Sicilia scoppia la protesta nel Dittaino: Maxi-discarica nei campi di grano
VOGLIONO riempire di immondizia la valle del pane dop.
Un affare da 50 milioni di euro, inserito nel piano rifiuti del governo Lombardo.
Impianto da un milione di metri cubi. Imprenditori in rivolta.

DITTAINO 5 ottobre 2010-
L'affare che sta facendo litigare fra loro gli imprenditori siciliani vale 45 milioni di euro.  Forse 50 milioni.
Accade che nella valle del Dittaino, il granaio dop della provincia di Enna, l'industriale agrigentino Giuseppe Catanzaro ha deciso di realizzare una piattaforma integrata per il trattamento, il recupero e lo smaltimento finale dei rifiuti non pericolosi. Significa che nella zona dove si produce uno dei pani più pregiati e famosi dell'Isola arriveranno tonnellate di immondizia. Perché la piattaforma, al di là dei sistemi di trattamento e di produzione di energia, avrà anche una vasca in grado di ospitare un milione e centomila metri cubi di immondizia. Un impianto monstre su terreni coltivati a grano. E tutto questo grazie al nuovo piano dei rifiuti che sta elaborando il governo di Raffaele Lombardo.

"Ma vi rendete conto che vogliono mandare in rovina l'economia più sana del territorio?". Non si dà pace Gildo Matera, direttore della Confindustria ennese. La sua voce rimbomba nella sala riunioni dell'Area di sviluppo industriale. È qui che gli imprenditori del comprensorio hanno fatto arrivare la loro rabbia ed è qui che si raduneranno sabato per organizzare un comitato di lotta. "Stentiamo ancora a credere che verrà realizzata una bomba ecologica proprio qui", attacca Biagio Pecorino, docente di economia a Catania e presidente della cooperativa Valdittaino che produce la "pagnotta dop".

"Dobbiamo fare di tutto per evitare che si vanifichi lo sforzo dei nostri padri e si distrugga il futuro dei nostri figli", aggiunge Pecorino. Il direttore della Confindustria ennese Matera rincara la dose: "Le imprese della zona, proprio perché hanno investito sulla qualitàe sulla genuinità dei prodotti agricoli, sono riuscite a reggere alla crisi degli ultimi anni". Le 45 aziende di trasformazione attive nel comprensorio danno lavoro ad almeno 450 persone. "E bisogna tenere anche conto dell'indotto", sottolinea Matera.

Ma con l'arrivo della piattaforma per il trattamento dei rifiuti, le imprese della pagnotta dop "entreranno in crisi". Di questo sono certi gli imprenditori del comprensorio che stanno organizzando le contro mosse. La loro è comunque una partenza ad handicap. "Siamo stati tenuti all'oscuro di tutto. Nessuno era a conoscenza dell'istruttoria per realizzare l'impianto e questo è inaccettabile - afferma il commissario dell'Asi di Enna, Francesca Martinico - Stiamo studiando il sistema più efficace per impugnare questo progetto". Un progetto che, intanto, ha già ottenuto la maggior parte delle autorizzazioni necessarie e che, dunque, procede speditamente. L'iter è iniziato nel 2007 e si è concluso nel luglio di quest'anno con tanto di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale regionale.

Intestatario del progetto è l'industriale agrigentino Giuseppe Catanzaro che, al telefono dal suo ufficio, rispedisce le accuse al mittente: "Tutto è stato fatto alla luce del sole, figurarsi. E quella che abbiamo intenzione di realizzare non è una discarica".
E allora cos'è? Catanzaro prende fiato e poi argomenta: "È una piattaforma integrata per il trattamento, il recupero e lo smaltimento finale dei rifiuti non pericolosi. L'impianto si compone di tre sezioni: la prima è dedicata al trattamento meccanico-biologico dei rifiuti, la seconda è destinata al recupero energetico, la terza è dedicata allo smaltimento finale". Se il "trattamento biologico", agevolando la decomposizione dei rifiuti, permette la produzione di biogas dal quale ricavare l'energia elettrica, lo "smaltimento finale" riguarda il conferimento della parte di immondizia, in nessun modo recuperabile, nella vasca coperta. "Le norme vigenti, assicurano la massima salvaguardia dell'ambiente. Non esiste alcun allarme", taglia corto Catanzaro. Ma i suoi colleghi dell'Ennese sono di parere opposto. "La zona si riempirà di camion ricolmi d'immondizia che verrannoa conferire qui", ribatte il direttore della Confindustria provinciale Matera.

E allora, nella disputa fra imprenditori val la pena di sapere cosa ne pensa il capo di tutti loro, cioè il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello: "L'impianto di Catanzaro è stato autorizzato da tempo - dice Lo Bello al telefono da Abu Dhabi - I colleghi di Enna avrebbero dovuto porre la questione in Confindustria e non attraverso i giornali".
A favore degli ennesi, oltre al sindaco del capoluogo, Paolo Garofalo, si schiera, manco a dirlo, il senatore del Pd Vladimiro Crisafulli, ras del voto nella provincia, che individua subito il responsabile politico di questa operazione: "Grazie al governatore Raffaele Lombardo ci hanno tolto la Venere di Morgantina e in cambio riempiranno la nostra terra di rifiuti".