Ambiente: Sicilia 400 morti all’anno per Amianto; 36000 domande di risarcimento.
L’Amianto è bandito dal 1992, e la sua tremenda scia di morti continua ad allargarsi
e continuerà ancor di più nei prossimi anni,  i danni di questo minerale “Killer” si manifestano dopo 20 e più anni.

400 casi mortali all’anno, accertati di cancro alla pleura, di cui è ormai risaputo, l’amianto è unico responsabile,
per non parlare di tutti gli altri tumori e malattie da esso provocati. 36000 domande di risarcimento solo di alcune categorie
di lavoratori che sono stati a contatto con l’amianto, se aggiungessimo i loro nuclei familiari certamente esposti, questa cifra
si moltiplicherebbe di molto, per non parlare di chi si è ammalato e si ammalerà di questo terribile “male” solo respirando
le sue particelle insieme alle polveri. Tuttavia in questi anni si è fatto ben poco per smantellare le tettoie di eternit e quanto altro (vasche, ecc…) per contenerne l’espansione nell’aria. Chi di dovere non controlla, ed inoltre non avendo nessun sito
dove portare questi materiali vengono disseminati nelle zone periferiche, con il rischio che ne consegue. Biancavilla in questo panorama, assume anche un aspetto particolare. Qui, l’amianto (oltre alla vasche, alle tettoie ormai abbandonate) si è trovato in “NATURA” tra le roccie laviche che venivano stritolate in una cava, per utilizzarle come materiale per l’edilizia.
Così negli anni tutte le abitazioni e le strade sono state costruite con questo materiale (contaminato d’amianto) fornito dalla cava.
Quando fu scoperto nel 94’ ci attivammo affinché venisse incluso come sito da bonificare, e qualche anno dopo previo
i dovuti accertamenti fu stilato un progetto di bonifica da parti del Ministero diviso in tre fasi:

1) La bitumazione della strade periferiche (tutte in terra battuta) per abbattere il sollevamento di polveri pericolose;
2) L’esproprio del territorio della cava e limitrofo per bonificarlo;
3) Incentivi per rifare con speciali vernici le facciate delle abitazioni.

Di questi punti solo il primo fu fatto con celerità, ed in pochi mesi le rilevazioni si abbassarono notevolmente.
Ma purtroppo la nuova amministrazione abbassò anche la guardia per cui in questi ultimi anni la “bonifica” si è quasi fermata. Nel frattempo sono aumentati i casi di tumori alle pleura (purtroppo mortali, fino ad oggi circa 100).
Ma un fatto nuovo ci porta delle apprensioni, durante i lavori per le strade era stato deciso (dal ministero) di scaricare
il materiale di risulta all’interno della cava con l’assicurazione che finiti i lavoro sarebbe stata chiusa e bonificata,
di fatto si chiusa la “discarica” ricoprendo il materiale contaminato con della sabbia non contaminata per evitare che
si disperdessero polveri pericolose. Oggi con la riprese dei lavori della FCE e le gallerie attigue che si devono completare,
pare che è stata autorizzata a scaricare materiale all’interno della suddetta “cava”. Ebbene dovremmo preoccuparci,
visto la volontà politica degli ultimi anni che vorrebbe trasformare la “Valle del Simeto” in una pattumiera, costruendo
un inceneritore di rifiuti a Paternò, da un lato, ed una discarica di rifiuti speciali e speciali pericolosi, ad Adrano,
dall’altra parte, nulla vieta, a queste “grandi uomini” che ci amministrano, di autorizzare che a Biancavilla, rimanga aperta
la “cava” e si possa utilizzare come discarica di materiale contaminato da amianto e simili. Dovremmo essere attenti
che ciò non avvenga. Un altra raccomandazione vorrei lanciare alle autorità, affinché si facessero dei test sanitari,
a tutte le persone a rischio (soprattutto per fasce di età) per prevenire ed aiutare quanti venissero colpiti da questo
“terribile male”. Invito, quindi quel comitato per la salute che si era costituito, a riattivarsi ad essere presente
a non accettare supinamente le scelte che ricadono sulla nostra salute e quella dei nostri figli,
ma essere partecipi e coscienti dei rischi a cui andiamo incontro.

Questo nel blog ETNAROSSA 3 anni fà. La bonifica totale è ancora in corso.
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