le torture di Abu graib, Condanna esemplare:
La prima sentenza sugli orrori nelle carceri irachene
Gary Pittman Degradato a soldato semplice.

04.09.2004
 Accusato di aver picchiato un detenuto che poi è morto se l’è cavata con poco. La condanna? Per un giudici dovrà scontare due mesi di carcere e sarà degradato. Tutto qui. Il sergente dei marines Gary Pittman, 40 anni (anzi: ex sergente) è stato condannato a 60 giorni di lavori forzati ed è stato degradato a soldato semplice, dopo essere stato riconosciuto colpevole di abbandono di posto e di semplici abusi nella tragica vicenda di Nagem Sadun Hatab, un iracheno di 52 anni, morto prigionia dopo essere stato preso a calci e maltrattato da militari americani. Nel giudicarlo colpevole, la corte non l’ha però condannato per l’aggressione mortale ma solo per abusi. In altre occasioni, insomma, avrebbe ecceduto.

Il verdetto è stato emesso dalla corte marziale allestita in una base militare californiana, a Camp Pendleton, nei pressi di San Diego. Alla lettura della sentenza, Pittman ha detto d’accettarla e s’è scusato per le colpe commesse, aggiungendo di essere fiero di vestire la divisa e di volere restare nei marines.

Nel processo, la corte aveva appreso che a Camp WhiteHorse, Campo Cavallo Bianco, nei pressi di Nassiriya, era normale colpire e prendere a calci i detenuti per impedire loro di dormire e per ammorbidirli in vista degli interrogatori.

La morte del detenuto risale al maggio scorso. Pittman, esperto di arti marziali e, da civile, secondino nel penitenziario federale di Brooklyn,
a New York, è stato il primo dei soldati coinvolti nella morte di Hatab a comparire a giudizio. La vittima era un ex funzionario del partito Baath.
Secondo la testimonianza resa da alcuni commilitoni di Pittman nelle udienze preliminari, l’uomo lo colpì con un calcio
al torace così violento che lo sollevò da terra e gli provocò la frattura di varie costole. Il detenuto morì nel giro di due giorni.
La difesa del marines ha convinto i giudici che
l’iracheno è morto in seguito a una grave crisi respiratoria provocata da un attacco di asma.