9-1-1979: Roma, Rogo a Radio Donna
Si è ripreso a parlare, dopo 30 anni del ” Rogo di Primavalle “.Una spaventosa tragedia che nessuno avrebbe voluto: gli attentatori volevano dare fuoco alla porta del segretario della sezione del MSI di Primavalle e non uccidere i suoi figli. Sempre a Roma, pochi anni dopo i fascisti dei Nar hanno cercato di uccidere 5 donne del collettivo casalinghe sparandogli alle gambe, perché non potessero scappare, e dando fuoco alla radio dalla quale trasmettevano.Un episodio atroce che tutti sembrano aver dimenticato. 
La mattina del 9 gennaio 1979, verso le 10,20, cinque donne del collettivo delle casalinghe di Radio Donna, ospitata per mancanza di attrezzature e di soldi nei locali di Radio Città Futura, sono riuscite ad uscire dalla radio in fiamme malgrado fossero ferite gravemente aiutandosi una con l’altra. Anna Attura, 38 anni, Rosetta Padula 35 anni, Carmela Incafù, 58 anni, Gabriella Pignone, 47 anni, annunziata Miolli, 55 anni, sono finite al policlinico con prognosi dai 20 ai 90 giorni, ad eccezione di Anna, la più grave.Anna l’hanno sbattuta contro il muro, le hanno appoggiato in pancia una pistola col silenziatore e hanno sparato una due, tre, quattro, cinque, sei volte, prognosi riservata per gravi emorragie interne e lungo intervento operatorio con asportazione dell’utero e parte dell’ intestino.

il racconto di Rosetta a Quotidiano Donna pochi giorni dopo l’attentato.

Quella mattina io non dovevo andare, ero a casa ascoltavo la radio e ho sentito che c’era Paolone, ora avevamo avuto delle discussioni con Paolone che non voleva stare al mixer quando c’era Radio Donna, e così ho deciso di andare io ad aiutare le compagne perché solo io e Gabriella sappiamo usare il mixer. Così sono andata e Paolone è andato via.
Erano le dieci e un quarto quando abbiamo iniziato la trasmissione. Io avevo portato un ritaglio di giornale nel quale Dacia Maraini rispondeva a Corvisieri e Ida Magli e volevo commentarlo. Intanto stavo al mixer e le compagne nella stanza dei microfoni parlavano.
Nunni aveva iniziato la trasmissione, ad un certo punto io mi alzo per accostare la porticina che da sulle scale perché veniva corrente. Ho sentito un rumore nel cortile e mi sono affacciata a guardare. Giù c’erano tre persone tutte con il passamontagna e una si stava infilando i guanti.Quando mi hanno visto hanno avuto un attimo di esitazione. Io credevo che fossero dei compagni con il passamontagna per il freddo…e così ho detto “ciao..”poi ho visto che il primo che cominciava a salire le scale aveva un mitra in mano!
Allora sono entrata nello studio e ho detto. “…guardate c’è gente con il mitra in mano! “
Loro mi guardavano perplesse, pensavano che io scherzassi. Intanto quelli erano arrivati su. Uno di questi tre con la pistola in mano entra nello studio e Gabriella gli dice: “Chi siete? Cosa volete ?…se volete noi ce ne andiamo…” A questo punto Bum, fa scoppiare la prima bomba incendiaria al centro del tavolo.Una vampata proprio davanti a me e a Linda…a questo punto corriamo verso il mixer e lì un’altra vampata. Così ci siamo trovate tra due fuochi…siamo riuscite a raggiungere la porta.Io avevo i capelli in fiamme, ho visto Nunni con le braccia infiammate, Anna con i capelli in fiamme e un'altra che le bruciavano i vestiti addosso.Per non ammucchiarci sulle scalette ho cercato di scendere dall’altra parte e come ho cominciato a scendere le scale mi sono trovata dietro uno di quelli che mi ha puntato la pistola in faccia.Ho gridato “: No!!…mi spari?!…Nooo! ” allora ha abbassato la pistola e mi ha sparato alle gambe e il sono caduta sul pianerottolo in cima alle scale. Mi veniva fuori il sangue dalle gambe come un rubinetto e sentivo sparare e le compagne che urlavano…spari, urla e io li che non potevo muovermi e da ultimo ho sentito una sventagliata di mitra…allora ho pensato: ”Le compagne sono morte…le hanno ammazzate tutte!Adesso finiscono anche me…” Un momento di silenzio atroce dopo i colpi di mitra “le compagne sono morte “ e il sangue continuava ad uscirmi a fiotti…Poi ho sentito i lamenti e le grida nel cortile e allora penso “qualche compagna è viva..ora devo stare attenta a non svenire perché se svengo quassù non mi vedono e muoio dissanguata”.Così ho cominciato a trascinarmi giù per le scale. A metà scaletta non ce l’ho più fatta a quel punto si è affacciata Nunni “ Nunni come stai? “ Aveva le braccia, le mani e una parte del viso bruciati ma non era stata ferita dalle pallottole perché Gabriella le era caduta addosso e l’aveva riparata dai proiettili. Appena Nunni mi ha visto le gambe ha sbarrato gli occhi: a terra c’era un lago di sangue. Poi è venuto un uomo che mi ha preso e caricato in macchina.In macchina c’era anche Anna e Anna mi chiedeva “Rosetta come stai?”ma io avevo perso troppo sangue e non avevo la forza di rispondere, mi lamentavo e basta e Anna ha detto “…La pancia, mi fa tanto male la pancia…ho un dolore fortissimo dentro…”

Adesso io, giorno e notte, vedo quello con la pistola che mi spara, vedo quelli col mitra che salgono le scale e noi lì dentro ad aspettarli senza poter fare nulla! Aspettarli con la certezza che ci avrebbero ammazzate. Ci volevano bruciare vive…volevano fare il rogo delle streghe.Come abbiamo fatto ad uscire vive da lì non lo so.Più ci penso più mi pare impossibile!!

Noi ragazze degli anni 70 ricordiamo bene questi fatti. Ripensandoci sentiamo ancora l’odore di fuoco e di sangue che c’era nei locali di Radio Città Futura quella mattina, quando siamo corse lì dopo aver sentito alla radio, in diretta, prima che i fascisti chiudessero i microfoni
“…non sparate…non sparate!” E ricordiamo Anna alla quale oltre aver tolto l’utero e un tratto d’intestino hanno anche dovuto ricostruire con una protesi l’osso del pube, Anna piena di cannule e di flebo dietro il vetro della stanzetta di terapia intensiva, che trasale ad ogni rumore, il terrore dipinto negli occhi. Anna con i capelli rossi tutti consumati dalle fiamme… E non dimentichiamo l’ottuso, ridicolo volantino di rivendicazione dei Nar che esprime perfettamente il livello umano culturale e politico dei fascisti, il loro disprezzo per le donne, la loro ammirazione per i” guerrieri”, anche se sparecchiano a sinistra tipo Savasta e Morucci che poi viste le brutte sono stati i primi a “ pentirsi “ e a denunciare i loro compagni.

QUESTO E’ IL TESTO DEL COMUNICATO DEI NAR DETTATO AI QUOTIDIANI 12 ORE DOPO L’ATTENTATO.

Abbiamo colpito un covo di predicatori d’odio, abbiamo colpito duramente ma avremmo potuto essere più pesanti.Abbiamo scelto un bersaglio particolare perché siamo stufi che siano dei giovani rossi o neri a pagare con la vita le colpe del sistema.
Non ci piace colpire la gente che come noi è seriamente impegnata per migliorare questo sistema anche se sono degli imbecilli.Sono imbecilli ma dopo tutto dei colleghi. Speriamo che i compagni del movimento non si facciano prendere da nervosismi e rabbie varie, ma comincino a ragionare e speriamo che non si debba più passare fuori da una sezione con una moto e sparare all’impazzata né da una parte né dall’altra.Speriamo che non si facciano strumentalizzare dalla forza della reazione-bianchi, rossi o neri-che usa la nostra rabbia per farci distruggere a vicenda. A Radio Città Futura non è stato perdonato il nostro lutto per i camerati uccisi e le continue prediche d’odio.

Noi ricordiamo bene, anche se questo episodio è stato cancellato dalla storia di quegli anni e se due degli autori della tentata strage e del demenziale volantino Fioravanti e la Mambro vengono oggi riproposti come dei giovani coraggiosi e pieni di ideali (forse sbagliati ma chissà )protagonisti di una commovente storia d’amore.
Sporchi individui noi ricordiamo bene!