Cosa succederebbe, in Inghilterra, se Tony Blair denunciasse
pubblicamente l’esistenza di anziani mandati appositamente
dai suoi avversari politici a denigrare il governo
su tram e autobus?
Sicuramente il giorno dopo, sulla stampa popolare
britannica, le foto del premier sarebbero accompagnate da commenti del
tipo: quest’uomo è fuori di testa.
E se a Parigi, De Villepin andasse in giro a lamentarsi
perché gli esponenti dell’opposizione quando lo incontrano si
girano dall’altra parte?
I giornali francesi non avrebbero il diritto di avanzare
seri dubbi sull’equilibrio mentale del primo ministro? E di ridergli appresso?
Qui da noi, a parte qualche rara eccezione, sullo
show psichedelico di Silvio Berlusconi all’hotel Marriott di Milano i quotidiani
titolano con la placida normalità di chi registra nebbia in val
Padana.
Dei bei virgolettoni dentro cui spalmare a sette colonne
l’affermazione:
«Democrazia a rischio con la sinistra. Hanno
i simboli del terrorismo e delle tirannia sovietica».
Come se fosse la cosa più naturale del mondo
accusare i leader dell’Unione di essere, di fatto, complici di Bin Laden
e delle
Br, oltre che eredi del torturatore Beria.
Che la stampa (non parliamo dei tg) non abbia neppure
la forza di notare la palese assurdità e pericolosità delle
cose
che il presidente del Consiglio va dicendo in giro
può dimostrare due cose.
O lo stato catatonico in cui versa l’informazione
in Italia. O quella sorta di rassegnazione che si prova di fronte alle
escandescenze di chi è ormai considerato definitivamente fuori controllo.
![]() |