Alitalia, tagli:
dipendenti pronti a occupare le piste
Roma, 07 set 2004 – 08:53
 
Dipendenti preoccupati questa mattina all’ingresso del centro direzionale Alitalia, dopo che ieri sera è stato reso noto il piano della compagnia che prevede tagli di 5.000 posti di lavoro.

In molti, entrando, esprimono la rabbia di chi “non accetta di dover pagare per gli errori e gli sprechi altrui”. Così un’addetta dell’ufficio reclami: “Noi i nostri sforzi li abbiamo fatti. Abbiamo fatto contratti di solidarietà togliendoci uno stipendio all’anno. Questa situazione quindi non è colpa nostra. Alitalia è un’azienda politicizzata e nel corso degli anni ognuno ha fatto un po’ quello che voleva”.

La Confederazione unitaria di base (Cub), ha fatto sapere che tra le manifestazioni di protesta è stato avviato uno sciopero della fame a rotazione tra i dipendenti.

“Fra i dipendenti ci sono delle sensazioni terribili: i lavoratori ormai sono pronti a fare anche gesti folli come ad esempio l’occupazione delle piste di atterraggio e decollo”, ha detto Isla Cavallaro, rappresentante del Sult, dopo aver ascoltato questa mattina alcune assemblee di dipendenti.

Cinquemila esuberi, più mille contratti a termine stagionali da non rinnovare. Sono i numeri del piano industriale proposto ieri sera da Alitalia ai sindacati, che hanno chiesto una sospensione fino a oggi alle 15 ma il cui umore è decisamente nero: “Questi numeri mi sembrano di difficile gestione e devo rilevare troppa confusione nei punti di arrivo soprattutto per quanto riguarda i requisiti di unicità richiesti dai sindacati”, comenta il commento del segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari.

Molto più tesa la reazione di Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale dei Cub, la Confederazione unitaria di base: giudica il piano industriale proposto da Alitalia ai sindacati “un massacro al di là di ogni aspettativa” e annuncia una “mobilitazione molto dura” che sarà illustrata domani nel corso di un incontro con la stampa.

“La Cub – dice Leonardi – non accetta minimamente il piano Alitalia e la lotta sarà dura con lo sciopero della fame dei lavoratori Alitalia e forme di mobilitazione durissime che ripercorreranno quanto accaduto nei mesi scorsi” prosegue annunciando anche la possibilità di un nuovo blocco dello scalo aeroportuale romano.

Il piano industriale dell’Ad Giancarlo Cimoli per Alitalia ha confermato l’intenzione di dividere le attività tra Alitalia Fly e Alitalia Service; e l’intenzione di aumentare il capitale di Alitalia Fly entro i primi mesi del 2005. Secondo la compagnia i primi risultati della manovra di risparmio e ristrutturazione si potranno vedere già dal prossimo anno. Con gli esuberi annunciati Alitalia intende realizzare risparmi sul costo del lavoro per 315 milioni di euro a regime.

Nel dettaglio, il personale in esubero per le attività di volo sarà pari a 1.570 unità: 450 piloti, 1.050 assistenti di volo e 70 addetti a terra per le flight operation. Per il personale di terra i tagli riguardano 1.440 addetti alla manutenzione, 900 addetti alle operazioni di terra, 360 unità operative nelle unità di marketing e vendite, 610 personale impiegato nella corporate, 120 personale terra cargo. Restano esclusi dai 5.000 i contratti a termine e stagionali che ammontano ad oltre 1.000 unità.

L’assetto definitivo prevede una suddivisione degli attuali dipendenti che andranno per 9 mila unità ad Alitalia service e per 11.700 ad Alitalia Fly.