Per lo stesso reato l’avvocato Previti condannato a 5 anni
10.12.2004
 Il processo Sme era andato in maniera diversa per il braccio destro di Berlusconi, Cesare Previti. L’accusa era la solita, corruzione. In particolare a Previti veniva imputato il versamento di 434 mila dollari dai conti esteri Fininvest (Ferrido) a quello di Previti (Mercier) e da questo a quello di Squillante (Rowena), tra il 6 e il 7 marzo 1991, oltre ai numerosi passaggi di denaro da Previti a Squillante, raccontati dalla teste Stefania Ariosto, che è stata ritenuta attendibile.

In sostanza, Previti corrompeva a nome della Fininvest. La sentenza, emessa il 22 novembre del 2003 dal Tribunale di Milano, ha condannato Cesare Previti a 5 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’accusa aveva chiesto la condanna a 11 anni. Nello stesso processo furono condannati pure a quattro anni l’avvocato Attilio Pacifico e a otto il giudice Renato Squillante. Si era chiuso così il processo di primo grado sul caso Sme, un dibattimento durato 3 anni e 8 mesi e che ha segnato la seconda condanna per corruzione a Cesare Previti (l’altra era arrivata ad aprile e riguardava il processo Imi-Sir).

Il giudice Luisa Ponti nel leggere le motivazioni della sentenza aveva sottolineato come «la corruzione di un magistrato, che per denaro o per altra utilitá sottomette il proprio dovere di imparzialitá e terzietá agli interessi di parte che agitano i piano processuale, è devastante, inoltre per lo stesso sistema democratico stabilito, in cui il valore essenziale della giurisdizione è proprio quello della autonomia e imparzialitá del giudice».