America : un paese ogni giorno più povero


di  Bianca Cerri 19 Dec 2003
 Prima ancora che il buio della notte si diradi, le prime teste ancora assonnate iniziano ad emergere dalle coperte di fortuna adagiate sul marciapiedi, dove i senza casa di New York si accampano coprendosi come meglio possono per sfuggire ai primi freddi dell’inverno. Comincia una nuova giornata e i nuovi poveri si disperdono nel caos urbano, dove riescono a nascondere fame e bisogno, rendendoli invisibili alla luce del sole.

A volte, si tratta di intere famiglie impoverite che non sono riuscite a pagare l’affitto e sono state gettate nella strada. Si mescolano a vagabondi e drogati davanti alle Rescue Missions per bere qualcosa di caldo, poi alcuni si dirigono al lavoro di fattorino, commesso, lavapiatti o operaio di imprese di polizia.

E’ un esercito di lavoratori che vive di quello che passano le mense della carità, dove hanno dovuto sistemare anche dei seggioloni perchè portano con sè spesso anche bambini piccolissimi. I nuovi poveri hanno fatto definitivamente crollare il mito dell’America opulenta, spazzando via anche la convinzione che per vivere basti lavorare.

Oggi, nella sola New York, gli abitanti che vivono nella più assoluta indigenza sono oltre due milioni e la loro realtà è spesso sconosciuta. Molti hanno un posto di lavoro nelle imprese di pulizia che li mandano a pulire gli uffici nei grattacieli dei ricchi, di quella classe privilegiata che, ancora una volta, deve il proprio decoro al lavoro di chi non ha nulla e deve scegliere tra sfamarsi e pagare l’affitto.

I candidati alle elezioni presideniali del novembre 2004 dovrebbero provare a conoscere la loro precarietà e vivere almeno un giorno senza i soldi per comprare del cibo ma obbligati a lavorare per non finire in mezzo alla strada come è già accaduto a molti. Sapendo che la vecchiaia sarà dura perchè, per i lavoratori umili e precari non esiste assistenza medica e pensione.

I candidati tesi verso la meta della Casa Bianca parlano di un nuovo boom economico e di aumento dell’occupazione ma molti sono costretti ad accettare i lavori che nessuno vuole in cambio di un salario che a malapena basta per pagare l’affitto. Nonostante la loro buona volontà, i lavoratori precari degli Stati Uniti guadagnano circa il 60% di un europeo e questo basterebbe già a smentire pienamente il mito della ricca America.

Circa 40 anni fa, operai e commessi riuscivano ad assicurarsi un’esistenza modesta ma decorosa con il lavoro ma oggi la povertà non è più un’esclusiva delle periferie malfamate, è arrivata nelle grandi città. Chi paga un mutuo o l’affitto ed ha una famiglia non riesce a farcela e non ha nessuna speranza di migliorare le proprie condizioni.

Soprattutto, a nessuno importa di quanto accade a un lavapiatti o a una cameriera, il resto della gente si limita a guardare da un’altra parte. Per chi ha tutto, è sempre “qualcuno” ad aver lavato i pavimenti o ad aver riempito gli scaffali e, se ha fame, un altro “qualcuno” lo sfamerà.

Alcuni dati in dettaglio:

* L’85% delle Agenzie Cattoliche che assistono i poveri a New York si aspetta un aumento delle richieste di assistenza. Nei giorni di Natale e
di Capodanno, soprattutto.
* La Food Bank di Boston è assediata dalle richieste di aiuto.
* A Chicago, la Greater Chicago Food Repository ha distribuito tonnellate di generi alimentari ai poveri.
* Stati come il Delaware, dove la povertà era quasi assente, registrano oggi quasi il 10% della popolazione in difficoltà.
* L’emergenza alimentare riguarda anche metropoli come Houston. In Florida, paradiso per pensionati miliardari, il 13% circa degli abitanti vive al di sotto della soglia di povertà. Questo nonostante la località di Indian River sia considerata la città più ricca d’America.
* Il governo federale ha fissato a 18.310 dollari la cifra minima per sopravvivere ma spesso lavorando si guadagna molto meno.
* Il Census Bureau ha registrato che almeno il 43% della madri nubili con un figlio a carico vive al di sotto della soglia di povertà.
* Un’indagine della Southern University denuncia la crescita di occupazione sottopagata negli Stati della cintura del cotone.
* La richiesta di assistenza ai senza casa è aumentata in molte città sino al 18%.
* In Ohio, la fame ha raggiunto proporzioni epidemiche. Almeno 500 famiglie ricevono cibo dalla Smith Chapel, una chiesa metodista.
* Sono milioni i bambini e gli adolescenti americani che soffrono la fame. Vivono in famiglie dove il disagio economico ha già compromesso la sanità fisica e mentale degli adulti. Nel 2002, il numero di minori che hanno ricevuto cibo dalla pubblica assistenza ammontava a 16 milioni. La Food Bank della Lousiana ha registrato che almeno il 23% dei minori residenti nello Stato era ipo-nutrita.
* In Montana, il 14% dei minori vive al di sotto della soglia di povertà. 64.000 persone non hanno cibo a sufficienza.
* Il 10% delle persone anziane in Oklahoma non ha mezzi di sussistenza. Le mense dei poveri danno cibo a circa 85.000 persone ogni giorno.
*Almeno il 15% della popolazione di New York è povera. Lo riporta la Second Harvest of America.  I minori senza mezzi sfiorano il 16%. La Cisco Systems che si pregia di aiutare i poveri, lo fa contribuendo con poche migliaia di lire. A Bush ha invece donato oltre tre milioni di dollari per la campagna elettorale. In un appello, il presidente ha pregato i cittadini abbienti di fare la carità ai meno fortunati. Lui veramente non ha tempo: è in giro per l’America con quasi 200 milioni di dollari in tasca per farsi ri-eleggere.
 

Bianca Cerri [email protected]