Tutti gli uomini del Presidente: Bush II 


Segretario all’Energia



Samuel Wright Bodman 

Samuel Wright Bodman, nato nel 1938, sposato con M.Diane Bodman e padre di tre figli, è il nuovo Segretario all’Energia degli Stati Uniti d’America.

Nel 2001, Bodman è stato nominato dal presidente George W. Bush al posto di Sottosegretario al Commercio. Nel 2003 ha poi assunto la carica di Sottosegretario al Tesoro. Il 10 dicembre 2004, è stato indicato dal rieletto presidente Bush per sostituire l’uscente Spencer Abraham come Segretario all’Energia ed è stato confermato dal Senato con voto unanime il 31 gennaio 2005, entrando così in carica ufficialmente il giorno seguente.

Sommario

Carriera
Nomina e giuramento
Audizione al Senato
Prezzo del petrolio ed energia nucleare
Il petrolio nascosto nei parchi nazionali dell’Alaska
Donazioni politiche
Link per ulteriori informazioni

Carriera

Nato a Chicago, Samuel W. Bodman si è laureato in ingegneria chimica alla Cornell University nel 1961 ed ha avuto il dottorato dal Massachussets Institute of Technology nel 1965. Dopo aver lavorato per sei anni come professore associato di ingegneria chimica al MIT, si è mosso nel settore finanziario assumendo la carica di direttore tecnica dell’American Research and Development Corporation, ovvero un azienda del settore del ‘venture capital’. Qui lui ed i suoi colleghi hanno, per diversi anni, finanziato quelle che ritenevano essere le aziende con maggiori probabilità di crescita nel futuro.

Dopo questa esperienza, Bodman si è trasferito alla Fidelity Venture Associates, una divisione della Fidelity Investments, di cui nel 1983 è divenuto presidente, nonchè allo stesso tempo anche direttore del Fidelity Group of Mutual Funds. Nel 1987, è passato alla Cabot Corporation in qualità di presidente, amministratore delegato e direttore. La Cabot è una delle 300 aziende più potenti d’America, con base a Boston e con attività di business globale nei campi della chimica e dei materiali (tra le altre cose nella produzione di carbone nero, un sottoprodotto della raffinazione del petrolio). 

E’ stato anche membro del consiglio direttivo del Security Capital Group, ed al momento è proprietario della Bay Pond Partners L.P., una societa’ di investimenti americana a partnership limitata. Il suo patrimonio personale è stimato raggiungere la cifra di 164.700.000 dollari, il che lo rende, senza dubbio, il più ricco tra i membri dell’Amministrazione Bush. La gran parte di questo patrimonio è composto da azioni della Cabot, compensi per il lavoro ivi svolto ed altri benefit a cui ha avuto diritto negli ultimi anni. Bodman ha poi investito parte di questa immensa somma di denaro in alcune aziende, tra le quali si possono ricordare la Hollybank Investments L.P., la Burton Partnership L.P. e soprattutto la Sequoia Technology Partners III L.P, quest’ultima venuta tristemente alla luce dell’opinione pubblica a seguito dei brogli delle elezioni presidenziali del 2004, in quanto una delle tre corporation che hanno fornito i macchinari per il voto elettronico usati nella stragrande maggioranza degli Stati americani. Insieme queste tre entità controllano quasi 2,5 milioni di dollari del suo patrimonio.

Nonostante la sua esperienza nel mondo del business, Samuel Bodman non ha però dimenticato di prestare anche attività di pubblico servizio. E’ infatti un ex direttore della Scuola di Ingegneria Pratica del MIT ed un ex membro della Commissione sull’Educazione del MIT. Ha anche avuto nel corso degli anni le cariche di membro del Comitato Esecutivo e per gli Investimenti del MIT, membro dell’Accademia Americana delle Arti & delle Scienze e amministratore dell’Isabella Stewart Gardner Museum e del New England Aquarium.

Nomina e giuramento

Molti a Washington e nell’industria energetica americana sono stati molto sorpresi della scelta del presidente Bush di nominare l’ex Sottosegretario al Tesoro, Samuel Bodman, al posto di Spencer Abraham in qualità di Segretario all’Energia. E’ vero però che la sua mancanza di esperienza con l’industria energetica lo rende meno vulnerabile alle accuse che altri candidati avrebbero potuto far fronte, durante le audizioni per la conferma al Senato, riguardo ai prezzi del petrolio alti, al collasso della Enron ed alla crisi energetica della California. 

Inoltre l’esperienza scientifica maturata da Bodman durante tutta la sua carriera potrebbe aiutare, secondo Jack Gerard, presidente dell’Associazione Nazionale dei Minatori, a porre l’attenzione del governo americano sulla ricerca di tecnologie poco inquinanti per la generazione di elettricità basata sul carbon fossile. 

Quando è stato Sottosegretario al Tesoro la sua attività si è concentrata prevalentemente sulle problematiche della tassazione internazionale e sulle iniziative volte a fermare il finanziamento dei gruppi terroristi. In tutto questo periodo non ha fatto alcuna pubblica apparizione, tranne una volta, il marzo scorso, in occasione di un discorso dinanzi al Tax Executive Institute, per fornire il proprio appoggio ai tagli alle tasse di Bush. “Il deficit ci interessa parecchio”, ha detto in quel contesto Bodman. “Ma alzare le tasse non è la risposta corretta. Tasse più alte sono un disincentivo pauroso alla crescita e potrebbero essere la medicina sbagliata per la nostra economia e per il suo potenziale di creazione di nuovo lavoro”. 

Il suo lavoro al Dipartimento dell’Energia si baserà principalmente su una agenda energetica che ha l’intenzione di rendere gli Stati Uniti meno dipendenti dal petrolio esterno, rinforzando perciò al contempo lo sviluppo di energia nel territorio metropolitano. Perciò sarà sua ovvia proprietà quella di far approvare dal Congresso una legge, al momento bloccata, che contiene delle proposte molto controverse, come quella che prevede di consentire la perforazione del terreno per la ricerca di petrolio all’interno dell’Arctic National Wildlife Refuge, un parco nazionale dell’Alaska ed un vero e proprio gioiello della natura incontaminata. 

Annunciando la nomina di Bodman il 10 dicembre 2004, lo stesso presidente Bush ha descritto la nuova agenda energetica con le seguenti parole: “continueremo a migliorare la qualità degli oleodotti, dei terminali del gas e delle linee elettriche, in modo che si possa fare sempre affidamento al flusso energetico. Svilupperemo e metteremo all’opera le ultime tecnologie per generare fonti di energia più efficienti e pulite”. Ha poi continuato affermando che “nel mondo accademico, nel business e nel campo governativo, Samuel Bodman ha sempre dimostrato di avere la capacità di risolvere i problemi e di conoscere come impostare obiettivi e come raggiungerli. La sua nomina porterà al Dipartimento dell’Energia un grande talento per il management e la capacità d’analisi critica propria di un ingegnere”.

Il giorno del suo giuramento (1 febbraio 2005) il neo Segretario Bodman ha risposto a questi attestati di stima dicendo: “è un grande onore ed un privilegio personale per me servire il presidente Bush ed il popolo americano come Segretario all’Energia. Cercherò di lavorare con gli uomini e le donne del Dipartimento dell’Energia, per portare avanti le missioni importanti e più critiche di questo dipartimento, come la preservazione della supremazia americana nelle scienze fisiche, l’assicurazione della cura e della manutenzione responsabile del nostro arsenale nucleare, l’avanzamento dei nostri sforzi internazionali per la non proliferazione nucleare e la ricerca di fonti di energia affidabili, sicure, economiche e rispettose per l’ambiente, per la nostra economia in crescita”.

In qualità di Segretario all’Energia, Bodman sarà anche il rappresentante del governo americano dinanzi all’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio).

Audizione al Senato

Il 19 gennaio 2005 la Commissione Energia & Risorse Naturali del Senato USA ha tenuto l’audizione per la conferma di Samuel Bodman. Durante la discussione di alcuni dei più controversi e pressanti problemi di sicurezza nazionale, di economia e di protezione dell’ambiente, diversi senatori democratici e repubblicani si sono dimostrati piuttosto cortesi nei suoi confronti ed hanno prontamente offerto al candidato il proprio supporto. 

Nelle loro questioni rivolte a Bodman, i senatori hanno chiesto la promessa per il suo impegno su una grande varietà di argomenti, dall’espansione del nucleare domestico, alla difesa nucleare, i cambiamenti climatici e le ricerche scientifiche. Bodman in risposta ha promesso di mantenere un “approccio bilanciato” durante il suo mandato, anche se ha reso chiaro di voler andare avanti con le principali iniziative presidenziali. 

Bodman ha poi reso noto di stimare molto il programma scientifico del Dipartimento dell’Energia e dell’intera comunità scientifica, definendo il Laboratorio di Los Alamos (quello dove fu creata la prima bomba atomica nel 1945, ndr) il “gioiello della corona” della supremazia scientifica americana. Nell’evidenziare inoltre la sua profonda conoscenza dell’ingegneria chimica e del mondo del business, ha anche promesso che sarà una “voce forte affianco a coloro che lavorano nel campo della scienza fisica”.

Anche il programma per l’energia nucleare e il sistema di difesa nucleare sono stati trattati, nell’ambito di queste audizioni, come strumenti importanti per la ricerca dell’indipendenza energetica ed il rafforzamento della sicurezza nazionale. Bodman ha risposto alle paure espresse da alcuni senatori sull’espansione dei programmi per l’energia nucleare, rassicurandoli ed affermando che le prorità sono piuttosto la costruzione del centro di smaltimento delle scorie nucleari a Yucca in Nevada ed il supporto alle ricerche per le centrali nucleari di prossima generazione. 

Per quanto riguarda i problemi riguardanti la produzione domestica di idrocarburi fossili, Bodman ha promesso di appoggiare gli sforzi per levare le restrizioni sulla perforazione del suolo pubblico per la ricerca di petrolio o gas naturale, ed ha assicurato il senatore Murkowski (repubblicano dell’Alaska), che “può attendersi che”, in qualità di Segretario all’Energia, lui sarà “un energico avvocato dell’esplorazione petrolifera nel parco nazionale dell’Alaska”. Inoltre ha anche offerto il suo appoggio alla costruzione di un gasdotto in Alaska. Allo stesso momento ha anche assicurato gli altri senatori affermando che i criteri per la ricerca di un sito appropriato per lo sviluppo di qualsiasi progetto energetico si baseranno principalmente “sull’offerta, l’efficienza, le infrastrutture disponibili, le fonti di energia nuove o rinnovabili e l’impatto ambientale”. 

Bodman ha invece espresso poco entusiasmo riguardo ai programmi per l’energia rinnovabile, affermando che mentre l’energia eolica sembra avere un grosso potenziale per il futuro, l’energia solare “non sembra avere così successo come avevo previsto”. Si è comunque dichiarato d’accordo con il senatore Salazar (democratico del Colorado), sul bisogno di “essere più aggressivi in questo campo”. 

Dichiarando invece la sua non conoscenza degli argomenti riguardanti il budget energetico per il 2006, Bodman non ha saputo rispondere ad una domanda riguardante il livello di fondi che il Dipartimento dell’Energia renderà disponibili per iniziative chiave, quali i programmi per lo smaltimento delle scorie nucleare e la gestione ed il rimodernamento dell’arsenale nucleare. In risposta alla richiesta del senatore Bingaman (democratico del New Mexico) di assicurare i fondi per la costruzione del centro di smaltimento delle scorie nucleari a Yucca, Bodman ha dichiarato che “seguirà la volontà del Congresso e del Presidente e proseguirà su questa strada”. 

Alla fine di queste audizioni, i quindici membri della Commissione Energia & Risorse Naturali del Senato hanno approvato il 26 gennaio 2005 all’unanimità la nomina di Samuel Bodman a Segretario all’Energia. Il presidente della Commissione, Pete V. Dominici (repubblicano del New Mexico) ha dichiarato che le credenziali di Bodman come ex amministratore delegato e ingegnere chimico sono “valide abbastanza… per aiutarci a perseguire una buona politica energetica”. Il 31 gennaio 2005 anche il Senato al suo completo ha confermato Samuel Bodman al posto di Segretario all’Energia con voto unanime.

Prezzo del petrolio ed energia nucleare 

Tra i principali problemi cui si troverà di fronte il nuovo Segretario all’Energia ci sono di sicuro quelli riguardanti il prezzo del petrolio e l’energia nucleare. In particolare i prezzi del petrolio e del gas naturale negli ultimi anni sono aumentati in maniera esponenziale, raggiungendo il massimo assoluto durante il primo mandato presidenziale di Bush, cosa che ha avuto pesanti ricadute sui profitti di alcune compagnie chimiche o altre industrie che usano il petrolio come materia prima. I futures sul petrolio quotati sul mercato di New York hanno raggiunto la cifra record di 55,67 dollari al barile il 25 ottobre 2004, mentre il gas ha avuto in media quest’anno il prezzo di 6 dollari per milione di unità, triplicando così il prezzo che aveva negli Anni Novanta. 

Secondo Peter Huntsman, amministratore delegato della società Huntsman LLC di Salt Lake City, ovvero la più grande società privata produttrice di materiali chimici al mondo, essendo un ex manager dell’industria chimica, uno dei settori che utilizzano maggiormente il gas ed il petrolio, Bodman potrà avere un occhio di riguardo per le preoccupazioni di tali settori ed in generale di chi fa uso di energia per scopi industriali. 

Inoltre il nuovo Segretario all’Energia giocherà un ruolo fondamentale anche nello sforzo per assicurare la licenza e la costruzione del primo reattore nucleare negli Stati Uniti d’America dal 1973, dopo il disastro di Three Mile Island. Ma l’impegno nucleare del Segretario all’Energia non si fermerà qui, visto che, come abbiamo visto in precedenza, durante le audizioni ha promesso anche di impegnarsi per la costruzione e l’apertura del nuovo centro di smaltimento delle scorie nucleari a Yucca, in Nevada. 

Infine il Dipartimento dell’Energia è anche responsabile della gestione e della manutenzione dell’arsenale nucleare americano. Secondo l’opionione di Branko Terzic, un ex membro della Commissione Federale per la Regolazione dell’Energia (FERC) che ora lavora alla Deloitte & Touche, “la gran parte del budget del Dipartimento dell’Energia ha a che fare con lo smaltimento delle scorie nucleari e la gestione dell’armamento nucleare. Bisogna avere delle competenze tecniche molto elevate”.

Il petrolio nascosto nei parchi nazionali dell’Alaska

Come accennato in precedenza, una delle priorità del nuovo Segretario Bodman, sarà inoltre quella di cercare di far approvare dal Congresso la legge che prevede l’apertura dell’Arctic National Wildlife Refuge in Alaska alla perforazione per la ricerca di petrolio. Infatti, a causa dell’assoluto bisogno di produrre energia domestica e di sganciarsi della dipendenza dal petrolio straniero, l’Amministrazione americana sta cercando da diversi anni di ottenere dal Congresso il permesso per le perforazioni petrolifere su migliaia di acri di territorio in Alaska, che per decenni sono stati protetti a causa della presenza delle basi degli uccelli migratori e dei caribu.

Secondo l’Ufficio per la Gestione delle Terre l’esplorazione per la ricerca di petrolio e di gas può essere consentita in questo angolo al nord est dell’Alaska in quanto può essere condotta con un “impatto minimo” nei confronti della fauna che vive nella zona. In realtà, in Alaska esiste già una riserva petrolifera di 22 milioni di acri che è per l’appunto definita così in quanto aperta all’esplorazione di nuovi pozzi di petrolio nel caso che ce ne sia bisogno per questioni di importanza federale. Ma l’angolo a nord est di questa riserva, ovvero quello dei laghi, è stato chiuso alla perforazione dai tempi dell’Amministrazione Reagan, a causa di preoccupazioni sull’impatto ambientale. In quella zona è stato quindi creato un rifugio naturale, per l’appunto l’Arctic National Wildlife Refuge. Putroppo l’area in questione è anche considerata come quella con maggior potenziale di estrazione di petrolio e di gas naturale all’interno della riserva petrolifera, e perciò c’è una forte pressione da parte delle compagnie petrolifere per la sua apertura. 

E’ principalmente per questo motivo che l’Ufficio per la Gestione delle Terre ha concluso che i 400.000 acri che si trovano attorno al lago Teshekpuk, ovvero gran parte di quelli dell’Arctic National Wildlife Refuge, dovrebbero essere aperti alle esplorazioni petrolifere. Il governo americano stima che l’area possa contenere sino a 6,3 miliardi di barili di petrolio recuperabile a basso costo e una quantità immensa di gas naturale. Alcune stime parlano addirittura di 16 miliardi di barili di petrolio potenzialmente estraibili. Henri Bisson, direttore dell’Ufficio per la Gestione delle Terre dell’Akaska, che ha reso noto le conclusioni dell’agenzia in un discorso pubblicato sul sito web dell’agenzia stessa, ha predetto che tale decisione causerà forti critiche dagli attivisti ambientali e probabilmente porterà ad una azione giudiziaria. 

Bisson ha definito la decisione della sua agenzia come “una delle più difficili che siano mai stati prese dall’Ufficio”, ma ha anche detto che la ragione è molto semplice: “il nostro Paese ha bisogno assoluto di accedere alle proprie risorse di petrolio e di gas naturale e questa area fa comunque parte di una riserva petrolifera”. Gran parte degli ambientalisti invece contestano queste dichiarazioni notando come già la gran parte della riserva petrolifera sia disponibile per le ricerche delle compagnie petrolifere. 

“Siamo d’accordo che si debba consentire l’esplorazione petrolifera nella riserva, ma non su tutta la riserva e non distruggendo un paradiso naturale”, ha affermato infatti Eleanor Huffins della Wilderness Society, una associazione di ambientalisti dell’Alaska. Si è dichiarata comunque poco fiduciosa nei confronti delle azioni che verranno intraprese dal governo per la protezione di questa area: “quando le industrie petrolifere chiedono delle esenzioni, il nostro governo è sempre pronto a dargliele”, ha affermato la stessa Huffins in una intervista telefonica da Anchorage. 

Infatti tra le compagnie che si suppone guadagneranno dalla decisione di aprire l’Arctic National Wildlife Refuge all’esplorazione petrolifera ci sono di sicuro la Exxon Mobil, la British Petroleum e la Conoco Phillips (tutte finanziatrici dei repubblicani e con forti legami con questa Amministrazione, ndr), secondo quello che afferma la televisione economica Bloomberg. Ora sembra che i loro sogni possano diventare diventare presto realtà, dopo che a inizio novembre 2004 sono stati eletti quattro senatori repubblicani a favore dell’esplorazione petrolifera nel rifugio al posto di quattro democratici che si erano opposti nel 2003 alla proposta di Bush, quando essa fu sconfitta dal Senato per un margine per l’appunto di quattro voti. I repubblicani hanno già reso noto che nel corso del 2005 la materia tornerà all’ordine del giorno, soprattutto dopo le dichiarazioni di appoggio del nuovo Segretario all’Energia durante le audizioni al Senato, come visto in precedenza.

Se i benefici per le aziende produttrici di petrolio sono comunque piuttosto chiari, quelli per i consumatori lo sono molto di meno. Il Dipartimento dell’Energia americano afferma che l’aumento della produzione nella regione potrebbe abbassare il prezzo del petrolio tra i 30 ed i 50 cents a barile, l’equivalente di 1 cent per gallone di benzina. Ma anche questa prudente stima viene considerata da molti irrealistica. “Probabilmente tutto questo non avrà alcun impatto sui prezzi”, ha infatti affermato Robert Ebel, il direttore del programma energetico al Centro per gli Studi Internazionali e Strategici di Washington. “Ogni giorno si consumano 95 milioni di barili di petrolio al mondo, ed il prezzo non dipende certo da quello che ne viene prodotto negli Stati Uniti”, ha continuato Ebel, che, nonostante tutto, si è dichiarato comunque favorevole all’esplorazione petrolifera nell’Arctic National Wildlife Refuge.

La posizione ufficiale dell’Amministrazione Bush è che l’esplorazione petrolifera aumenterà la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, diminuendo la loro dipendenza dal petrolio estero. Al momento infatti gli Stati Uniti si basano sulle importazioni per soddisfare ben il 58% della domanda petrolifera e di prodotti come la benzina o altri derivati del petrolio, come mostrano i dati ufficiali del Dipartimento dell’Energia. Secondo le stime governative, l’apertura all’esplorazione petrolifera dell’Arctic National Wildlife Refuge potrebbe ridurre la dipendenza americana dalle importazioni di petrolio nel 2025 dal 70% al 66%. Ma neppure i sostenitori dell’esplorazione petrolifera in Alaska sono convinti di questo e la tendenza generale da parte degli esperti è quella di considerare l’apertura all’esplorazione petrolifera come qualcosa che non abbia nulla a che vedere con la diminuzione della dipendenza dal petrolio estero. 

Donazioni politiche

Samuel Bodman ha donato più di 38.000 dollari al partito repubblicano dal 1999 ad oggi. Ecco il dettaglio delle sue donazioni negli ultimi 6 anni: il 31 marzo 1999 ha donato 1.000 dollari alla campagna elettorale di Bush per le primarie del 2000, il 22 giugno 2000 ha donato 10.000 dollari al partito repubblicano per le elezioni presidenziali del 2000, il 17 maggio 2002 ha donato 500 dollari alla campagna elettorale per l’elezione del deputato James R. Demint alle elezioni di ‘midterm’ del 2002, il 30 dicembre 2003 ha donato 2.000 dollari alla campagna elettorale per la rielezione di Bush per le elezioni presidenziali del 2004 ed infine il 19 maggio 2004 ha donato 15.000 dollari al partito repubblicano, sempre per le elezioni presidenziali del 2004.

Link per ulteriori informazioni

a cura di Daniele John Angrisani per ReporterAssociati 

 
“Tutti i loghi, i marchi e le immagini contenuti in questo sito sono dei rispettivi proprietari. I testi sono di proprietà dei rispettivi autori.
Il materiale presente è in regime di Copyleft: la sua riproduzione è libera e incoraggiata purchè citando la fonte per esteso [nome del sito e dell’autore dell’articolo citato].

Per ulteriori informazioni: [email protected]