Il verdetto è stato emesso dalla corte marziale allestita in una base militare californiana, a Camp Pendleton, nei pressi di San Diego. Alla lettura della sentenza, Pittman ha detto d’accettarla e s’è scusato per le colpe commesse, aggiungendo di essere fiero di vestire la divisa e di volere restare nei marines.
Nel processo, la corte aveva appreso che a Camp WhiteHorse, Campo Cavallo Bianco, nei pressi di Nassiriya, era normale colpire e prendere a calci i detenuti per impedire loro di dormire e per ammorbidirli in vista degli interrogatori.
La morte del detenuto risale al maggio scorso. Pittman, esperto di
arti marziali e, da civile, secondino nel penitenziario federale di Brooklyn,
a New York, è stato il primo dei soldati coinvolti nella
morte di Hatab a comparire a giudizio. La vittima era un ex funzionario
del partito Baath.
Secondo la testimonianza resa
da alcuni commilitoni di Pittman nelle udienze preliminari, l’uomo lo colpì
con un calcio
al torace così violento
che lo sollevò da terra e gli provocò la frattura di varie
costole. Il detenuto morì nel giro di due giorni.
La difesa del marines ha convinto
i giudici che
l’iracheno è morto in
seguito a una grave crisi respiratoria provocata da un attacco di asma.
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