Calderoli:‘Andate a lavurà’

15:03 -E’ soddisfatto il vicepresidente del Csm, Virginio Rognoni, per i rilievi di palese incostituzionalità sollevati dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, su quattro punti della Legge di riforma. “Quattro punti – ha detto – che asseriscono peraltro a questioni di altissimo rilievo e alle stesse ragioni fondative dell’ assetto costituzionale della magistratura italiana”.
“Purtroppo – ha aggiunto – sembra che taluni vedano il vincolo costituzionale più come un ostacolo da aggirare che come un quadro di convinto riferimento e forte promozione per una corretta e ordinata iniziativa”.
“Quando si fa una legge sull’ ordinamento giudiziario – ha avvertito – non si tratta di una legge qualsiasi, in quanto è in stretto rapporto con l’ assetto dei poteri dello Stato, per cui è pericoloso minimizzare la portata dei rilievi fatti dal Presidente che ha chiesto una nuova deliberazione della legge”.

14:20 -Per il sottosegretario all’ interno Alfredo Mantovano, i decreti attuativi della riforma dell’ordinamento giudiziario “possono costituire il terreno concreto di un confronto altrettanto concreto sui fatti”. Lo ha detto parlando a Lecce, dove ha partecipato alla cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario. “Il Parlamento – ha detto Mantovano – ha varato la riforma dell’ ordinamento giudiziario. Adesso appronterà i ritocchi richiesti dal Capo dello Stato. Dopodichè si tratta di passare all’ applicazione concreata, cioè al varo dei decreti attuativi”.

13:27 -Sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, l’ex Pg di Milano, Francesco Saverio Borrelli, ha “la peggiore opinione possibile”. Il magistrato che concluse la sua ultima relazione al grido di “resistere, resistere, resistere”, ha detto oggi: “E’ una riforma che non serve assolutamente a velocizzare la giustizia e non va assolutamente nel senso delle aspettative di giustizia dei cittadini”. Per Borrelli, questa “è una riforma che mina l’autonomia e l’ indipendenza del giudice e del magistrato in generale. La mina nell’attualità è la mina anche in prospettiva”.

 13:10 “La sensazione che la riforma dell’ordinamento giudiziario potesse essere un’occasione punitiva nei confronti della magistratura, esiste”. Lo ha detto oggi l’ex procuratore della Repubblica di Milano, Gerardo D’Ambrosio, in seguito alle domande dei giornalisti sul nesso tra alcuni processi e il contrastro tra magistrati e politica sulla riforma.

 13:10 -“Il vero primato di questo governo è che ha inceppato la giustizia; ha fatto leggine per bloccare i processi, per favorire la prescrizione”. Lo ha detto il presidente dei Ds, Massimo D’Alema, che oggi è a Bari e in provincia per sostenere il candidato al collegio senatoriale di Bari-Bitonto, Nicola Latorre.

13:03 -“Siamo pronti al dialogo ma non certamente con coloro che gridano al complotto ogni volta che ci sia una sentenza non gradita, politici indagati o una eccezione rigettata”. Il procuratore di Palermo, Pietro Grasso, ha replicato con passaggi fortemente critici all’ invito del ministro Roberto Castelli per un dialogo sui “secolari mali della giustizia”. “E’ difficile – ha ribadito Grasso – accostarsi a un dialogo sereno ed evitare le polemiche quando di fronte alla lentezza dei processi taluno ha invitato i magistrati ad andare a lavorare, ingenerando nell’opinione pubblica l’idea che la giustizia è lenta perchè i magistrati non lavorano”.

12:36 -‘La Costituzione piu’ che sfilarla, bisogna applicarla”. Ha commentato così, il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi, la protesta dei magistrati genovesi in occasione dell’ apertura dell’ Anno Giudiziario. “La Carta Costituzionale – ha spiegato Biondi – prevede infatti la presunzione di innocenza degli indagati, mentre i pubblici ministeri li tengono in galera anche durante le indagini”. Il vice presidente della Camera ha anche aggiunto che “nella Costituzione c’ è anche scritto che la magistratura è indipendente e deve essere imparziale. Quindi bisogna stare attenti agli spifferi delle correnti…”.

12:32 -Il presidente della sezione dell’Anm di Milano, Piercamillo Davigo, ha cominciato in modo ironico il suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, che è seguito a quello del rappresentante del ministero della Giustizia. Quest’ultimo, aveva fornito alcune cifre sull’attività del ministero stesso anche in relazione all’edificio del palazzo di giustizia di Milano.
“Abbiamo fatto bene – ha detto Davigo – ad ascoltare il rappresentante del ministero, perchè ci ha detto che va meglio. Non ce ne eravamo accorti. Adesso sappiamo che almeno non ci crolleranno le lastre di marmo in testa”. “La lunghezza dei procedimenti giudiziari in Italia – è entrato nel merito Davigo -, in violazione dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali, continua ad essere il problema principale dell’amministrazione della giustizia. La durata dei procedimenti non è una calamità che si abbatte su tutti indistintamente, ma è selettiva: nei processi civili danneggia la parte che ha ragione e favorisce quella che ha torto; nei processi penali danneggia le vittime e gli innocenti e favorisce gli imputati colpevoli”.

11:49 -“I pm potranno disertare l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Palermo, potranno mettersi a lutto a Roma, oppure lanciare strali contro il ministro della giustizia, ma farebbero bene, invece, a farsi un esame di coscienza, visto che Castelli ha solo cercato di migliorare una giustizia che non funziona da decenni, sicuramente ben da prima che lui arrivasse al dicastero di via Arenula”: lo afferma Roberto Calderoli, ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. “Suggerisco quindi – conclude Calderoli -, un rapido esame di coscienza e poi di corsa a lavorare, lavorare e ancora lavorare, come ha fatto il ministro Castelli in tutti questi anni”.

11:40 -“La riforma non solo è necessaria ma doverosa, in quanto prevista dal capo VII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione. Essa è richiamata in ben tre articoli della Costituzione: 105, 106 e 108”. Lo ha detto il ministro Roberto Castelli, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, sottolineando che “nessun governo, nessun Parlamento della Repubblica è mai riuscito a vararla”. “Stante la complessità e anche l’opinabilità della materia – ha proseguito Castelli – prendiamo atto che il presidente della Repubblica ha sollevato rilievi ex art. 74 della costituzione. Il governo e il parlamento sono già al lavoro secondo quanto prevede la costituzione”.

 11:20 -Come annunciato i magistrati del distretto di Napoli che sono intervenuti alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Castel Capuano, hanno abbandonato il salone dei Busti, quando ha preso la parola in rappresentanza del ministero della Giustizia, Alfonso Papa. I giudici in toga e tenendo in mano il testo della Costituzione hanno ascoltato la relazione del procuratore generale Vincenzo Galgano, che ha sottolineato, tra l’altro, i principi di autonomia e indipendenza della magistratura. L’Anm illustrerà le ragioni della protesta e i problemi che gravano sull’amministrazione della giustizia a Napoli nel corso di una conferenza stampa che si terrà tra poco a Castel Capuano.

11:13 -“Occorre perseguire il metodo del dialogo tra maggioranza, opposizione operatori e società civile. In questo senso si è espresso in numerose occasioni il presidente della Repubblica”. L’ha detto il ministro Roberto Castelli, intervenendo a Palermo all’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Purtroppo – ha aggiunto – un confronto davvero costruttivo è stato impedito dal clima aspro e conflittuale, per altro sicuramente non voluto da questo ministro, che ha caratterizzato fino ad ora questa legislatura”.

11:04 -Due le questioni fondamentali per il ministro Roberto Castelli illustrate nella relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario: il rapporto tra potere legislativo e ordine giudiziario e l’eccessiva durata dei processi. Castelli, a Palermo, parla in un’aula dove è assente la grande maggioranza dei magistrati che stanno manifestando un piano più sotto contro la sua riforma. Così tra i primi passaggi del suo intervento c’è il richiamo proprio al dialogo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, “i cui iniziali tentativi sono stati spazzati via da chi ha preferito la prova di forza contro l’opera riformatrice del governo e del Parlamento. E’ prevalsa in alcuni l’idea – ha aggiunto – che dialogo significasse diritto di veto, oppure il tentativo di discutere sine die in attesa della fine della legislatura”.
Secondo Castelli il governo ha sempre cercato di portare avanti la riforma e altri disegni di legge “con spirito duttile ma determinato ascoltando con grande apertura tutte le voci, senza mai dubitare nemmeno per un istante che il cammino potesse fermarsi. E da parte mia – ha continuato – riaffermo che sento profondamente non solo il diritto ma soprattutto il dovere di portare avanti il programma di riforme presentato al popolo nel 2001”.

10:52 -La riforma dell’ordinamento giudiziario, è stata, e c’è il timore che possa continuare ad essere “una grande occasione sprecata”. A sostenerlo il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, oggi, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. “Il vero problema della giustizia italiana – spiega Caselli – è la durata eccessiva dei processi. Su questo un riformatore responsabile ha il dovere di intervenire, ma su questo la legge delega di riforma dell’ordinamento giudiziario approvata dal parlamento non contiene niente”.

10:48 -Un sit in della Cgil a sostegno dei magistrati si sta svolgendo nella piazza della Memoria, a Palermo. “Riteniamo che le lotte dei magistrati a fianco dei lavoratori – ha detto Michele Palazzotto, segretario provinciale della Funzione Pubblica della Cgil di Palermo – debbano servire a risanare il pianeta della giustizia cronicamente ammalato”. Il sindacato, presente alla manifestazione con numerosi operatori della giustizia, ha esposto nella piazza della Memoria numerosi striscioni e cartelli a ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e del sacrificio dei tanti magistrati uccisi dalla mafia.

10:10 -Servizio giudiziario “inefficiente e incapace di produrre equaglianza”, processi dai tempi “vergognosamente lunghi” e dai “costi elevatissimi”. E ancora modello penale “mite” solo “per i rami alti della società” a cui si accompagnano, in tema di sicurezza, spesso “solo proclami elettorali o campagne mediatiche di vuota rassicurazione”. Sono queste alcune delle ragioni che, secondo il procuratore generale di Torino, Giancarlo Caselli, determinano nei cittadini la sfiducia verso la giustizia che anzichè essere “un obiettivo possibile” diventa così “una grande illusione se non un inganno”. Una sfiducia, che per il procuratore Caselli “preoccupa e inquieta, più degli insulti di alcuni vertici istituzionali”. Per il magistrato torinese “in democrazia la fiducia dei cittadini nella giustizia e nella magistratura non è un optional, ma un elemento strutturale, perciò è essenziale per la saldezza della democrazia che questa fiducia sia recuperata”. 10:07 -‘La giustizia oggi è al disastro e il responsabile di questo disastro è il ministro Castelli. La denuncia viene dal presidente dell’Anm Edmondo Bruti Liberati in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano. Presentatosi in aula magna, dove è in corso la cerimonia, con una parte della Costituzione della Repubblica in mano, e precisamente quella relativa al Titolo IV, Bruti Liberati ha sottolineato come i magistrati “tengano al dialogo con tutti”.

 10:05 Mi pare che la protesta dei magistrati sia del tutto giustificata”: lo ha detto il segretario nazionale dei DS Piero Fassino stamani entrando al Palazzo di Giustizia di Genova dove sta assistendo all’ apertura dell’ anno giudiziario. Fassino si trova nel capoluogo ligure dove oggi pomeriggio prenderà parte a una convention nazionale dei Ds sul lavoro. “La protesta dei magistrati – ha aggiunto – è a difesa della Costituzione, di una legge che sia uguale per tutti i cittadini”.

 10:03 -“Vogliamo dire basta alla delegittimazione che, a certe latitudini, rischia di riaccendere l’arroganza e lo strapotere mafioso. I prezzi si pagano nei cimiteri”. Lo ha detto il presidente della Giunta distrettuale dell’Anm di Palermo Massimo Russo, tra gli organizzatori della contromanifestazione dei magistrati palermitani che si svolge contemporaneamente alla cerimonia ufficiale di apertura dell’ anno giudiziario alla quale partecipa il ministro della giustizia Roberto Castelli.

9:20Hanno deciso di partecipare all’inaugurazione dell’anno giudiziario esibendo non solo una copia del Titolo IV della Costituzione contenente le disposizioni che riguardano la magistratura e il libro bianco dell’ANM sui disservizi sulla giustizia. Giudici e pm del distretto di Roma e Lazio stanno prendendo posto nella nuova aula magna della Corte d’Appello indossando la toga nera. A spiegarne il motivo è il presidente del tribunale Luigi Scotti: “La toga nera rappresenta un segno di lutto. Tutti noi siamo qui presenti alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario da un lato per rappresentare il nostro sforzo quotidiano e dall’altro per manifestare la profonda tristezza per come versa la giustizia”.