Esprimiamo il nostro completo sostegno alla lotta dei lavoratori del trasporto locale per un contratto nazionale dignitoso che garantisca la tutela del salario.
È inaccettabile che si voglia
imporre un contratto nazionale che non riconosce la salvaguardia del valore
dei salari, non consultando la categoria e contro la volontà della
stragrande maggioranza dei lavoratori.
Alla vigilia dello sciopero nazionale
del 9 gennaio, in diverse città realtà di movimento hanno
sperimentato azioni di solidarietà con la lotta degli autoferrotranvieri,
mediante lo strumento dello sciopero del biglietto.
Gli autoferrotranvieri hanno ragione
e noi stiamo con loro.
Se la voce dei lavoratori non sarà
ascoltata e se i lavoratori decideranno nuove mobilitazioni e scioperi,
anche fuori dalle selvagge “regole” antisciopero,ci faremo promotori di
uno sciopero nazionale del biglietto.
La lotta degli autoferrotranvieri
non parla soltanto di loro.
Parla di servizi pubblici come
garanzia del diritto collettivo alla mobilità e alla qualità
della vita urbana. In questo contesto non c’è alcun antagonismo
tra la lotta dei lavoratori e i diritti degli utenti e dei
cittadini: tutti insieme difendono
un bene comune e un diritto collettivo.
Parla di una situazione sempre
più generalizzata di precarizzazione del lavoro, del reddito e della
vita.
È necessario moltiplicare
ovunque le iniziative e le azioni di lotte contro questa barbarie sociale.
– Salari, stipendi
e pensioni dignitosi e tutelati dal carovita
– Garanzia della continuità
del reddito per i precari
– Rifiuto dello scambio
tra occupazione e diritti e dunque boicottaggio della Legge 30
– Lotta per la democrazia
sindacale
Queste quattro questioni si impongono
oggi come centrali e generali e pertanto saranno al centro di tutte le
mobilitazioni che le diverse realtà del movimento realizzeranno,
a partire dal sostegno allo sciopero deilavoratori dei call center del
12 gennaio prossimo.
Vogliamo costruire il Tavolo precarietà
dei movimenti come un luogo aperto e a disposizione
di tutte le realtà che si
battono contro la precarietà.
A questo fine dedicheremo uno spazio
apposito nel quadro dell’Assemblea nazionale del movimento, dove decidere
insieme le iniziative di mobilitazione che ci porteranno fino al MayDay
2004 (1° Maggio), che assumiamo come momento di mobilitazione nazionale
(a Milano) ed europeo (a Barcellona).
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