La nostra intenzione, più che tentare l’ assalto
a questa roccaforte inespugnabile, era tentare un incontro con i contadini
del luogo, da sviluppare col tempo, per una comprensione
dei disastri che le nuova rivoluzione agricola porta con sè.
Sappiamo bene la farsa che si nasconde dietro questi
incontri, dove si spettacolarizzano decisioni prese altrove…
Così oltre a proporre un iniziativa pubblica
a Vittorio Veneto (nelle vicinanze di Cison), vorremmo lanciare un appello
a tutti i gruppi e le individualità’ che vedono
in questo G8 la rappresentazione dell’ attacco, che già stiamo subendo,
contro le nostre vite e i nostri territori.
Comprendere che il nostro nemico è ovunque,
e non solo nella sperduta campagna trevigiana, implica
anche attaccarlo ovunque.
La distruzione della terra e del vivente non si decide
in questo vertice, ma si perpetua in tutti i centri di ricerca
biotecnologica pubblici e privati, in tutte le fondazioni
che speculano sulla devastazione ambientale,
in tutte le imprese che nel nome del profitto contribuiscono
a creare quel deserto sociale e ambientale
che sembra essere sempre più il nostro panorama.
Per opporsi a tutto questo, invece di correre dietro
ai padroni e ai loro incontri, proponiamo di individuare,
ognuno nel proprio territorio, dei responsabili di
questo disastro.
Quindi, durante le giornate del vertice (dal 18 al
20 aprile), costruire iniziative congiunte per fargli capire che
c’è chi sta scoprendo il gusto della coordinazione
e dell’azione diretta e che le loro porcherie non sarano sempre impunite.
Vogliamo lasciare massima autonomia decisiva sulle
dinamiche di di queste iniziative,
passando dal volantinaggio davanti all’ università
con un corso in biotecnologie, fino a… altro.
D’altronde, nell’ azione diretta c’è n’è
per tutti i gusti.
Assemblea contro il g8 agricoltura
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