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il mantenimento del «normale assetto» è sembrato fattibile. Al corteo, che, partendo dal ponte Umbertino, ha «sfilato» lungo corso Matteotti fino a piazza Archimede, hanno preso parte, tra gli altri, numerosi rappresentanti: ella Cgil, del Comitato civico «No acqua salata», di Rete Lilliput cittadini invisibili, dell’associazione Amo Melilli, di Rifondazione comunista, di Comunisti italiani, dell’Arci regionale, dei Verdi, di Legambiente regionale, di Attac Sicilia. che l’hanno praticata, il corteo – oltre mille persone, comprese intere scolaresche, è stato «sovrastato» da colorate bandiere, identificative dei partecipanti. all’insegna dello slogan«l’acqua è un bene comune che vogliamo pubblico», è stata accompagnata da una vivace musica. In piazza Archimede, a conclusione della manifestazione, hanno relazionato: i segretari generali Funzione Pubblica della Cgil, rispettivamente Enzo Vaccaro per Siracusa e Teodoro Lamonica per la Sicilia; i referenti della rete dei Movimenti e dei comitati civici; il segretario del comitato italiano per il contratto mondiale sull’acqua, Rosario Lembo; il segretario regionale della Funzione pubblica della Cgil nazionale, Carlo Podda. Gli interventi sono stati concentrati sulla «sporca operazione », che deve essere immediatamente bloccata e sulla natura clientelare della struttura chiamata a gestire l’acqua. Si e’ parlato, dunque, di carrozzone politico adatto a distribuire posti di sottogoverno. Tale forma di affidamento, individuata dal presidente della Provincia regionale di Siracusa, Bruno Marziano, è stato aggiunto, si tradurrà presto in una mera ripartizione di poltrone. E’ stata annunciata, dunque, una battaglia senza sosta per far sì che l’acqua resti un bene comune, e, dunque, pubblica. Un «orientamento» che ha ricalcato quello emerso all’«interno» del corteo. Il segretario regionale di Rifondazione comunista, Rosario Rappa, ha parlato del movimento di protesta, che sta infiammando tutta la regione. A Ragusa, ad esempio, si è riusciti a bloccare la procedura. A Palermo il movimento dei sindaci sta tentando di «incidere». Lo stesso Rappa ha annunciato l’imminente presentazione di un decreto, da parte del segretario nazionale, teso al blocco della privatizzazione e all’applicazione di more nei confronti di quanti hanno avviatoi relativi processi. Il consigliere provinciale, Fabrizio Ardita, ha sottolineato come la mancata concessione della fideiussione e la maggiore disponibilita’ di tempo stiano giocando a favore degli avversari della privatizzazione. Ardita, poi, denunciando la probabile cessione delle quote da parte della societa’ privata che ne aveva acquistato il 40 per cento, ha parlato di speculazione. Intanto, la prossima settimana nei comuni della provincia riprendera’ la raccolta di firme «contro» la privatizzazione dell’acqua. Trattasi del secondo «round», appena conclusosi nel comune capoluogo dove hanno aderito, in una settimana,ben 5.000 cittadini. Si ricorda, infine, che nei mesi scorsi il comitato civico No acqua salata aveva dato vita ad un sit – in dinanzi alla Provincia regionale di Siracusa. In quella occasione erano già state indicate le «vittime» del nuovo sistema, ossia i cittadini, che assisterebbero a una lievitazione esorbitante dei costi. L’organizzazione del sit-in, a poche settimane dalla stipula del contratto, prevista per lo scorso 15 settembre, e saltata per sopraggiunti problemi, nonché della protesta di ieri, ai «distratti» era apparsa tardiva. In effetti, in passato i tentativi esperiti erano miseramente falliti. La prima volta, la presentazione di un ordine del giorno, relativo all’affidamento ai Comuni del servizio idrico integrato non e’ stato affrontato a causa della protratta latitanza dei consiglieri della maggioranza. Successivamente, si è rivelata vana la richiesta di incontro coi capigruppo. L’amministrazione provinciale, infine, secondo quanto dichiarato dallo stesso consigliere, Fabrizio Ardita, avrebbe scelto dispoticamente le modalità di affidamento della gestione. |
| È iniziata anche a Siracusa la campagna di
firme per restituire al bene comune l’acqua,
e già ci sono state numerosissime adesioni. Stiamo capendo che se perdiamo sull’acqua, perderemo sulla sanità, sulla scuola, sui diritti dei cittadini. 3 febbraio 2007 In piazza Archimede sono le 7 e 30 e cominciano i lavori tecnici per accogliere il corteo che alle 9 e 30 parte dal ponte umbertino. |
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Perchè l’acqua, bene essenziale e vitale, non si trasformi in merce per arricchire multinazionali. |
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