PER COSTRUIRE LA PARTECIPAZIONE
SICILIANA ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA
NOBUSHNOWAR!
Giovedi’ 24 Maggio ore 17:00 Presso il Centro Sociale
ExKarcere Via mongitore 77 – Palermo
Il presidente Usa, George Bush verrà
in Italia il 9 giugno, su invito del governo Prodi per ribadire in questo modo
la convinta alleanza militare e politica dell’Italia con gli Stati Uniti. Oggi il presidente Bush ha contro la maggioranza
del popolo degli Stati Uniti ma mantiene l’appoggio delle lobbies militari,
petrolifere e dell’industria delle armi. Bush è l’estremo interprete
della volontà di egemonia mondiale delle classi dominanti statunitensi,
volontà che porta da decenni gli USA, indipendentemente dall’alternanza
dei governi, ad intervenire militarmente ovunque, con truppe, colpi
di stato, stragi e attentati. Questa volontà di dominio, che fa della guerra
una vera e propria strategia politica con la capacità di esportare
conflitti dall’Africa all’Asia, dall’America latina alla stessa Europa
(Balcani), produce sudditanza politica e culturale. In Italia la destra considera Bush il proprio punto
di riferimento ma anche il governo Prodi, eletto grazie anche ai voti del
movimento no-war “senza se e senza ma”, è orgoglioso dell’alleanza
con tale amministrazione e si prepara a ricevere in pompa magna il presidente
Usa a Roma. Questa subordinazione caratterizza anche l’organica
politica di intervento militare che il governo Prodi sta praticando, sia
pure nella versione “multilaterale”, cioè “concertata” con le altre
potenze. Un’internità alla logica della guerra che spinge a mantenere
le truppe in Afghanistan, che ha aumentato vistosamente le spese
militari (+13% nella Finanziaria), che vuole imporre a popolazioni unite
nell’opposizione, nuove basi militari come a Vicenza , o l’allargamento
della base di Sigonella che devasterà il territorio di
Lentini che partecipa alla costruzione di micidiali armi come l’aereo da
guerra F35 o lo Scudo missilistico, e conserva le bombe atomiche disseminate
nel nostro territorio, come a Ghedi e Aviano). E’ questa subordinazione, politica e culturale, che
ha abbandonato una delle esperienza più limpide del pacifismo italiano,
quella di Emergency, tradita e sacrificata al governo Kharzai e ai suoi
servizi segreti che detengono illecitamente Rahmatullah Hanefi. Ma la guerra è guerra indipendentemente dalle
bandiere usate per condurla e va ripudiata, come il militarismo governativo,
che ha riconfermato o promosso le missioni belliche.
Per questo, come tanti e tante in tutto il pianeta
e in mille forme, ci prepariamo ad accogliere Bush come si accoglie
un vero e proprio guerrafondaio.
Lo facciamo per i torturati di
Guantanamo, per i bruciati vivi di Falluja, per i deportati, per quelli
rinchiusi nei campi di concentramento in mezzo mondo. Ma lo facciamo anche per dire che esiste un’altra
Italia. Un’Italia che vive già in un altro mondo possibile
e concreto. E’ quella dei movimenti che si battono contro
le basi militari, contro la devastazione ambientale, per i diritti sociali,
contro i cpt. Che si batte contro la privatizzazione dell’acqua e la rapina
dei beni comuni, contro le spese militari e il riarmo globale.
Il 9 giugno quindi è un giorno importante per
la ripresa del cammino del movimento no war nel nostro paese. Vogliamo il ritiro delle truppe italiane da tutti
i fronti di guerra, Afghanistan in primis, la chiusura delle basi militari
USA e NATO, la restituzione di quei luoghi alle popolazioni per usi civili,
per giungere all’uscita dell’Italia dalle alleanze militari. Esigiamo la rimozione dal territorio nazionale degli
ordigni nucleari e delle armi di distruzione di massa. Diciamo basta alle spese militari,
rifiutando lo Scudo missilistico e i nuovi aerei da guerra, affinchè
le decine di miliardi di euro vengano usati per la scuola e la sanità
pubblica, per i servizi sociali, per il miglioramento ambientale, per il
lavoro e il sistema previdenziale pubblico. Pretendiamo che il governo
Prodi ottenga l’immediata liberazione di Hanefi
e restituisca ad Emergency il suo ruolo meritorio in Afghanistan. Proponiamo che la mobilitazione
del movimento no-war – che ha già tre tappe importanti: la manifestazione
contro la progettata base militare a Novara il 19 maggio oltre a quelle
di Aviano e Sigonella; le Carovane contro la guerra, che arriveranno a
Roma il 2 giugno per protestare contro la parata militare sui Fori Imperiali;
la mobilitazione europea contro il G8 di Rostock-Heiligendamm – culmini
il 9 giugno una grande mobilitazione popolare a Roma che faccia sentire
a Bush e Prodi l’avversione nei confronti delle guerre e delle corse agli
armamenti, che dichiari il Presidente USA ospite non gradito e faccia
sentire a Prodi il ripudio della guerra e del militarismo. Così
come recita l’articolo 11 della Costituzione.
Network Antagonista Palermitano
(CSOA ExKarcere,
Spazio CUA lettere, Collettivo Universitario Autonomo, Precari dello Spettacolo). www.ecn.org/excarcere
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