Dopo i terribili giorni di Rosarno quest’anno vogliamo
costruire una campagna di rilievo nazionale a difesa dei diritti
dei migranti stagionali supersfruttati nella nostra
isola, perché pensiamo che la cancellazione dei diritti dei migranti
abbia aperto ed aprirà di più il varco
ad un attacco frontale ai diritti di tutti i lavoratori. La recente approvazione
al Senato
del “collegato lavoro” dimostra la reale volontà
padronale di demolire ogni diritto del lavoro, facilitando i licenziamenti
con l’annullamento nei fatti dell’ art.18 dello Statuto
dei lavoratori.
Da anni centinaia di migranti vengono a Cassibile,
soprattutto durante la stagione di raccolta delle patate (aprile/giugno),
per essere sfruttati in condizioni neo-schiaviste
da un padronato che, grazie all’evasione contributiva, ai bassi salari
ed alle condizioni disumane di lavoro, si arricchisce
indistrurbato grazie all’intermediazione dei caporali ed all’inefficacia,
o peggio, assenza delle istituzioni preposte e dei
sindacati concertativi.
Da anni a Cassibile ci si preoccupa esclusivamente di contenere la visibilità dei migranti in paese, quando tornano dal lavoro, anche se contribuiscono alla crescita economica dell’intera zona.
Da anni si aspettano le ultime settimane per provvedere
ad un’accoglienza, sempre d’emergenza, (addirittura l’anno scorso neanche
quella), ma solo per un centinaio di migranti “regolari”; una regolarità
pretesa per offrire loro un posto letto,
ma ignorata quando si tratta delle garanzie contrattuali
e delle tutele sindacali. E’ drammatico che ciò si ripeta
in una terra dove 42 anni fa ci furono eroiche lotte
bracciantili, che riuscirono a debellare a livello nazionale le piaghe
delle gabbie salariali e del caporalato.
Per anni a Cassibile sono stati commessi dei reati
a danno dei richiedenti asilo nell’ambito della gestione del centro
di detenzione di Cassibile, assegnata all’associazione
Alma Mater, come hanno dimostrato l’arresto dell.avv. Spadafora
e delle sue collaboratrici lo scorso febbraio e la
revoca della convenzione “a causa di gravi inadempimenti”.
A Cassibile come a Rosarno la maggioranza dei migranti
sono in regola con il permesso di soggiorno (rifugiati, richiedenti asilo,
in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, da poco licenziati, alla
ricerca di nuova occupazione), ma questa maggioranza con il passare del
tempo viene spinta verso l’irregolarità (grazie a vergognose leggi
razziali come la Bossi-Fini
ed il recente “pacchetto sicurezza”), se non dimostra
di aver versato i contributi. Per invertire questa micidiale tendenza rivendichiamo
l’ottenimento del permesso di soggiorno per chi denuncia chi sfrutta il
lavoro nero, applicando in senso estensivo i contenuti della direttiva
europea n.52 del 18/6/’09, per favorire sempre più canali di regolarizzazione
per tutti i migranti.
Il principio di “Uguale salario per uguale lavoro” o diventa la bussola dell’associazionismo antirazzista e del sindacalismo conflittuale o la differenziazione etnica dei salari può innescare fratricide guerre fra poveri, contrapponendo lavoratori italiani ai migranti e fra gli stessi migranti di diverse nazionalità, soprattutto in una regione come la nostra dove, in presenza di una devastante crisi economica, si sta progressivamente smantellando l’apparato produttivo (dalla Fiat di Termini alla zona industriale di Siracusa).
Vogliamo e possiamo dimostrare, in questo 1° maggio,
che si può combattere il lavoro nero in agricoltura e non solo,
senza criminalizzare le vittime e con la loro partecipazione
vogliamo contrastare chi si arricchisce con la piaga del caporalato
e la consolidata rete di complicità. La lezione
di civiltà, dataci dai migranti in rivolta contro i poteri criminali
a Castelvorturno ed a Rosarno, deve incoraggiare la costruzione di una
nuova stagione di lotta per i diritti di tutti/e i/le lavoratori/rici,
che veda i migranti come protagonisti della costruzione
del proprio/nostro futuro, libero dal razzismo e dallo sfruttamento.
La storia siciliana ce l’ha insegnato:
emigrare non è reato!
Mai più clandestini,
ma cittadini!
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l’appuntamento è quello della May Day Parade. Sabato 1 maggio 2010 17.30 – 22.00 Teatro Massimo – PALERMO |
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