chiediamo che venga
rigettata la proposta
Non
è interesse dei contadini meridionali essere esposti ai rischi del
transgenico che premia solo le multinazionali e le corporazioni dei brevetti
ma, al contrario, di avere un’agricoltura della biodiversità, che
tuteli il territorio e favorisca il lavoro gratificante e
il reddito di chi produce. Il Metapontino, che ha già pagato costi
pesanti ad un’agricoltura industrialista e produttivista che lascia glli
agricoltori, i braccianti e i cittadini sempre più poveri, ha rifiutato
il deposito unico di scorie nucleari e rifiuta di essere cavia ancora una
volta in nome di una visione autoritaria e tecnocratica della scienza.
Che
i soldi pubblici si usino per fare una ricerca al servizio dei bisogni
dei contadini e dei cittadini. Che si finanzi, finalmente, una seria ricerca
epidemiologica sui rischi che la centrale Enea della Trisaia, come l’uso
sconsiderato di anticrittogamici imposto ai contadini ed ai cittadini in
questi anni, comporta per il territorio piuttosto che la bizzaria di chi
vorrebbe trasformare i pomodori in carote (trasformazione del licopene
in betacarotena, provitamina A).
E’
bizzarra e pericolosa la proposta di sperimentazione in campo aperto almeno
per due motivi:
– il
metodo che adotterebbe la ricerca è, ancora una volta, quello dei
marcatori che si accompagnano a resistenza agli antibiotici (
il gene
NptII, in questo caso)
considerati potenzialmente dannosi per la salute umana e, quindi, messi
definitivamente fuori legge a partire dalla fine di quest’anno, secondo
la Direttiva CEE 2001/18/CE e del Consiglio del 12 Marzo 2001.
– La
valutazione della salubrità/sicurezza di questo pomodoro transgenico
ha motivi di contrasto nella comunità scientifica proprio, in virtù
della massiccia presenza di beta-carotene, che nonostante sia una provitamina
A, in dosi elevate presenta dei seri e documentati pericoli di aumento
del cancro al polmone nei soggetti maschili fumatori e bevitori (John Baron
sulla rivista scientifica Journal of the National Cancer Institute). Se,
infatti, nei soggetti non bevitori e fumatori la vitamina A riduce del
44% il rischio di sviluppare adenomi (tumori benigni che possono portare
allo sviluppo del cancro del colon-retto), tra gli amanti di alcool e tabacco
si registra invece un incremento dei casi.
Chiediamo
che le istituzioni in indirizzo si adoperino e facciano quanto è
in loro potere per porre fine a questi pericolosi tentativi di sperimentare
sul nostro territorio organismi geneticamente modificati e assicurino al
contrario agli istituti di ricerca, a partire dall’Agrobios, le risorse
e gli indirizzi utili per una reale ricerca al servizio del territorio
e dell’agricoltura meridionale. La strada proposta dalla collaborazione
di Agrobios con Veronelli è solo un esempio virtuoso delle cose
possibili che vanno assicurate da chiare scelte di indirizzo politico verificabili
democraticamente dai cittadini.
Il
coordinamento di lotta delle realtà agricole di base del Sud, costituito
oggi a Scanzano, vigilerà e si mobiliterà conseguentemente.
L’assemblea
Meridiana dei Movimenti riunita a Scanzano Jonico il 15,02,04
![]() |