati in tale paese
per garantire, con il loro sacrificio ed il loro lavoro, la ricostruzione
del benessere e della libertà degli iracheni e la costruzione, anche
per tutti noi, di un futuro libero dall’intolleranza, dalla sopraffazione
e dal terrorismo (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di
Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici
di centro, della Lega Nord Federazione Padana e del gruppo Misto-Liberal-democratici,
Repubblicani, Nuovo PSI – Commenti dei deputati di Rifondazione comunista).
L’Italia, paese amico del mondo arabo e che lo stesso mondo arabo sa
come sia rispettoso dell’identità e della cultura islamica, resterà
in Iraq finché tale paese non sarà messo in grado di autogovernarsi,
in un quadro di sicurezza e di libertà. L’Italia resterà
in Iraq finché non saranno neutralizzati i banditi che hanno fatto
saltare il quartier generale delle Nazioni Unite, che hanno distrutto a
colpi di bombe il centro direzionale della Croce Rossa, che da oltre un
anno seminano morte e paura tra i civili, che sparano dagli ospedali, coprendosi
dietro i vecchi, i bambini ed i malati (Applausi dei deputati dei gruppi
di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Unione dei democratici cristiani
e dei democratici di centro e della Lega Nord Federazione Padana), e che
hanno ucciso il Presidente del consiglio governativo iracheno, allo scopo
di impedire la transizione all’autogoverno democratico di tale paese e
la tenuta di libere elezioni.
Ritirarsi adesso sarebbe un oltraggio alla memoria dei caduti e al
magnifico, duro lavoro dei nostri militari e del nostro personale civile
(Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale,
dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della
Lega Nord Federazione Padana, del gruppo Misto-Liberal-democratici, Repubblicani,
Nuovo PSI e del deputato Violante).
Ritirarsi adesso vorrebbe dire abbandonare al caos un paese cruciale
del Medio Oriente. Ritirarsi adesso significherebbe condannare ad una prospettiva
infernale di guerra civile 24 milioni di persone. Ritirarsi adesso vorrebbe
dire indebolire l’azione internazionale contro il terrorismo.
È nei momenti difficili, come ho detto all’inizio, che occorre
avere principi saldi. Il Governo italiano tali principi li ha ed è
certo che li ha anche la sua maggioranza in Parlamento. Vi ringrazio (Prolungati
applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale,
dell’Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della
Lega Nord Federazione Padana e del gruppo Misto-Liberal-democratici, Repubblicani,
Nuovo PSI – I deputati del gruppo di Forza Italia e della Lega Nord Federazione
Padana si levano in piedi – Congratulazioni).
PRESIDENTE. Grazie, signor Presidente del Consiglio.
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