la qualità non importa, importa la quantità e la velocità, la crescita ad ogni costo, senza limite e possibilmente senza regole. ……….
QUESTA E’ LA LOGICA CORRENTE.
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A QUESTA LOGICA PARANOICA, ARRETRATA ED ANTIECONOMICA
FONDATA SUL PARADIGMA PIU’ PRODUZIONE, PIU’ CONSUMI , PIU’ OCCUPAZIONE,
PROPONIAMO IL PARADIGMA DELLA SALUTE E SICUREZZA, DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA, RICICLO E RIUSO, DEL RISPARMIO ENERGETICO, DEL PIANO ENERGETICO NAZIONALE E REGIONALE CHE PUNTI ALLE RINNOVABILI, SICURE e PULITE, DELLA RIDUZIONE DEI CONSUMI, DEL RISPETTO DELLA NATURALITA’ DELLE COSTE
per un INDICE DI SVILUPPO UMANO che tenga
conto del risparmio e dell’ efficienza e non dello spreco ( che fa aumentare
artificiosamente il PIL ) che tenga conto dell’ indice di istruzione, formazione,
assistenza, innovazione e non solo della produzione comunque essa
sia, cioè di INDICATORI DI UN VERO PROGRESSO-CIVILTA’. DI
UN FUTURO SOSTENIBILE A VANTAGGIO DELLE FUTURE GENERAZIONI e PER UNO SVILUPPO
SENZA LA CRESCITA AD OGNI COSTO ed INCONTROLLATA.
In
genere, le cose terribili fatte con la scusa che il progresso le esige
non sono affatto progresso, ma solo cose terribili. ( Russell Baker)
AssociazionI e movimenti che hanno aderito alla giornata
ed alla manifestazione a PaLERMO: Comitato contro gli inceneritori e per
la tutela della salute di Augusta, Comitati per le energie rinnovabili
e contro le trivellaz. petrolifere in Val di Noto ed in Sicilia,
Ente Fauna Siciliana, Federazione Provinciale Verdi Siracusa, Greenpeace,
WWF Palermo, Associazione Cittadini per la Salute, Circoli di Legambiente,
Italia Nostra Sez. Sicilia, Comitato Bellolampo, AIAB Sicilia (Associazione
Italiana per l’Agricoltura Biologica), Manitese Sicilia, Laici
Comboniani, Paternonuova, Vivisimeto
Paolo Pantano tel. e fax: 0931.812170 cell.: 360.767395 email: [email protected]
GLI INCENERITORI: DINOSAURI
Così li definisce Paul Connett. Il
grande specialista americano è stato allievo di Barry Commoner
ed attualmente docente presso St. Lawrence University
di New York è tra i maggiori esperti in tema di diossine,
furani e PCB: le principali molecole tossiche prodotte dai processi industriali
e di incenerimento dei rifiuti. Il metodo dell’ incenerimento per
lo smaltimento dei rifiuti nei sistemi economici complessi delle
nazioni industrializzate, è “ giurassico”.
Lo scienziato protagonista, fra l’altro, di importanti iniziative in favore della salute e della sicurezza, sostiene che:
– da 10 anni in USA non ne costruiscono
più, poiché è un modo di affrontare la questione
superato dai tempi, dalla comunità
scientifica e dalla politica avveduta;
– se deve essere costruito in maniera sicura,
non è economico;
– non è pratico;
– è fonte di emissioni tossiche in aria;
– la costruzione è molto costosa;
– è impopolare e non democratico;
– è uno spreco di energia;
– facendo il riciclaggio si ha un risparmio
di 4 volte;
– è il modo più costoso per ottenere
energia;
– si accumulano residui tossici nel suolo e
di conseguenza nel cibo;
– si accumulano polveri sottili tossiche nell’
aria.
Per ogni tonnellata di rifiuti bruciata, un inceneritore produce:
1 ton. di fumi,
280/300 Kg. di ceneri solide,
30 Kg. di ceneri “ volanti “,
650 Kg. di acqua di scarico,
25 Kg. di gesso.
Complessivamente, dunque, la materia in uscita è maggiore di quella in entrata in quanto l’inceneritore addiziona ai rifiuti ossigeno e acqua per il raffreddamento.
E’ un’ opportunità sprecata.
Solo a titolo di esempio, degli oltre 10 milioni di tonnellate di carta e cartoni “consumati” ogni anno in Italia, soltanto circa 3 milioni di tonnellate sono riciclati (addirittura l’Italia importa centinaia di migliaia di tonnellate di carta straccia !) e circa 7 milioni di tonnellate sfuggono a qualsiasi ricupero e finiscono nelle discariche e negli inceneritori.”
Impedirne il riciclo bruciandole va contro le operazioni che potrebbero assicurare occupazione e innovazione tecnico-scientifica, anche esportabile in altri paesi, nelle tecniche di raccolta separata, frazionamento e arricchimento delle frazioni riciclabili dei rifiuti (soprattutto carta e plastica); nelle tecniche di riciclo e di commercializzazione delle merci riciclate.
La scelta dei “termocombustori” scoraggia la progettazione di merci, oggetti, macchinari più duraturi, che generano minori quantità di rifiuti durante la produzione e dopo l’uso, che possono essere usati più volte, più idonei ad essere riciclati. Cioè va contro la tendenza sostenuta dall’Unione europea e da tutti i paresi industriali moderni.
Viene così anche vanificato il generoso impegno e sforzo di tante associazioni di volontariato e ambientaliste, di cooperative, di scuole e famiglie che si sono impegnate e si impegnano per la raccolta separata delle varie frazioni dei rifiuti.
Fortunatamente, rispetto alla fretta di tante amministrazioni locali ed enti in favore degli inceneritori, sta nascendo un vasto movimento di protesta popolare. Nascono comitati di base spontanei costituito da cittadini che vogliono sapere in che cosa consistono gli inceneritori che dovranno piovere sul loro territorio, che si interrogano sulla sicurezza ambientale di questa scelta: questi gruppi cercano informazioni, stanno imparando ad esaminare criticamente i documenti che molti loro amministratori approvano così in fretta.
Soprattutto questi gruppi di cittadini riconoscono la incompatibilità e intrinseca contrapposizione fra riciclo e “termovalorizzazione”.
Anche oggi, come ai tempi della lotta popolare contro le centrali nucleari, migliaia di famiglie, di operai, di contadini, di impiegati, vogliono impedire che pubblico denaro venga dissipato per la costruzione di inceneritori che soffocano e vanificano delle reali prospettive di lavoro, quali le operazioni di riciclo e riutilizzo dei materiali usati.
Migliaia di studiosi e tecnici e imprese lavorano nel campo della caratterizzazione dei rifiuti, della messa a punto di processi per il riutilizzo e riciclo dei rifiuti, per la vendita dei materiali riciclati o recuperati.
Invece di costruire “termocombustori” occorre migliorare e perfezionare i sistemi di raccolta differenziata delle varie materie riciclabili, anche attraverso informazioni dei consumatori, propaganda nelle scuole, eccetera. Occorre perfezionare i processi di produzione di merci, macchinari, imballaggi, in modo che ne sia più facile il riciclo alla fine della loro vita utile; occorre potenziare i laboratori e i servizi di analisi dei rifiuti e di tutte le operazioni di trattamento e riciclo. .
Occorre incoraggiare l’uso e l’acquisto, specialmente da parte della pubblica amministrazione, di materie ottenute dal riciclo dei rifiuti — carta e plastica riciclata, copertoni rigenerati, pannelli di legno, tessuti rigenerati, ecc. provenienti dalla raccolta interna, operazione che negli Stati Uniti viene praticata, per legge, da ormai trent’anni, che sarà imposta sempre più anche in Europa.
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