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Consigliere Provinciale Alessandro Acquaviva Gruppo PLAG2 Rifondazione Comunista all’Assessore al Patrimonio
Siracusa 01 Settembre 2008
Oggetto: Interrogazione a risposta scritta – beni confiscati alla mafia. Premessa Le organizzazioni criminali presenti sul territorio
provinciale, grazie all’azione repressiva dello Stato,
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| Antimafia
e ruolo degli Enti Locali:
Un documento del Comitato cittadino di Rifondazione Comunista di Siracusa. Il documento contiene proposte alla giunte provinciale per la lotte al racket ed all’usura. Fondamentale sarebbe il miglioramento della vigilanza sugli appalti pubblici, onde impedire infiltrazioni mafiose. Alla viglia del G8 ambiente a Siracusa, lavori per l’abbellimento di Ortigia per 5 milioni di Euro e sopratutto i 70 milioni di euro stanziari della Comunità Europea, per il miglioramento del servizio idrico integrato ATO 8. |
| Antimafia
e ruolo degli Enti Locali
Siracusa 19 Gennaio 2009 Uno degli elementi fondamentali per sconfiggere le mafie è procedere al loro impoverimento confiscando loro tutti i beni e i patrimoni acquisiti mediante l’impiego di denaro frutto di attività illecite. Si tratta di un principio fondamentale che Pio La Torre, segretario regionale del partito comunista in Sicilia e parlamentare della Commissione antimafia, ucciso a Palermo il 30 aprile 1982, capì in modo molto chiaro. Infatti , la legge che successivamente introdurrà nel codice penale italiano l’articolo 416-bis e altre norme, denominate “misure patrimoniali”, che consentono la confisca dei capitali mafiosi, porta il suo nome insieme a quello dell’allora Ministro dell’Interno, Virginio Rognoni. E’ la forza economica delle cosche , la loro capacità pervasiva, che diventa fattore condizionante della società, delle libertà,degli individui. E’ il potere di disporre di mezzi, liquidità, beni, e contatti con “soggetti importanti” della società che altera le regole della democrazia e crea intorno alle cosche un blocco sociale costituito della plebe che vive ai margini dell’attuale sistema economico-sociale della nostra provincia e dal quel tessuto connettivo del potere definito dal Procuratore della DNA Grasso , come “borghesia mafiosa”. E’ questo il terreno sul quale la magistratura e le forze di polizia negli ultimi due anni stanno orientando i loro sforzi in provincia di Siracusa con risultati incoraggianti in termini di sequestro preventivo di beni in possesso a soggetti imputati nei processi di mafia. Tuttavia ,per recidere le radici culturali in cui nasce “cosa nostra” ,è necessario che la l’azione di contrasto si sviluppi anche all’esterno delle aule dei tribunali, attraverso un impegno di tutti i soggetti istituzionali , imprenditoriali e sociali, e che assuma ,quindi, una dimensione sociale, una lotta di popolo. Apprezziamo la scelta di campo operata da Confindustria Sicilia che ha deciso di tagliare i rapporti con quegli imprenditori che non prendono le distanze dalla criminalità organizzata ,e riconosciamo alla rete delle Associazioni antiracket della nostra Provincia il merito di aver sollecitato le Istituzioni e il legislatore sul tema Racket e Usura. Invece riteniamo insufficiente il contributo antimafia fornito della politica locale e soprattutto degli EE.LL. locali. Questo è il motivo che ci porta ad avanzare
delle proposte di azione che riguardano la sfera di competenza della Giunta
Provinciale che, purtroppo ,si limita alle dichiarazioni di principio.
PRC-Pdci-SD-FP.CGIL- Cons. Alessandro
Acquaviva
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