Siracusa, Consigliere Provinciale di Acquaviva di Rifondazione Comunista,
all’ Assessore al Patrimonio Oggetto: Che fine hanno fatto i beni confiscati alla mafia?
Chiedo di sapere, se alla Provincia Regionale di Siracusa sono stati affidati beni immobili confiscati
alla mafia e, in caso di risposta positiva, quali siano questi beni nonche` le eventuali
iniziative programmate dall’amministrazione per il loro riutilizzo sociale.

 

Consigliere Provinciale Alessandro Acquaviva
Gruppo PLAG2
Rifondazione Comunista
all’Assessore al Patrimonio
Siracusa 01 Settembre 2008

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta – beni confiscati alla mafia.

Premessa

Le organizzazioni criminali presenti sul territorio provinciale, grazie all’azione repressiva dello Stato,
hanno subito forti colpi, soprattutto nello loro strutture militari.
I Clan URSO-BOTTARO, SANTA PANAGIA e BORGATA sono stati sgominati a seguito dei maxi processi svoltisi
negli ultimi dieci anni, tuttavia gli accoliti superstiti hanno cominciato a riorganizzarsi.
I nuovi sodalizi cui hanno dato vita, grazie alla strategia dell`inabissamento, sono stati capaci di esercitare una notevole influenza in intere aree del nostra Provincia attraverso le attività illecite legate, direttamente o indirettamente,
alla gestione delle macchinette di video poker, al traffico di droga, al racket, all’usura e alla prostituzione.
Lo dimostrano la crescita esponenziale di atti intimidatori di piccola entità e grande effetto psicologico,
le sentenze e le recenti dichiarazioni dei nuovi collaboratori di giustizia.
Poiché l’azione di contrasto alla mafia non può essere delegata solo alla Magistratura che agisce per colpire patrimoni, ricchezze, forme e percorsi di accumulazione dei profitti e dei capitali criminali, ma e` necessario un intervento sul secondo livello che è quello culturale e sociale, il quale spetta alla politica e alle istituzioni locali Chiedo di sapere
se alla Provincia Regionale di Siracusa sono stati affidati beni immobili confiscati alla mafia e, in caso di risposta positiva, quali siano questi beni nonche` le eventuali iniziative programmate dall’amministrazione per il loro riutilizzo sociale.
 
Dall’Amministrazione della Provincia di Siracusa una lunga risposta nella quale si dice:
“Non sappiamo niente.”

“A riscontro della Sua interrogazione su beni confiscati alla Mafia.”
La Provincia di Siracusa, con  Missiva  N. 005536 del 10/11/2008 Risponde:
A riscontro della Sua interrogazione, relativa alla richiesta di notizie circa eventuali beni confiscati alla mafia e affidati a questa provincia, Le comunico che dopo ricerche, pur nella consapevolezza che siano i Comuni e le Regioni gli Enti a cui vengono trasferiti i beni dello Stato confiscati alla mafia, questo assessorato ha riscontrato che tra i Comuni di Lentini, Carlentini, Francofonte, e la precedente Amministrazione provinciale, che ha aderito; sia intervenuto, su invito del Prefetto, in esecuzione della delibera del Consiglio provinciale N. 40 del 8/11/2006,, la sottoscrizione di una convenzione.
Detta convenzione ha come finalità l’attuazione e l’esecuzione degli interventi previsti dal “progetto Libera Tema-Leninoi”,
nei modi e con gli obbiettivi di cui all’articolo 2, promuovere, tra l’altro, la ultura della cooperazione
e della programmazione per la legalità, nonchè di pianificare sul territorio dei Comuni interessati le politiche
nazionali e regionali in materia di legalità e sicurezza.

La convenzione ha durata limitata alla convenzione del programma sottoscritto dal Comune di Lentini, quale capofila,
con il Ministero dell’interno, dipartimento sicurezza.

il Comitato operativo è l’organo di consultazione, che ha sede presso il Comune di Lentini.

E’ esclusivamente il Comune capofila che coordina, orientare e propone le scelte programmatiche e progettuali per la gestione dei servizi per l’attuazione del progetto, oltre ad esercitare tutte le funzioni amministrative e contabili,
comprese quelle di tesoreria, relativamente a tutti gli interventi e le azioni previste.

L’allora Assessore Sebastiano lentini, il 14/11/2006, nella qualità di rappresentante della Provincia regionale di Siracusa,
ha sottoscritto detta convenzione, che, all’articolo 8 prevede, tra l’altro, che questo Ente partecipi, oltre che con un proprio rappresentane all’Organo Consultivo, anche versando una quota associativa annuale pari a euro 2.708,10
quota determinata “on criterio proporzionale alla popolazione residente” e da versare “con cadenza annuale”

Al capitolo 658 del Bilancio è stata prevista la quota associativa, che pare non sia stata pagata
durante la precedente Amministrazione, mentre in questa fase, con D.D. n. 280 del 18/09/2008 si è provveduto.

Nel ringraziarLa per avermi permesso di acquisire maggiori consapevolezze in merito alle attività dell’Ente,
ed aspicando una sempre fattiva collaborazione, che vuole essre la carateristica del mio assessorato.

Le porgo cordiali saluti

L’ASSESSORE AL PATRIMONIO
AVV. SALVATORE MANGIAFICO

Antimafia e ruolo degli Enti Locali:
Un documento del Comitato cittadino di Rifondazione Comunista di Siracusa.
Il documento contiene proposte alla giunte provinciale per la lotte al racket ed all’usura.
Fondamentale sarebbe il miglioramento della vigilanza sugli appalti pubblici, onde impedire infiltrazioni mafiose.
Alla viglia del G8 ambiente a Siracusa, lavori per l’abbellimento di Ortigia per 5 milioni di Euro e sopratutto
i 70 milioni di euro stanziari della Comunità Europea, per il miglioramento del servizio idrico integrato ATO 8.
Antimafia e ruolo degli Enti Locali
Siracusa 19 Gennaio 2009

Uno degli elementi fondamentali per sconfiggere le mafie è procedere al loro impoverimento confiscando loro tutti i beni e i patrimoni acquisiti mediante l’impiego di denaro frutto di attività illecite. Si tratta di un principio fondamentale che Pio La Torre, segretario regionale del partito comunista in Sicilia e parlamentare della Commissione antimafia, ucciso a Palermo il 30 aprile 1982, capì in modo molto chiaro. Infatti , la legge che successivamente introdurrà nel codice penale italiano l’articolo 416-bis e altre norme, denominate “misure patrimoniali”, che consentono la confisca dei capitali mafiosi, porta il suo nome insieme a quello dell’allora Ministro dell’Interno, Virginio Rognoni.

E’ la forza economica delle cosche , la loro capacità pervasiva, che diventa fattore condizionante della società, delle libertà,degli individui. E’ il potere di disporre di mezzi, liquidità, beni, e contatti con “soggetti importanti” della società che altera le regole della democrazia e crea intorno alle cosche un blocco sociale costituito della plebe che vive ai margini dell’attuale sistema economico-sociale della nostra provincia e dal quel tessuto connettivo del potere definito dal Procuratore della DNA Grasso , come “borghesia mafiosa”.

E’ questo il terreno sul quale la magistratura e le forze di polizia negli ultimi due anni stanno orientando i loro sforzi in provincia di Siracusa con risultati incoraggianti in termini di sequestro preventivo di beni in possesso a soggetti imputati nei processi di mafia.

Tuttavia ,per recidere le radici culturali in cui nasce “cosa nostra” ,è necessario che la l’azione di contrasto si sviluppi anche all’esterno delle aule dei tribunali, attraverso un impegno di tutti i soggetti istituzionali , imprenditoriali e sociali,  e che assuma ,quindi, una dimensione sociale, una lotta di popolo. 

Apprezziamo la scelta di campo operata da Confindustria Sicilia che ha deciso di tagliare i rapporti con quegli imprenditori che non prendono le distanze dalla criminalità organizzata ,e riconosciamo alla rete delle Associazioni antiracket della nostra Provincia il merito di aver sollecitato le Istituzioni e il legislatore sul tema Racket e Usura. Invece riteniamo insufficiente il contributo antimafia fornito della politica locale e soprattutto degli EE.LL. locali.

Questo è il motivo che ci porta ad avanzare delle proposte di azione che riguardano la sfera di competenza della Giunta Provinciale che, purtroppo ,si limita alle dichiarazioni di principio.
 
Cultura e istruzione.
L’impegno antimafia deve essere rivolto a tutte le attività dell’Ente. Dalla politica culturale ai piani formativi ed extracurriculari rivolti alle scuole del territorio. L’iniziativa della provincia non deve ,però, essere solo commemorativa bensì deve essere rivolta a favorire la cultura della denuncia del racket e dell’usura . 

Proposte:
-La programmazione delle manifestazioni artistiche deve contenere riferimenti al tema dell’antimafia sociale per recuperare e diffondere il messaggio di tanti siciliani che hanno combattuto e sono stati uccisi dalla mafia.

-Costituzione dell’Ente quale parte civile in tutti i processi per usura e racket 
– Adozione di un regolamento per l’impegno dei fondi stanziati nel capitolo di spesa 1080205 “Iniziative inerenti problematiche del racket e l’usura”

Appalti e cottimi fiduciari. 
Il tema della Lotta alla mafia va affrontato anche sul versante del contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’imprenditoria e nel mercato del lavoro, nella fase di aggiudicazione ed esecuzione di pubblici appalti e nell’acquisizione di risorse pubbliche.

Proposte:
-Stipulare un Protocollo di legalità sottoscritto tra la Prefettura e la provincia di Siracusa ,sulla falsa riga di quello  per i lavori dell’Autostrada SR-CT,finalizzato ad elevare il “livello di sicurezza del territorio, scongiurando il fenomeno di infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti, nelle pubbliche forniture”.
-Inserire nei bandi di gara le clausole di autotutela, ovvero la sottoscrizione da parte dell’imprenditore di apposita dichiarazione di impegno  – pena la decadenza dal contratto e dai benefici – a denunciare immediatamente alle Forze di Polizia ogni tentativo di estorsione, intimidazione o condizionamento di natura criminale, (richieste di tangenti, pressioni per indirizzare l’assunzione di personale o l’affidamento di subappalti a determinate imprese). 

Il Prefetto potrà disporre mirati controlli presso le attività cantieristiche , anche a cura della polizia provinciale,per verificare la eventuale sussistenza di situazioni di condizionamento mafioso o di violazione delle norme di legge in materia di sicurezza e tutela dei lavoratori, al fine di contrastare anche il fenomeno del lavoro nero.

Sviluppo economico e tesoreria della provincia
Il ritardo con cui la Provincia procede alla liquidazione delle ditte, previsto in circa quattro mesi,  determina un’evidente condizione di disagio che colpisce soprattutto le ditte piccole che soffrono la mancanza di liquidità e rischia di favorire il fenomeno dell’usura.

Proposte:
-ridurre al minimo i tempi di liquidazione delle fatture;
-Stipulare un accordo con la Tesoreria Provinciale al fine di prevedere, in caso di ritardo attribuito alla Provincia,  la concessione di prestiti a tassi agevolati alle ditte e/o associazioni da parte della Banca titolare della tesoreria.

Riutilizzo dei beni confiscati.
Il riutilizzo dei beni confiscati è uno strumento strategico per la sfida mediatica alla Mafia.
La legge 7 marzo 1996, n. 109, una legge di iniziativa popolare sostenuta dalla raccolta di un milione di firme da parte dell’associazione Libera,e la Legge finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296, comma 201-202) prevedono che i beni confiscati divengono di proprietà dello Stato per finalità di ordine pubblico, giustizia e protezione civile e anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attività istituzionali di Amministrazioni statali, Agenzie Fiscali, Università statali, Enti pubblici e Istituzioni culturali di rilevante interesse, ovvero trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del Comune ove l’immobile è sito ovvero al patrimonio della Provincia o della Regione.
Proposta:
-istituzione di  una “cabina di regia “ con la prefettura ,con l’agenzia del Demanio , con i Comuni e con il coordinamento Antiracket il mondo del volontariato per facilitare la risoluzione delle criticità connesse al riutilizzo dei beni quali ipoteche, quote indivise,etc.ed elaborare piani di riutilizzo dei Beni per fini sociali , ivi compresi alloggi popolari.

PRC-Pdci-SD-FP.CGIL- Cons. Alessandro Acquaviva