«Brogli al voto? Queste cose Berlusconi venga
a ripeterle in Parlamento»
«Casualmente ero presente, posso assicurare che il capo
del governo non ha lamentato brogli elettorali». Con queste parole
al Senato, Rocco Buttiglione cerca di gettare acqua sul fuoco e respinge
le critiche sferzanti dell’Ulivo a quanto dichiarato ieri dal Silvio Berlusconi.
In aula, ad apertura di seduta, è subito scontro tra maggioranza
e opposizione sulla denuncia del premier, con l’Ulivo all’attacco: il diessino
Gavino Angius parla di «stress elettorale», chiede che il ministro
degli Interni venga in Parlamento per dare conto della regolarità
del voto.
Il centrodestra fa quadrato attorno al cavaliere. E Buttiglione nega che Berlusconi abbia parlato di brogli: «le sue parole erano rivolte al proprio partito- assicura il ministro per le politiche comunitarie- lamentando la poca capacità di difendere il proprio voto».
Angius, in aula, attacca duro. Parla di «indimenticabile» performance del premier a Sesto San Giovanni, gli rinfaccia affermazioni «molto gravi» che alludono a «un imbroglio colossale, generale», perpetrato «da un intero esercito di persone addestrate a questo fine»: insomma, denuncia il capogruppo diessino al senato- è «l’ennesimo nuovo colpo alla credibilità internazionale del nostro paese. noi stiamo prendendo una china oltremodo pericolosa. noi veniamo additati- affonda il colpo Angius- come un paese guidato da un barzellettiere, da un imbroglione abituale».
E di più: il premier- Angius è sferzante- «non sta bene. lo stress elettorale a volte colpisce in modo implacabile. È difficile da curare, ma è un virus che normalmente si cura senza medici, è consigliato il riposo». A meno che, sospetta il diessino, dietro le esternazioni «totalmente irresponsabili» di ieri non ci sia «una strategia politica» precisa, «per aprire in vista del ballottaggio una vera gazzarra elettorale». Dunque, conclude secco l’esponente della Quercia ricordando che secondo il Viminale il voto si è svolto regolarmente, il ministro Pisanu «nella maniera più urgente possibile» riferisca in aula. Perché delle due l’una: «O ha ragione il presidente del Consiglio, per cui ci sono fatti nuovi e gravissimi ignoti al ministro degli Interni e che devono essere imemdiatamente riferiti, oppure il ministro degli Interni- afferma Angius- ha detto il vero, conferma la sua tesi e quindi l’affermazione del premier è totalmente priva di fondamento».
Il diellino Pierluigi Petrini si associa alla richiesta di Angius: Pisanu- dice- intervenga sullo svolgimento del voto «per ridare al paese credibilità democratica» dopo affermazioni di «assoluta gravità». E infatti, a giudizio dell’esponente della Margherita, il premier non ha fatto riferimento a «dissennati comportamenti di alcuni facinorosi che manifestano la propria follia antidemocratica», ma ha parlato di «struttura organizzata per danneggiare una parte politica a favore di un’altra».
Ma il centrodestra non ci sta. Il clima in aula si scalda. Il forzista Mario Greco attacca Angius, dice che Berlusconi «non ha mai adoperato il termine brogli», accusa il diessino di aver usato parole «molto più offensive» rispetto a quelle rinfacciate al premier: «Il suo è stato un intervento completamente privato e non istituzionale- è la giustificazione del senatore azzurro- anche se mi rendo conto che parlava come presidente del consiglio». Anzi, se ha parlato di professionisti nei seggi riferendosi alla sinistra, è per complimento: «È per apprezzare un certo metodo che la sinistra ha- assicura Greco- di mandare rappresentanti di lista molto preparati». Insomma, «polemiche inutili», piuttosto Berlusconi «ha voluto denunciare un certo sistema», secondo il quale ai seggi- spiega Greco- si danno a volte «interpretazioni molto rigorose annullando la volontà degli elettori. Il suo è un richiamo alla democrazia: cerchiamo di rispettare, per quanto possibile, la volontà degli elettori».
Ad appoggiare il premier ci pensa la Lega. «I brogli avvengono regolarmente» e con essi «è stata danneggiata anche la Lega Nord e non solo Forza Italia», afferma naturalmente Roberto Calderoli, della Lega Nord. Il numero due del Carroccio arriva al punto di spiegare come avverrebbero tali brogli: «Nello scrutinio – ha detto – ci sono delle interpretazioni clamorose delle schede, con l’annullamento di schede che in realtà sono valide, e viceversa il conteggio per la sinistra di voti palesemente non validi».
E l’Udc Luigi Compagna non è da meno. «Pienamente legittimo»
che l’opposizione chieda a Pisanu di chiarire «senso e portata»
delle dichiarazioni del presidente del consiglio, e tuttavia solleva «perplessità»
e «sdegno» l’allusione alla «condizione psico-fisica
da stress elettorale».
Ma la controffensiva è affidata a Buttiglione. Il ministro ironizza:
«Sono lieto per il generoso riconoscimento da parte di Angius del
fatto che l’Italia è una delle prime economie del mondo, che è
una grande democrazia… leggendo alcune dichiarazioni dell’opposizione,
a volte sembra che in Italia vi sia un cupo regime». E poi, tra le
proteste del centrosinistra, affonda il colpo: «Siamo una grande
democrazia, ma lo siamo davvero? Per esserlo credo ci manchi ancora il
senso del rispetto delle istituzioni. Sentire apostrofare il capo del governo,
liberamente eletto dalla maggioranza degli italiani, come “schizofrenico”
e “barzellettiere” a me crea disagio».
Tanto più, taglia corto Buttiglione, che «il capo del governo
non ha lamentato brogli elettorali», semmai ha denunciato la scarsa
bravura dei suoi uomini nell’affrontare i voti dubbi al seggio: insomma,
parole «rivolte al proprio partito, lamentando la sua insufficiente
capacità di attrezzarsi per difendere le proprie ragioni».
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