| Si tratta di un intervento di cui non si comprendono le finalità e che aggrava la già difficile situazione del processo penale. |
Il Presidente Luca Palamara
Il Segretario Giuseppe Cascini
| Più di 100 mila i processi
sospesi
Saranno «almeno 100mila» i processi che dovranno essere sospesi per un anno una volta che diventerà legge l’emendamento al dl sicurezza approvato oggi in Senato. È l’Associazione nazionale magistrati a fornire le cifre delle ricadute della norma che sospende i provvedimenti per alcune tipologie di reato commesse prima del 30 giugno 2002. Un impatto, avverte il segretario, Giuseppe Cascini, che rischia di creare «un caos senza precedenti» negli uffici giudiziari, mettendo «in ginocchio» il sistema giustizia. I vertici dell’Anm ci tengono a precisare che le loro non sono «interferenze» nei lavori del Parlamento, ma «osservazioni per assicurare il funzionamento del processo, che è il nostro unico obiettivo». Ma proprio ai legislatori chiedono di fare «attenzione»: «La politica si fermi – è l’appello di Cascini, affiancato durante la conferenza stampa dall’intera giunta del sindacato delle toghe – non imbocchi la strada del conflitto e dell’invettiva. La giustizia ha bisogno di confronto sui diritti che riguardano i cittadini». «Riteniamo indispensabile far sentire la nostra voce – afferma il presidente dell’Anm Luca Palamara -. Il nostro unico obiettivo è che la giustizia funzioni. L’Anm non pone veti, ma ritiene di dover sottolineare gli impatti che le riforme hanno sul sistema». Impatti che sarebbe stato «dovere» del ministro della Giustizia riferire in Parlamento, fa eco il vicepresidente Gioacchino Natoli. Lo stop arriverà per quasi tutti per reati di «maggiore allarme sociale», dai sequestri agli stupri, alle rapine, al traffico di rifiuti, all’immigrazione clandestina, per citarne solo alcuni. Per tutti sarà «obbligatoria» la sospensione di un anno una volta che sarà entrata in vigore la norma sospendi-processi, approvata in prima battuta al Senato nell’ambito del dl sicurezza. L’elenco lo diffonde l’Anm per dare l’idea dell’impatto che la decisione avrà. Elenca il “sindacato delle toghe”: si dovranno fermare
i processi per sequestri di persona, rapine, furti, associazioni a delinquere,
stupri e
Il 90% dei reati, ricorda l’Anm, è punito con pene inferiori a 10 anni e rientra quindi nei casi di sospensione. Compresi quelli di microcriminalità e di «maggiore allarme sociale». «Cosa dovremmo dire – chiede il segretario Giuseppe Cascini – ai genitori o alle vittime di uno stupro? Tornate tra un anno, non c’è urgenza… Mi chiedo: qual è invece la fretta di introdurre una disposizione che mette in ginocchio la giustizia, non se ne può parlare pacatamente, anzichè intervenire in modo affrettato e spericolato?». Gli uffici, soprattutto le cancellerie, saranno «costretti per un anno a smistare processi e a comunicare l’avvenuta sospensione»: «Nei fatti è ai limiti dell’impossibile» celebrare altri processi rispetto a quelli già fissati e che dovranno essere sospesi, avverte il vicepresidente Gioacchino Natoli. «Sarebbe necessaria, almeno, una task force straordinaria di 10-15 mila addetti in più negli uffici giudiziari per raggiungere l’obiettivo che ci si prefigge». |
| Associazione Nazionale Magistrati
Roma, 17 giugno 2008
SULLE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
In una lettera indirizzata al Presidente del Senato,
il Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi,
Purtroppo è già accaduto in passato. Ma non è possibile assuefarsi. Questi comportamenti rischiano infatti di minare alla
radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere
Il Presidente Luca Palamara
|
![]() |