Si
è tenuta stamani presso
la Sala Costanza Bruno della Provincia di Siracusa
la conferenza stampa di presentazione della indagine avviata
dalla Provincia in collaborazione con l’ARPA – Dipartimento Provinciale
di Siracusa per
il monitoraggio dei corpi idrici
sotterranei nel territorio provinciale di Siracusa.
Alla
conferenza hanno partecipato il presidente della
Provincia Bruno Marziano , l’assessore all’Ambiente
Gaetano Bandiera ed il direttore dell’ ARPA – Siracusa Angelo Stoli .
Dopo
i saluti del Presidente Marziano e
dell’assessore Bandiera che hanno sottolineato
la costante collaborazione fra strutture pubbliche ed in particolare ,
su questi temi, con l’ARPA, è
stato il Dott.Stoli
a tenere una approfondita relazione tecnica.
Relazione
del Dott. Angelo Stoli
Il
Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152, così come integrato
dal D. Lgs.
18 agosto 2000, n. 258, ha per oggetto: “Disposizioni sulla tutela delle
acque dall’inquinamento erecepimento della direttiva
91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della
direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione
delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti
agricole”.
Per
quanto riguarda i corpi idrici sotterranei, ed in particolare quelli da
cui viene prelevata l’acqua da destinare
al consumo umano, è necessario che vengano mantenute e migliorate
le caratteristiche qualitative ed a tal fine occorre individuare le aree
di salvaguardia che si distinguono in:
a) zona
di tutela assoluta,
cioè l’area immediatamente circostante (che deve avere almeno 10
metri di raggio) le captazioni o derivazioni e che
viene adibita esclusivamente ad opere di captazione e ad infrastrutture;
b) zona
di rispetto
è quella circostante la zona di tutela assoluta che deve essere
sottoposta a vincoli e destinazioni d’uso tali da tutelare la risorsa idrica
e dove è vietato svolgere le seguenti attività:
Ø dispersione
di fanghi ed acque reflue, anche se depurate;
Ø accumulo
e spandimento di concimi chimici, fertilizzanti, etc;
Ø dispersione
nel sottosuolo di acque meteoriche;
Ø aree
cimiteriali;
Ø apertura
di cave;
Ø gestione
di rifiuti;
Inoltre
l’allegato 1 del citato D. Lgs. 152/99 riguarda
il “Monitoraggio e classificazione delle acque in funzione degli obiettivi di
qualità ambientale”; per quanto
attiene ai corpi idrici sotterranei è previsto che lo stato
di qualità ambientale debba essere definito, per ogni singolo
acquifero individuato, sulla base dello stato quantitativo e dello stato
chimico.
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ELEVATO
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Impatto
antropico nullo o trascurabile sulla qualità e quantità della
risorsa, con l’eccezione di quanto previsto nello stato naturale particolare;
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BUONO
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Impatto
antropico ridotto sulla qualità e/o quantità della risorsa;
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SUFFICIENTE
|
Impatto
antropico ridotto sulla quantità, con effetti significativi
sulla qualità tali da richiedere azioni mirate ad evitarne il peggioramento;
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SCADENTE
|
Impatto
antropico rilevante sulla qualità e/o quantità della risorsa
con necessità di specifiche azioni
di risanamento;
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NATURALE
PARTICOLARE
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Caratteristiche
qualitative e/o quantitative che pur non presentando un significativo
impatto antropico, presentano limitazioni d’uso della risorsa per la presenza
naturale di particolari specie chimiche o per il basso potenziale quantitativo.
|
Organizzazione
del monitoraggio
Il
monitoraggio è articolato in una fase conoscitiva iniziale ed una
fase di monitoraggio a regime.
Fase
conoscitiva
Nella
fase di avvio si punterà l’attenzione
sulle singole fonti di approvvigionamento per uso idropotabile
e pertanto verranno acquisite le notizie relative ai pozzi ed alle sorgenti
che ciascun comune utilizza a tal fine.
Parallelamente verranno
effettuati campionamenti ed analisi chimiche e chimico fisiche ed i risultati
ottenuti consentiranno di individuare la presenza di aree critiche e di
quelle naturalmente protette.
Fase
a regime
Il
monitoraggio nella fase a regime ha come scopo l’analisi del comportamento
e delle modificazioni nel tempo dei sistemi acquiferi. Sulla base dei risultati
della fase conoscitiva e delle conoscenze acquisite verrà
individuata una “rete” dei punti d’acqua più significativi e rappresentativi
delle condizioni idrogeologiche, antropiche, di inquinamento in atto ,etc.,
su cui compiere un sistematico e periodico monitoraggio chimico.
La
valutazione dei dati e l’andamento dei parametri individuati come “traccianti”
dello stato ambientale dei corpi idrici potranno
così fornire tutte quelle notizie utili per avviare le eventuali
azioni a tutela dei corpi idrici oggetto del monitoraggio.
Le
conclusioni allegate alla indagine preliminare
eseguita dall’ARPA –Siracusa sui
microinquinanti organici ed inorganici nelle acque destinate al consumo
umano nella provincia di Siracusa, effettuata nel periodo giugno – agosto
2004, si presta ad interessanti considerazioni che qui di seguito vengono
proposte.
1)
i metalli pesanti, quando determinati, sono presenti in concentrazioni
ben al di sotto dei rispettivi limiti normativi;
2)
le concentrazioni di trialometani (i prodotti
ottenuti dalla disinfezione delle acque
mediante
impiego di cloro) oscillano in un ampio intervallo ma si mantengono
costantemente
al di sotto dei limiti di legge;
3)
è stata riscontrata una contaminazione da solventi clorurati nei
seguenti serbatoi:
a.
serbatoio Cassimino, comune di Lentini:
2,10 µg/l di tricloroetilene e 52,20
µg/l
di tetracloroetilene;
b.
serbatoio Città Giardino (frazione del comune di Melilli):
0,07 µg/l di
tricloroetilene
e 1,50 µg/l di tetracloroetilene;
Per
quanto riguarda i parametri chimici indicatori di situazioni d’inquinamento
a più limitato impatto igienico-sanitario
si è potuto accertare che:
•
La qualità delle acque, sotto il profilo della composizione chimica
dei principali parametri chimici, può ritenersi, con l’eccezione
del comune capoluogo di provincia, soddisfacente ed in accordo con le caratteristiche
stabilite dalle norme vigenti.
•
Le acque dei comuni costieri presentano elevate concentrazioni di cloruri,
segno evidente di fenomeni di intrusione di acqua marina a livello di falda
profonda.
•
Le variazioni del parametro nitrati evidenziano una sicura influenza di attività
agricole che comportano l’utilizzo di fertilizzanti azotati.
Il
quadro che emerge non evidenzia dunque particolari situazioni a rischio
e nella prossima indagine, programmata per il periodo invernale, si potranno comunque
effettuare verifiche e comparazioni sull’evoluzione di quanto sinora accertato.
Tale
attività, come già riferito, si inserisce
nell’ambito del ruolo istituzionale dell’ARPA ed ha finalità di
tutela igienico-sanitaria e di salvaguardia
della risorsa idrica.
APPROFONDIMENTI
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