Centri accoglienza idee e iniziative finalmente si fa sul serio
La sicilia 11 settembre 2004 Lucia Corsale
Prendendo spunto dal recente sbarco di immigrati, l’ennesimo, e dal loro successivo trasferimento nel centro di accoglienza
di Caltanissetta, gli enti locali ed i soggetti a vario titolo coinvolti si riuniscono per rendere la nostra città più «ospitale».
Ieri pomeriggio, in prefettura, si è svolto, infatti, un incontro teso all’individuazione di uno stabile da adibire a centro di prima ed, eventualmente, seconda accoglienza, a cui hanno preso parte, oltre al massimo rappresentante del Governo in città, Francesco Alecci: padre Carlo D’antoni, parroco della Chiesa di Bosco Minniti, da sempre in prima linea sul fronte immigrati; l’assessore provinciale alle Politiche sociali, Pippo Midolo, in vece di Bruno Marziano; e il vice-sindaco Vincenzo Vinciullo, per conto
del primo cittadino.
Dal canto suo il Comune, il cui celere intervento nell’esaudire le richieste degli immigrati appare come un dato incontrovertibile, ha reiterato il suo impegno per fronteggiare la questione, divenuta di immani proporzioni.

Sulla strada statale 124, quella cioè che conduce a Floridia, il Comune costruirà un centro «multifunzionale» in cui dovranno sorgere: un’area di attendamento idonea, anche, a ricevere i containers; la sede della protezione civile, vista l’inidoneità di quella attuale allocata in contrada Pantanelli; infine, un centro di accoglienza e di prima identificazione.
A tal proposito esiste già un progetto su cui è confluito, tra l’altro, il parere positivo del ministero degli Interni che ha promesso un suo congruo finanziamento.

Un impegno, quello formulato dal Comune, che non può andare oltre, prevedendo, ad esempio, la realizzazione di un centro all’interno della cinta urbana, tanto per l’esiguità delle finanze a disposizione, quanto per l’irreperibilità di idonee strutture.
Inoltre, il Comune ha già in «carico» i poveri della città, di cui allevia ogni tipo di sofferenza.
Frattanto, la richiesta di vettovaglie e mobilia da cucina inoltrata da Padre Carlo, che sta pensando ad attrezzare un centro presso la sua parrocchia, al Comune ha trovato parere favorevole.
Il vice – sindaco Vinciullo recuperato il predetto materiale da talune scuole, provvederà, prossimamente, alla fornitura.

La Provincia ha, poi, annunciato la disponibilità di alcuni locali di sua proprietà, destinati, in prima istanza, ad un’altra categoria di disagiati: i barboni.
Trattasi di alcuni bassi, di pertinenza di un’ex scuola, ubicati in via Bonanno e che, nelle intenzioni dell’assessore, sarebbero dovute divenire un centro notturno per clochard, così da proteggerli dalle insidie della notte, offrendo, al contempo, un comodo giaciglio.
L’ipotesi del centro di accoglienza in via Bonanno non va giù, però, ai residenti della zona preoccupati per la loro incolumità.
Scevri da ogni pregiudizio, i residenti, la cui voce di protesta si è già levata, temono l’incremento di episodi di microcriminalità e ogni genere di atto violento.

Il problema comunque va affrontato e risolto. Una città che ha fra le sue priorità il problema dell’accoglienza deve tirare diritto con le sue scelte, naturalmente facendo sì che tali scelte non siano penalizzanti della collettività o di parte di essa.