“Trenitalia, società che gestisce il traffico merci su tutto il territorio nazionale,
ha deciso di ridimensionare il trasporto merci abolendo, di fatto, numerosi scali ferroviari.”
Interrogazione per chiedere di fermare la cancellazione dello scalo merci di Siracusa.

Palermo, 14 agosto 2009 – E’ stata presentata dall’on. Vincenzo Vinciullo,
vice presidente della Commissione Affari Istituzionali all’Assemblea regionale siciliana
una interrogazione all’Assessore regionale ai Trasporti.
Per chiedere di intervenire nell’ambito delle proprie competenze e fermare la cancellazione dello scalo merci di Siracusa
e concordare con Trenitalia eventuali azioni di intervento, al fine di garantire gli interessi dei Siciliani, sia in termini produttivi che in termini turistici. E per chiedere contezza alla Società Trenitalia per lo sperpero del denaro pubblico che si sarebbe avuto realizzando una stazione merci, in Contrada Pantanelli, che non è entrata mai in funzione e che ha deturpato, in maniera irrimediabile, una delle zone a verde più belle della Sicilia, occludendo fiumi e cementificandola selvaggiamente.

“Trenitalia, società che gestisce il traffico merci su tutto il territorio nazionale, - scrive l’on. Vincenzo Vinciullo nell’interrogazione - ha deciso di ridimensionare il trasporto merci abolendo, di fatto, numerosi scali ferroviari.”

In questa ottica di ridimensionamento e di economie di gestione, Trenitalia ha cancellato tutti gli scali merci della Sicilia,
ad eccezione di quello di Catania Bicocca da dove, secondo il piano di Trenitalia, tutto il traffico merci dovrà essere smistato nel resto dell’Isola con mezzi di trasporto gommato.

“Tra gli scali merci non più utilizzati da Trenitalia continua l’on. Vincenzo Vinciullo – vi è pure quello di Siracusa.
La stazione merci, che sorge in contrada Pantanelli, è una struttura di recente costruzione (è stata inaugurata nel 1998)
ed è ritenuta, dagli addetti al settore, un gioiello di tecnologia e praticità.

La decisione di Trenitalia - conclude l’on. Vincenzo Vinciullo – da un ulteriore colpo alla già fragile economia siciliana,
già prostrata dalla crisi economica in atto. Questa scelta, in particolar modo, colpisce la provincia di Siracusa
dove le numerose aziende che sino ad oggi si erano servite delle Ferrovie dello Stato per l’economicità dei trasporti,
saranno costrette ad affidarsi al trasporto gommato ben più caro e, sicuramente, più inquinante,
in una Provincia dove è insediato il maggiore polo petrolchimico d’Europa”.