2. Abbiamo indicato la necessità di un impegno comune per interventi che restituiscano efficacia e funzionalità alla giurisdizione, fornendo il nostro contributo attraverso la elaborazione di proposte concrete, con l’esclusivo obiettivo di una efficace tutela dei diritti dei cittadini, attuata, secondo la promessa costituzionale, in tempi ragionevoli.
3. Alcuni degli interventi del Governo in materia di
giustizia, attuati anche con provvedimenti di urgenza, contengono disposizioni
che appaiono, tuttavia, di segno contrario.
In particolare, la generalizzata sospensione dei processi
in corso per fatti puniti con pena inferiore ai dieci anni e commessi prima
del giugno 2002, oltre a ledere i diritti delle parte lese e a creare ingiustificate
disparità di trattamento, comporterà gravissime disfunzioni
del processo penale.
Inoltre, alcune disposizioni contenute nel disegno
di legge in materia di intercettazioni ridurrebbero drasticamente l’efficacia
dell’azione di contrasto alla illegalità.
Nello stesso tempo il Governo è intervenuto,
ancora una volta con il ricorso alla decretazione di urgenza, riducendo
drasticamente le risorse destinate al settore della giustizia, con una
diminuzione degli stanziamenti fino al 40% e il blocco delle assunzioni
del personale amministrativo.
E’ stata, poi, introdotta una disposizione, con l’art.69
del d.l. n.112, che prevede un intervento peggiorativo senza precedenti
sulla struttura del trattamento retributivo dei magistrati che indurrà
l’ulteriore svilimento della funzione giudiziaria.
La dichiarazione di esponenti dell’Esecutivo di voler
circoscrivere le conseguenze negative della norma non fa venire meno la
preoccupazione per l’ennesimo intervento di riduzione del trattamento retributivo
dei magistrati e la necessità di denuncia della complessiva situazione
estremamente penalizzante per la dignità del lavoro dei magistrati.
L’Associazione Nazionale Magistrati chiede, perciò,
che sia cancellata la disposizione dell’articolo 69 e che sia prima di
tutto ripristinato il normale trattamento economico dei magistrati.
4. Occorre, perciò, proclamare lo stato di agitazione della categoria con la convocazione permanente del CDC per seguire costantemente gli sviluppi degli interventi sul sistema retributivo.
5. La gravissima situazione di disfunzione degli uffici giudiziari e di disagio dei magistrati che vi lavorano impone un incisivo impegno di denuncia e di protesta. A questo scopo l’associazione delibera di adottare iniziative dirette a rappresentare all’opinione pubblica la grave situazione in cui versa la giurisdizione e a ribadire le proposte capaci di dare risposte ai bisogni di giustizia.
APPROVA
L’operato della GEC
DELIBERA
La convocazione permanente del CDC
PROCLAMA
lo stato di agitazione, riservando l’adozione di ogni
misura di protesta, alla luce della evoluzione del quadro normativo.
Delega alla Giunta l’adozione delle iniziative di denuncia
e di protesta sulla situazione degli uffici giudiziari da realizzare
con il pieno coinvolgimento e interessamento delle
Sezioni locali.
Roma, 5 luglio 2008 Approvato a maggioranza dal Comitato
Direttivo Centrale
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