L’assemblea che ha visto la partecipazione di numerose
realtà attive all’Aquila, nella regione e in altre città
è stata molto partecipata e ha posto le basi
di un ragionamento condiviso sulle conseguenze
per una città già ferita nel profondo
dello svolgimento del G8.
L’Assemblea è stata anche il luogo per esprimere
e confrontarci su quella che è la drammatica situazione dell’aquilano,
in cui i numerosi gruppi di solidarietà sociale
che lavorano dal primo giorno nelle tendopoli si sono confrontati
sulle difficoltà e i disagi che le popolazioni
vivono tutti i giorni e sulla scarsa agibilità legata alle misure
del controllo del territorio che si stanno sempre
più inasprendo, anche in vista del G8.
E’ emersa da più parti l’esclusione degli abitanti
delle tendopoli e della costa
dalle attività quotidiane e di ricostruzione
sociale del territorio.
La mancanza e spesso la distorsione delle notizie,
l’incertezza totale sul futuro delle persone e sulla ricostruzione,
le difficoltà nell’entrare nei campi per diffondere
notizie ed iniziative a causa
della sempre maggiore militarizzazione della vita
delle persone.
Si è costatato come inizialmente lo spostamento
del G8 all’Aquila aveva dato l’illusione ad una parte dei cittadini
di poter portare giovamento al territorio, sensazione
smorzata dalle prime notizie sul Decreto Abruzzo
e dalla consapevolezza di un meccanismo ingannevole
e offensivo.
Si è discusso del Decreto Abruzzo presentato
in questi giorni, è emersa in maniera condivisa una forte
opposizione
a tale decreto e l’intenzione di avviare un percorso
innanzitutto cittadino, ma che coinvolga le realtà regionali e nazionali,
che porti sui territori una reale informazione
sulla questione, al fine di fornire agli aquilani la consapevolezza
di cosa si sta decidendo sopra le loro teste.
Si è ribadita l’opposizione al G8 all’Aquila come in altri luoghi, e la sua completa inutilità.
Se lo spostamento del G8 è pensato per sostenere
economicamente le popolazioni colpite dal sisma
la nostra proposta è quella di annullarlo e
di destinare le risorse, comunque ingenti,
necessarie all’organizzazione dell’evento, interamente
al territorio aquilano per una ricostruzione reale.
Se invece la decisione di Berlusconi e Bertolaso venisse
confermata, ci prepariamo da oggi
a mettere in campo idee, intelligenze e creatività
per contrastare il G8.
Per noi il contro G8 è già iniziato.
E’ iniziato con le attività di sensibilizzazione
e di mobilitazione sul territorio contro le proposte governative
che a questa città si vogliono imporre.
Sappiamo infatti che il G8 è strumentale alla
consacrazione delle politiche che il governo Berlusconi sta attuando
sul territorio accelerando i tempi, senza permettere
nessuna forma di partecipazione della cittadinanza.
Inoltre l’organizzazione del G8 porterà anche
ad un sempre maggiore uso della forza militare che renderà
sempre più difficile la vita e la libertà
di movimento su un territorio già dichiarato in stato di emergenza.
Una militarizzazione che continuerà ancora
per molto tempo a governare, controllare, recintare i campi
e le vite delle persone e rispetto alla quale noi
proponiamo una ricostruzione del tessuto sociale.
Come aquilani, anche in una situazione difficile come
questa, ci sentiamo indignati per la mancata considerazione
che si ha per le nostre intelligenze e del nostro
spirito critico.
Riteniamo fondamentale una forma di rispetto che non
porti a manifestazioni, seppur tutte legittime, su questo territorio,
che potrebbero tra l’altro mettere a rischio il lavoro
di chi già da settimane, dal basso,
offre solidarietà e si interessa della ricostruzione
fisica e sociale del territorio.
La sfida che proponiamo alle realtà nazionali
interessate è quella di avviare un percorso di avvicinamento al
g8
che sia fatto di momenti di confronto per mettere
in comune idee, proposte e pratiche per la ricostruzione
sopratutto sociale dell’aquilano in contrapposizione
all’imposizione governativa.
Contrapporre alla chiusura che viviamo un’apertura alle idee, alle esperienze alle sperimentazioni e alle pratiche dei movimenti contro il G8 e il neoliberismo in Italia, in Europa e nel mondo. Per fare dell’aquilano un laboratorio di alternative reali alla speculazione, alle mafie, alla disoccupazione, alla mercificazione, da concentrare nei giorni immediatamente precedenti al G8.
All’imposizione dall’alto contrapponiamo un processo
di partecipazione di quante e quanti vorranno collaborare
con la sfida della ricostruzione della città
e del territorio.
All’assemblea hanno partecipato
Epicentro Solidale, Abruzzo Social Forum, Cobas, A
Sud, Donne in Nero,
Arci, Coordinamento Mediatori Culturali, Brigate della
Solidarietà, Rete 3e32.
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