Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula
in alloggiamento per i manipoli;
ma vuol istituire, senza parere, una larvata
dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole
e per trasformare le scuole di Stato in scuole di
partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere
imparziali.
C’è una certa resistenza; in quelle scuole
c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.
Allora, il partito dominante segue un’altra strada
(è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle,
ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le
scuole private. Non tutte le scuole private.
Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora
tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private.
Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino
a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo
sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari
si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi
a quei cittadini che saranno disposti a mandare i
loro figlioli invece che alle scuole pubblichealle scuole private.
A “quelle” scuole private. Gli esami sono più
facili, si studia meno e si riesce meglio.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente
le scuole di Stato in scuole di partito, manda in
malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è
il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta.
Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
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