Sconfitto dagli elettori, Berlusconi non intende
mollare palazzo Chigi e chiede l’annullamento del risultato. Ma quello
stesso voto sul quale egli lancia a vanvera accuse irresponsabili di brogli
è stato giudicato corretto e regolare prima dal suo ministro dell’Interno
e poi dal presidente della Repubblica. Siamo di fronte a un fatto gravissimo
e senza precedenti in qualunque paese democratico dove non si è
mai visto un presidente del Consiglio che si rifiuta di accettare il responso
delle urne. Berlusconi non vuole aspettare la decisione della Corte di
Cassazione a cui la legge affida la convalida delle elezioni perché
sa benissimo che la ratifica ci sarà visto lo scarso numero di schede
contestate. E allora l’ex premier pretende una sua commissione di verifica
del voto per la cui immediata istituzione ha già pronto un decreto
sotto il quale pretenderebbe la firma di Ciampi. È inutile dire
quale risposta ha ricevuto dal Quirinale ma ciò evidentemente non
lo ha fermato. Annunciando, ieri sera, che il voto «deve cambiare»
Berlusconi cerca adesso in maniera scoperta di far salire la tensione nel
paese fomentando il sospetto di uno scippo perpetrato dalla sinistra ai
danni del suo elettorato. Di fronte al carattere eversivo di questa mossa
disperata occorre tenere i nervi saldi mantenendo la piena fiducia nelle
istituzioni. Ma è anche necessario chiudere rapidamente anche quest’ultima
incredibile pagina antidemocratica accelerando il passaggio di poteri al
governo Prodi. È un appello che rivolgiamo al Capo dello Stato e
alle forze responsabili del centrodestra. Ora basta. Berlusconi deve andarsene
a casa.
| «Tanti
brogli, il risultato deve cambiare» Berlusconi all’attacco: «Irregolarità
unidirezionali, l’ho riferito a Ciampi». E poi l’appello: «Le
Corti d’Appello siano imparziali»
Silvio Berlusconi (Lapresse) «Tanti brogli, il risultato deve cambiare» Berlusconi all’attacco: «Irregolarità unidirezionali, l’ho riferito a Ciampi». E poi l’appello: «Le Corti d’Appello siano imparziali» Silvio Berlusconi (Lapresse) ROMA 12 aprile 2006- «Brogli a non finire», «brogli unidirezionali», «in diversi posti e in tutta Italia». Tutti a danno della Cdl. Con decisione, Silvio Berlusconi continua a contestare la legittimità della vittoria dell’Unione e per la prima volta parla apertamente di «irregolarità» nel voto del 9 e 10 aprile pronosticando che cambierà il risultato, «deve cambiare». Il premier riferisce di informazioni «precise» che gli vengono dai «nostri coordinatori di Forza Italia e degli altri partiti». Un affondo quello del Cavaliere che arriva dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Ciampi. Un’ora e un quarto al Quirinale che Berlusconi giudica estremamente positivo: «Tutto bene». E rivolto ai cronisti poi regala una battuta ironica: «Pensavate forse di esservi liberati di me?». LA DENUNCIA – Ma è sul riconteggio dei voti
che Berlusconi si dice estremamente fiducioso: «Tante novità,
ci sono tanti brogli». I voti contestati «non sono distribuiti
equamente, ma sono unidirezionali. Ne stanno venendo fuori di tutti i colori».
Il premier chiarisce di «averne parlato con il capo dello Stato».
Poi a notte inoltrata ecco l’appello ai magistrati che dovranno esaminare
i verbali: «Le Corti d’Appello siano imparziali e serene».
LA LEGA COL PREMIER – Il ministro Maroni condivide la parole di Berlusconi sui presunti brogli: «Il risultato può cambiare. Sono convinto che sia una cosa verosimile». Mentre Calderoli prende di mira il Quirinale: «È tempo che Ciampi dimostri che è il presidente di tutti e non di un regime». Tra gli alleati, Fini e Casini si segnalano invece per il silenzio. LA GRANDE COALIZIONE – Oltre alla denuncia elettorale, Berlusconi torna sull’ipotesi di grande coalizione. «Ieri ho fatto un’apertura – aggiunge – e mi è stata data la risposta che conoscete». E il no di Prodi alla sua proposta? «Non parlo degli altri, parliamo di cose serie, dei risultati elettorali». |
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