Ma il piccolo, odioso intervento dei servizi segreti olandesi, non ferma la mobilitazione per strappare la liberazione dell’ostaggio. Oltre 100.000 volantini, con su stampato un appello, sono stati distribuiti nelle moschee e nelle strade di Baghdad. Sul volantino, la famiglia si appella ai rapitori perché liberino subito il prigioniero, le cui immagini in gabbia hanno scioccato la Gran Bretagna.
Nel messaggio i leader di varie comunità islamiche britanniche chiedono ai sequestratori la libertà di Bigley, sottolineando che rapire le persone è in contrasto con le regole dell’Islam. «Siamo la famiglia di Ken Bigley, sua madre, i suoi fratelli, sua moglie e suo figlio. Chiediamo ai rapitori di ascoltare le voci dei fratelli musulmani», si legge nel messaggio. Tra i vari messaggi di leader islamici anche quello di Yusuf Islam, l’ex cantante Cat Stevens, che chiede ai rapitori «in nome di Allah, vi chiedo di liberare il cittadino britannico Ken Bigley per il buon nome della nostra religione, e nel rispetto delle parole di Allah nel Corano». Bigley, 62 anni, è nelle mani dei sequestratori da oltre due settimane.
E ancora. «Dopo l’appello della moglie e della famiglia al
governo britannico per la sua liberazione, e la risposta negativa del governo,
vi preghiamo di essere misericordiosi con l’ostaggio. Dovete
dichiarare a tutti che l’ Islam è una religione di civiltà,
di tolleranza, che loro non conoscono». È scritto in una e-mail
diffusa in Internet dall’ Osservatorio Islamico di Londra, diretto dall’integralista
egiziano Yasser El Serri, ricercato in Egitto. «Nostri fratelli nella
terra dei combattimenti, del gruppo Tawhid wal Jihad – è scritto
nel testo – la liberazione di questo ostaggio sarà un chiaro messaggio
da voi al popolo britannico per rivelare i crimini del governo e la sua
incapacità di dare libertà ai suoi cittadini». «Questo
è un consiglio – sottolinea l’Osservatorio Islamico di Londra –
voi combattete per cacciare gli occupatori e non dovete sporcare la bandiera
del Jihad, dovete rilasciare l’ ostaggio. Dovete ricordare che il rapimento
di un ostaggio e la minaccia di ucciderlo è contro le regole islamiche».
«Preciso – conclude il testo – che vi ho inviato questo appello senza
richiesta da parte di nessuna e senza nessuna pressione».
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