Associazione Nazionale Comuni Italiani
Considerata l’insostenibilità della legge finanziaria 2006 per la parte che interessa i Comuni così come formulata,
Avvia una fase di mobilitazione nazionale e regionale per incontrare, coinvolgere e sensibilizzare le parti sociali e produttive in un confronto sui contenuti della legge finanziaria per l’anno 2006

 
Il Comitato Direttivo dell’ANCI
  • Considerata l’insostenibilità della legge finanziaria 2006 per la parte che interessa i Comuni così come formulata; 
  • Preso atto della mancanza di risposta sulle vere emergenze che interessano i Comuni quali – solo per citare alcuni esempi – quelle relative alla casa, allo smog e al trasporto pubblico locale; 
  • Constatato che – ad oggi – nessuna risposta è pervenuta sul finanziamento del Fondo  per le Politiche Sociali decurtato di 520 milioni di euro per l’anno 2005; 
  • Ritenuto che la legge finanziaria per l’anno 2006 opera un taglio alla spesa reale per servizi ai cittadini stimabile intorno al 13% e che sono stati decurtati fondi su temi specifici quali quello del rinnovo parco autobus; libri di testo; buono casa e fondo unico per la cultura e lo spettacolo. Preso atto altresì che tale taglio non esclude quelle funzioni sociali svolte dai Comuni che vanno ben oltre quanto indicato dalla legge finanziaria ( solo alcuni esempi: scuole materne; servizi di trasporto per alunni disabili; contributi per il diritto allo studio; trasporto pubblico locale; pulizia delle città; illuminazione pubblica; accoglienza e assistenza dei minori non accompagnati; interventi per la sicurezza delle città; inclusione sociale ); 
  • Verificato l’andamento della spesa corrente comunale che non solo risulta in totale sintonia con gli obiettivi assegnati dalle leggi finanziarie ma evidenzia la devoluzione in favore della “cassa” statale di una somma pari a 5 miliardi di euro nel triennio 2002-2004, oltre al limite imposto dal patto di stabilità. Ciò è riconosciuto dallo stesso DPEF 2006-2009 nel capitolo dedicato alla struttura della spesa corrente laddove si dice che”…i Comuni si sono attestati su una crescita in linea con la media nazionale..”; 
  • Ritenuto che la legge finanziaria per l’anno 2006 rinvia per l’ennesima volta l’applicazione del federalismo fiscale e mortifica integralmente l’autonomia organizzativa, gestionale e finanziaria dei Comuni e che segna un ritorno al passato per quel che riguarda i meccanismi della c.d. finanza derivata 

TUTTO CIÒ VISTO E CONSIDERATO, IL COMITATO DIRETTIVO:

· Ribadisce l’assoluta necessità di modificare la legge finanziaria per l’anno 2006 nella parte relative alle misure che riguardano i Comuni;

· Rafforza la richiesta, più volte avanzata, di un incontro con il Governo per illustrare l’effettiva portata delle conseguenze derivanti dall’applicazione della legge finanziaria sui servizi per i cittadini e avanzare, confermando la nostra disponibilità a cooperare alla manovra di rientro, proposte alternative concrete;

· Invita tutti gli amministratori locali, di ogni parte politica, del Nord e del Sud del Paese, di piccoli e grandi Comuni a collaborare nell’ANCI per concordare iniziative e ricercare soluzioni unitarie, al fine di modificare sensibilmente quelle misure di finanza pubblica contenute nel disegno di legge finanziaria per l’anno 2006 che producono danni insopportabili per i bilanci dei Comuni e, soprattutto, per i cittadini. 

· Avvia una fase di mobilitazione nazionale e regionale per incontrare, coinvolgere e sensibilizzare le parti sociali e produttive in un confronto sui contenuti della legge finanziaria per l’anno 2006.

Roma, 13 ottobre 2005