Accoglienza e segregazione
Chi a Siracusa gioca con le parole, (e con la vita degli uomini)

Ci siamo commossi tutti, tutta la città quando, trainati da chi li aveva trovati alla deriva in mezzo al mare, sono arrivati nel porto di Siracusa,
quasi in 100 su di una barca lunga pochi metri, i  motori rotti, senza acqua da giorni, costretti a buttare in mare chi moriva,
compresi i propri parenti, i propri figli.
Ci siamo commossi, sino alle lacrime al guardare quei corpi martoriati dalla fame, dalle guerre, dallo sfruttamento dei nuovi negrieri,
ci siamo commossi a vedere quel carico di disperazione arrivato nella nostra città.
E sembrava avessimo capito che era giunto il momento di dare senso alle parole che fanno bella mostra di se all’ingresso della nostra città: “Siracusa, città dei diritti umani”
E tutti, le “Autorità” in testa si sono spesi in parole di lodevoli iniziative, si e’ parlato di accoglienza, di “Centri di accoglienza” di solidarietà
di integrazione.
E le “autorità si sono spese in dichiarazioni: “Siamo alla ricerca di luoghi dignitosi per dare ospitalità a questa umanità disperata.
Il Comune, la Provincia metteranno metteranno  a disposizioni locali e fondi per affrontare in modo adeguato l’emergenza.”
Immediati gli incontri per organizzare le necessità.
Il Presidente della Provincia Bruno Marziano ha subito indicato locali adeguati nella disponibilità dell’Amministrazione.
Locali in Affitto, locali con stanze, impianto elettrico, impianti igienici, bagni e saloni, e cucine, locali in perfetto stato
di manutenzione, locali inutilizzati ormai da anni, i locali di Via Bonanno.
E ora passata l’emozione del primo momento, il progetto di integrazione, di vera accoglienza, di solidarietà con questo popolo di disperati, che fuggono da guerre che noi Europa gli abbiamo portato, che sono combattute con armi che noi Europa e America, produciamo e vendiamo i barba
ai mille embarghi e risoluzione dell’ONU;
Ora, passa la l’emozione del momento, le nostre amministrazioni, quasi in silenzio, tornano indietro sui loro passi.
Non piu’ un “centro di accoglienza”,
 ma un vero e proprio CPT, un vero e proprio “campo di concentramento, certo, ovviamente di cucine e servizi adeguati, e circondato da alte mura,
e polizia di vigilanza,
Un vero e proprio“Lager” alle porte della città” una struttura che viene chiamata “centro di accoglienza, ma che ha tutte le caratteristiche dei
Centri di Permanenza Temporanei, centri di identificazione, prima della consegna del foglio di via, veri e propri carceri all’aperto,
disseminati in tutto il territorio, per la volontà razzista di leggi di segregazione,
centri tristemente famosi, per ilo loro trattamento inumano.
E’ sceso ieri a Siracusa il dottor Barrile per fare il sopralluogo sulla nostra Statale 124, per organizzare, per volontà
dei varie Leghe nord” e segregazionisti di contorno questo nuovo “lager” approntato lontano dal nostro “civile”consesso.
(Che i disperati non disturbino il nostro pietoso occhio)
Questo Denunciamo alla città di Siracusa, che non si diventi noi Siracusani e Siciliani, chiamati sino ieri, da Bossi e Amici suoi “terroni e mafiosi”
Che non si diventi, noi, i nuovi guardiani di luoghi di tortura e disperazione.
                                                                                                                                                               Rete Antirazzista Siracusana