Al Qaida manda un ultimatum a Berlusconi «Quindici giorni per lasciare l’Iraq»:
01.08.2004
 Nel giro di pochi giorni ne sono arrivati tre, ma questo sembra essere il più attendibile. Inviato al quotidiano londinese in lingua araba Al Quds al Arabi, il messaggio minaccia l’Italia per il suo coinvolgimento nella guerra irachena, ma questa volta fissa un ultimatum. Se entro quindici giorni l’Italia non si ritirerà dall’Iraq diventerà un bersaglio. La firma è quella delle brigate Abu Hafs al Masri, un gruppo appartenente ad al Qaida, lo stesso che ha inviato almeno uno dei messaggi precedenti.

«Stiamo mobilitando le nostre cellule dappertutto a Roma e in altre città italiane e diamo a Berlusconi 15 giorni di tempo per ritirarsi dall’Iraq», afferma il messaggio che è scritto in arabo ed stato inviato anche all’agenzia di stampa britannica Reuters. Dopo di allora non saremo più responsabili per qualsiasi perdita di vite umane», prosegue la dichiarazione. «Vi abbiamo già mandato un precedente messaggio chiedendovi di ritirarvi dall’Iraq il più presto possibile ma ancora non abbiamo visto nulla e è per questo che il linguaggio del sangue è in cammino verso di voi», aggiunge la dichiarazione.

Mentre in Italia arrivava la minaccia di al Qaida, a New York e in altre città degli Stati Uniti scattava l’allarme per il timore di clamorosi attentati. L’intelligence avrebbe segnalato che al Qaida potrebbe prendere di mira importanti aziende o edifici importanti a Manhattan.

Sull’informazione dei servizi segreti ci sono stati incontri fra il capo della polizia di New York Raymond Kelly e il capo locale dell’Fbi Pasquale Damuro, secondo quanto riferito a Reuters da una fonte del Dipartimento di polizia di New York.

La città è in stato di allerta da quando i servizi hanno segnalato la possibilità che la Convention nazionale dei Repubblicani a fine agosto, che dovrà designare Bush per la rielezione alla casa Bianca, costituisca un obiettivo di attacchi terroristici. «Il resoconto dei servizi segreti indica che al Qaida continua a prendere di mira istituzioni finanziarie e commerciali, come anche organizzazioni internazionali, all’interno degli Stati Uniti», si legge in una nota diffusa dopo gli incontri dal Dipartimento di polizia di New York.