Il governo Berlusconi deve ricorrere a questo diktat
– nel tempo del suo fallimento, stante la crisi interna al PDL e le minacce
di tornare a votare- per via che, soprattutto per l’acqua, c’è
il rischio che il governo vada sotto o che si voti qualche emendamento
che riporterebbe il decreto al Senato, dove potrebbe subire lo smacco della
decadenza, scade il 25 novembre!
Pensate a quali e tali interessi economico-finanziari
si celano dietro la privatizzazione dell’acqua,
l’affare è gigantesco – introiti bollette x 6 miliardi di euro/anno, 60 miliardi di investimenti nei prossimi 30 anni – una montagna di business, così da premere per la massima accelerazione del voto “ costi quel che costi”(in tempi e governi “normali”, il decreto poteva essere reiterato e la “dialettica parlamentare “formalmente rispettata).
Questo ordinano le multinazionali del settore ( Veolia,
Suez, Brectel, British Power,….) a cui fanno da sponda le multiutilities
“nostrane” – Acea, A2A, Hera, Iride, Enia,….- impaccate
di debiti ma pronte ad altre scalate-incorporazioni-quotazione in borsa,
a scapito degli utenti ( aumento bollette , razionamento,penuria di servizio),
della qualità dell’acqua ( potabilità sempre più chimica,
danni alla salute,smercio di acque “ minerali”), della democrazia-sovranità
del bene comune ( cittadini e Enti Locali espropriati del potere di indirizzo-controllo
: l’acqua divenuta merce/in mano ai privati risponde solo al Consiglio
di Amministrazione dell’Azienda spa).
C’è di che interrogarsi sullo stato della democrazia in Italia . Così da sollecitare la cittadinanza alla riflessione e all’azione, per risanare e ristabilire la convivenza-giustizia sociale così profondamente vilipese e lacerate.
C’è da porre in atto quello che i Costituenti intesero a premessa della Costituzione , ovvero il “Diritto di Resistenza “ nei confronti di Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica, “ancorché eletti con voto democratico e popolare, possano debordare dai loro compiti e sovvertire i principi Costituzionali , per trasformarsi in forme autoritarie e dittatoriali”( i Costituenti, avevano presenti i crimini, le mostruosità e i disastri, provocati da fascismo e nazismo saliti al potere con voto popolare, per impedire il ripetersi della tragedia della democrazia invocando il Diritto di Resistenza –l’uso di ogni mezzo necessario – per abbattere autocrazia e tirannide ).
La ferita sull’acqua è di quelle che non si rimarginano facilmente . Occorre una mobilitazione generale per farla finita con questo governo, per cancellare questa sequela di leggi profittuali e liberticide, per inaugurare una stagione di partecipazione ed equità sociale.
Intanto, va fatto appello all’intera
cittadinanza per mettere in atto il boicottaggio contro il decreto .
Osteggiando praticamente la
privatizzazione dell’acqua e degli altri beni comuni.
Sollecitando le Regioni ad impugnare
la legge davanti la Corte Costituzionale.
Gli Enti Locali ha modificare
gli Statuti, inserendo la clausola vincolante sull’acqua “ bene comune
universale,
la cui gestione è priva
di rilevanza economica e fini di lucro”.
PREPARIAMO LA DISCESA IN CAMPO DEL “POPOLO DELL’ACQUA”
LA SFIDA DELLA DEMOCRAZIA PARTECIPATA RIPARTE DALL’ACQUA
,
DALLA TUTELA DEI BENI COMUNI , DAL RIFIUTO DELLE “
GRANDI OPERE”.
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