400 casi mortali all’anno, accertati
di cancro alla pleura, di cui è ormai risaputo, l’amianto è
unico responsabile,
per non parlare di tutti gli
altri tumori e malattie da esso provocati. 36000 domande di risarcimento
solo di alcune categorie
di lavoratori che sono stati
a contatto con l’amianto, se aggiungessimo i loro nuclei familiari certamente
esposti, questa cifra
si moltiplicherebbe di molto,
per non parlare di chi si è ammalato e si ammalerà di questo
terribile “male” solo respirando
le sue particelle insieme alle
polveri. Tuttavia in questi anni si è fatto ben poco per smantellare
le tettoie di eternit e quanto altro (vasche, ecc…) per contenerne l’espansione
nell’aria. Chi di dovere non controlla, ed inoltre non avendo nessun sito
dove portare questi materiali
vengono disseminati nelle zone periferiche, con il rischio che ne consegue.
Biancavilla in questo panorama, assume anche un aspetto particolare. Qui,
l’amianto (oltre alla vasche, alle tettoie ormai abbandonate) si è
trovato in “NATURA” tra le roccie laviche che venivano stritolate in una
cava, per utilizzarle come materiale per l’edilizia.
Così negli anni tutte
le abitazioni e le strade sono state costruite con questo materiale (contaminato
d’amianto) fornito dalla cava.
Quando fu scoperto nel 94’ ci
attivammo affinché venisse incluso come sito da bonificare, e qualche
anno dopo previo
i dovuti accertamenti fu stilato
un progetto di bonifica da parti del Ministero diviso in tre fasi:
1) La bitumazione della strade
periferiche (tutte in terra battuta) per abbattere il sollevamento di polveri
pericolose;
2) L’esproprio del territorio
della cava e limitrofo per bonificarlo;
3) Incentivi per rifare con
speciali vernici le facciate delle abitazioni.
Di questi punti solo il primo
fu fatto con celerità, ed in pochi mesi le rilevazioni si abbassarono
notevolmente.
Ma purtroppo la nuova amministrazione
abbassò anche la guardia per cui in questi ultimi anni la “bonifica”
si è quasi fermata. Nel frattempo sono aumentati i casi di tumori
alle pleura (purtroppo mortali, fino ad oggi circa 100).
Ma un fatto nuovo ci porta delle
apprensioni, durante i lavori per le strade era stato deciso (dal ministero)
di scaricare
il materiale di risulta all’interno
della cava con l’assicurazione che finiti i lavoro sarebbe stata chiusa
e bonificata,
di fatto si chiusa la “discarica”
ricoprendo il materiale contaminato con della sabbia non contaminata per
evitare che
si disperdessero polveri pericolose.
Oggi con la riprese dei lavori della FCE e le gallerie attigue che si devono
completare,
pare che è stata autorizzata
a scaricare materiale all’interno della suddetta “cava”. Ebbene dovremmo
preoccuparci,
visto la volontà politica
degli ultimi anni che vorrebbe trasformare la “Valle del Simeto” in una
pattumiera, costruendo
un inceneritore di rifiuti a
Paternò, da un lato, ed una discarica di rifiuti speciali e speciali
pericolosi, ad Adrano,
dall’altra parte, nulla vieta,
a queste “grandi uomini” che ci amministrano, di autorizzare che a Biancavilla,
rimanga aperta
la “cava” e si possa utilizzare
come discarica di materiale contaminato da amianto e simili. Dovremmo essere
attenti
che ciò non avvenga.
Un altra raccomandazione vorrei lanciare alle autorità, affinché
si facessero dei test sanitari,
a tutte le persone a rischio
(soprattutto per fasce di età) per prevenire ed aiutare quanti venissero
colpiti da questo
“terribile male”. Invito, quindi
quel comitato per la salute che si era costituito, a riattivarsi ad essere
presente
a non accettare supinamente
le scelte che ricadono sulla nostra salute e quella dei nostri figli,
ma essere partecipi e coscienti
dei rischi a cui andiamo incontro.
Questo nel blog ETNAROSSA 3 anni
fà. La bonifica totale è ancora in corso.
http://etnarossa.splinder.com/
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