In sostanza, Previti corrompeva a nome della Fininvest. La sentenza, emessa il 22 novembre del 2003 dal Tribunale di Milano, ha condannato Cesare Previti a 5 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’accusa aveva chiesto la condanna a 11 anni. Nello stesso processo furono condannati pure a quattro anni l’avvocato Attilio Pacifico e a otto il giudice Renato Squillante. Si era chiuso così il processo di primo grado sul caso Sme, un dibattimento durato 3 anni e 8 mesi e che ha segnato la seconda condanna per corruzione a Cesare Previti (l’altra era arrivata ad aprile e riguardava il processo Imi-Sir).
Il giudice Luisa Ponti nel leggere le motivazioni della sentenza
aveva sottolineato come «la corruzione di un magistrato, che per
denaro o per altra utilitá sottomette il proprio dovere di imparzialitá
e terzietá agli interessi di parte che agitano i piano processuale,
è devastante, inoltre per lo stesso sistema democratico stabilito,
in cui il valore essenziale della giurisdizione è proprio quello
della autonomia e imparzialitá del giudice».
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