Con l’assoluzione niente appello:Berlusconi
«La sinistra mi insulta, non ci dialogo»

 Continua lo sproloquio di Silvio Berlusconi in vista delle elezioni europee. E per essere sicuro di non lasciare nulla in giro, il presidente del Consiglio parla di tutti i temi caldi, anche di quelli meno trattati, pur di occupare minuti a «Radio Anch’io». Così il premier parla di pensioni, elezioni, tasse, di Irap, dialogo politico con le opposizioni, destra in Europa, viabilità, catene delle automobili e patente a punti, bond argentini, Giustizia, di sgravi alle imprese, si paragona alla Thatcher e infine dice che per completare quello che ha in mente per l’Italia ha bisogno di un’altra legislatura.

«Per quanto riguarda le pensioni porteremo la nostra proposta in Parlamento e siamo aperti a miglioramenti», afferma il presidente del Consiglio, senza pensare alle parti sociali e allo sciopero nazionale del 26 gennaio. Anche per quanto riguarda le riforme istituzionali Berlusconi ha detto che, pur essendo aperta al dialogo, «la maggioranza è decisissima a portare avanti il suo progetto di legge e decisissima ad approvarla in Parlamento con la propria ampia maggioranza». Quindi un dialogo solo di facciata, come le aperture ai sindacati.

Non è da meno il premier, quando deve liquidare l’opposizione. «Per dialogare bisogna essere in due: e a leggere le dichiarazioni dei cosiddetti leader della sinistra c’è da stropicciarsi gli occhi per i continui insulti nei miei confronti», ha detto il presidente del Consiglio, piccato che non ci sia dialogo tra la sinistra e «chi, come me, non ha mai espresso un giudizio insultante e l’opposizione», non ricordando i suoi “Kapò” ed epiteti come “non appartenenti alla razza umana” distribuiti in giro.

Del resto, tutto è disinformazione contro di lui, che possiede direttamente o indirettamente il 90% dell’informazione italiana. Sì, perché a ben vedere, «28 milioni e 622 mila italiani pagano meno tasse», ha precisato il premier facendo riferimento a quanto il governo ha fatto per i meno abbienti, non solo con la riduzione delle tasse ma anche con l’aumento delle pensioni minime. E ora il governo pensa a ridurre le tasse alle imprese, solo però con l’obiettivo di rilanciare l’economia. Ma i media (come la magistratura, la polizia, i revisori di conti e i controllori delle squadre di calcio, per non parlare dei comunisti, infilati in ogni rotella dello Stato) sono contro di lui, purtroppo. «Io non mi correggo mai. È la sinistra che mi attribuisce cose che non ho detto. E questo è avallato dalla linea editoriale dei maggiori quotidiani che dicono “il presidente del Consiglio fa marcia indietro”».

E sì, perché «spira in Europa un forte vento di Destra», dice il premier, forse alludendo al leader di estrema destra Haider, che ha vinto in una regione in Austria. In Grecia, Germania e Spagna, «questo è il vento che spira, questo è il vento che spirerà anche qui e gonfierà le vele del centrodestra», afferma soddisfatto il presidente del Consiglio. Il premier non può nascondere “alcune” difficoltà, ma le attribuisce al fatto che, «come capita a tutti i governi», quando si governa «non si può accontentare tutti» e qui cita, come esempio, il provvedimento sulle discoteche, con la chiusura anticipata. «se il 76% è favorevole – afferma – il 24% è contrario. E questo 24% è fatto di giovani che votano e che sentono la decisione come una limitazione».

Invece, ci pensa lui all’Italia. «Esattamente come la Thatcher», tratteggia il suo comportamento nel campo delle riforme. E il governo «è decisissimo a portarle avanti. Presenteremo comunque le nostre proposte in Parlamento e lì ci dichiariamo disponibili a eventuali miglioramenti. cosa che, finora, non mi pare sia avvenuta». Tanto, non c’è problema, perché «siamo consapevoli di avere una grande maggioranza», si compiace il premier.

Ma il governo non pensa solo alle tasse e alle riforme, pensa anche al bene dei cittadini. Perciò il premier, parlando del maltempo, dei disastri successi a causa del maltempo, ha avuto un’idea. «Per ora è solo un’idea», si schernisce il presidente. E poi, oltre a citare «un nuovo sistema di “allertamento” in caso di condizioni meteorologiche avverse», il premier ipotizza, per chi viaggia senza catene, laddove il loro uso è obbligatorio, una perdita di punti dalla patente.
Ma pensa a tutto, il presidente degli italiani. «Stiamo lavorando, con la diplomazia, per una nuova soluzione, perché quella loro non è accettabile» annuncia a proposito della vicenda dei bond argentini. «Il governo italiano – afferma ancora – è impegnato a far sì che il governo argentino si assuma la responsabilità di restituire una percentuale importante».

Agli italiani, il premier pensa davvero, tanto che a moltissimi dà di che mangiare. Anche indirettamente, perché «c’è un esercito di gente che spendendo decine di miliardi cerca di lavorare non per fare giustizia, ma solo per usare la giustizia contro chi è stato eletto democraticamente dai cittadini a un ruolo di grande responsabilità nell’interesse non solo dei cittadini che lo hanno eletto ma di tutti», ha affermato. Purtroppo, «questo è veramente deprimente. Ed è difficile vincere questa depressione. – ha detto sconsolato il premier – Ma io riesco a vincerla e a lavorare lo stesso con serenità».

Per quanto riguarda la giustizia, «vogliamo abolire l’appello da parte delle procure, in modo che un cittadino che sia assolto in primo grado non debba poi ritrovarsi ad affrontare nuovi processi in secondo grado o in Cassazione e non ci sia ostinazione da parte delle procure nei suoi confronti. Questo avviene nelle principali democrazie, per esempio negli Usa» ha affermato il presidente del Consiglio.

Comunque, gli italiani possono star sicuri. «Non lasceremo l’opera a metà, ci ritireremo quando l’opera sarà completata e quindi è probabile che dopo questa legislatura sarà necessario il lavoro di un’altra legislatura», ha affermato il presidente del Consiglio. «Per il futuro vedremo – ha detto ancora -. Ricordo che sono “immortale”, come ha detto il sindaco di Catania, che non vedo da tanto tempo perché non sono in cura da lui, anzi le sue cure mi mancano». E per concludere, fa un’altra promessa: «Garantisco che Forza Italia continuerà anche con me per tanti anni, e soprattutto per il tempo necessario a fare quel cambiamento del paese per il quale siamo scesi in campo».